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L'ARTISTA, LA PAROLA, LA LIBERTA'
di: Presidenza AFFI - 11 settembre 2008
Cara Sabina,
sei in buona compagnia dato che nel mandare all’inferno i Papi
hai un precursore di nome Dante.
Nessuno stupore: stiamo navigando nelle brume di tristi ritorni
ai medioevi più bui,
dove imperversano antichi e nuovi sessismi,
antichi e nuovi razzismi,
mentre impazzano veline e calciatori,
vendite di corpi e di anime,
di missitalie e nuovi gagliardetti.
Nessuno stupore quindi,
ma la ferma certezza che essere donne non omologate,
ci salverà anche dai “pitbull col rossetto”,
se sapremo ritrovarci e riparlarci,
fuori dagli schemi in cui tentano e ritentano di imprigionarci.
Noi da sempre lottiamo per la liberazione.
Un saluto con sorellanza.
Presidenza AFFI
Edda Billi - Irene Giacobbe - M.Gabriella Guidetti
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tutta la mia solidarietà per la vicenda vilipendio. A me pare che il papa venga trattato come una specie di orsacchiotto da lunapark: mentre lo punti come massima autorità religiosa che si intromette nelle questioni politiche e civili del nostro paese, che viola l'indipendenza dei cittadini e dei loro rappresentanti vantando primogeniture di pensiero nelle strutture laiche e culturali, ricompare come capo di stato. Tu credevi di esprimere una legittima critica, largamente condivisa, nei confronti di un abuso inaccettabile che un'autorità religiosa diffonde ormai con insistenza diuturna in uno stato laico e sovrano, ma ti ritrovi ad aver insultato un capo di stato straniero. Lo avessi fatto nei confronti di saddam hussein ti avrebbero insignito con medaglia d'onore al merito. Tant'è, non si sa più come celare l'attacco alla libera espressione.
L'ideologia pret'à porter di Tremonti - dio, patria, famiglia - è tanto obsoleta quanto insidiosa. Questo governo ha iniziato caparbiamente la sua reale applicazione. Raccoglie il meglio del becero e del moralismo spiccio per tradurlo in consenso politico al parassitismo industriale. Piano Marshall del terzo millennio che dovrà salvare le imprese anzichè le persone dallo sterminio che il liberismo sfrenato - non una guerra - va seminando nel vecchio continente e nell'economia occidentale. Una ideologia riverniciata alla men peggio che poggia tutta la sua forza sulle differenze etniche e religiose ( e lavora su tutti i presidi educativi e religiosi) con la spernza di aprire uno steccato invalicabile col sud del mondo, medioriente ed indocina. L'idea di Tremonti - che neppure nasconde riserve nei confronti della Unione Europea - è che tutto (moralismo, religione, educazione, autoritarismo, censura, ecc) si traduca in protezionismo economico e magari anche in conflitto bellico tra occidentali e resto del mondo. Tutto accade in questi giorni, proprio mentre i più responsabili capi di stato hanno voluto sottolineare che l'11 settembre non segna l'inizio di una guerra di civiltà ma rimarrà il simbolo tragico d'un generale disagio cui ha condotto il liberismo sfrenato ed una globalizzazione ingovernabile.