di: Comitato per la Legalità e la Democrazia di Ravenna
Non ci eravamo illusi. Semplicemente e realisticamente eravamo in attesa di FATTI che confermassero il nuovo corso, la svolta liberale di Berlusconi e del suo Governo, il rispetto della legalità costituzionale e politiche coerenti con i diritti e la sicurezza di TUTTI I CITTADINI.
Invece, dietro la MASCHERA del NUOVO CORSO, rispuntano le leggi ad personam, l’aggressione alla Magistratura, l’interferenza pesante nel difficile lavoro dei magistrati, come è evidente nel disegno di legge sulle intercettazioni.
Il Comitato per la Legalità e la Democrazia di Ravenna intende continuare il proprio compito di difesa della legalità costituzionale, e di servizio alla cittadinanza, che intendiamo informare e responsabilizzare.
La legalità, la Costituzione e la democrazia vanno difese ogni giorno.
E la Magistratura che con coraggio rivendica ogni giorno il diritto e dovere di svolgere la propria indispensabile funzione ha tutto il nostro appoggio.
Intendiamo incontrare la cittadinanza e informarla.
Dai prossimi giorni distribuiremo nei mercati, nei luoghi di incontro e di ritrovo il documento che segue(*), per favorire una informazione capillare e sollecitare ATTENZIONE CRITICA. Continueremo a farlo ogni volta che saranno predisposte e approvate leggi in contraddizione con la libertà e i diritti di piena cittadinanza.
Continueremo ad opporci. Anche con referendum abrogativi, se sarà necessario.
21 giugno 2008
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(*) Disegno di legge sulle intercettazioni: un attentato ai Diritti ed alla Sicurezza dei Cittadini
Il Comitato per la Legalità e la Democrazia di Ravenna invita la cittadinanza di Ravenna a mobilitarsi contro il disegno di legge in materia di intercettazioni ambientali che il governo intende approvare. Il provvedimento stabilisce l'impossibilità di usare le intercettazioni ambientali per reati che prevedano una pena inferiore a 10 anni. In questa categoria rientrano reati assai gravi, come per esempio: rapina semplice, furto in appartamento,sequestro di persona a scopo non di estorsioni, violenza carnale semplice, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, bancarotta, omissione dolosa di misure cautelari sul lavoro, reato per il quale si è proceduto (e intercettato) per i presunti responsabili delle morti della Thyssen di Torino e per il Petrolchimico di Marghera. Anche l'indagine sulle scalate bancarie, nata dalle intercettazioni del 2005, non sarebbe mai partita: Fazio sarebbe ancora governatore di Bankitalia, Fiorani e Consorte avrebbero conquistato illegalmente Antonveneta e Bnl, Ricucci avrebbe portato in dote agli amici di Berlusconi il Corriere della sera.
Tale provvedimento denota un atteggiamento contraddittorio da parte del governo che afferma di operare per salvaguardare la sicurezza della popolazione dalla criminalità di strada, ma toglie alla Magistratura e alle Forze dell'ordine uno strumento dimostratosi valido ed efficace nel contrastare anche questo tipo di reati.
Inoltre - fatto ancora più grave - si contempla addirittura il carcere per i giornalisti che vengano riconosciuti colpevoli di pubblicare i contenuti delle intercettazioni prima del processo anche se esse sono contenute in atti non più coperti da segreto e quindi resi noti alle parti ed ai loro difensori. Si tratta di una vero e proprio ATTENTATO al DIRITTO DEI CITTADINI di ESSERE CORRETTAMENTE INFORMATI su fatti di cronaca giudiziaria che per la loro rilevanza criminale possono colpire o danneggiare la popolazione, soprattutto le fasce più deboli ed indifese.
La scoperta della "clinica degli orrori" a Milano sarebbe passata sotto silenzio se fosse stata già operativa una legge come quella che il governo si appresta ad approvare; fermo rimanendo che sarà compito dei giudici accertare eventuali responsabilità penali in questa gravissima ed inquietante vicenda, sta di fatto che se ai giornalisti fosse stato vietato di pubblicare i contenuti delle intercettazioni, molte persone avrebbero continuato a rivolgersi alla Clinica Santa Rita, con gravi rischi per la salute e per l'incolumità propria e dei propri familiari.
Il Comitato per la Legalità e la Democrazia di Ravenna ritiene che i politici, proprio perché amministrano il denaro dei contribuenti e governano in nome del popolo sovrano che li ha eletti, debbano adottare un comportamento pubblico e privato ispirato alla più completa trasparenza ed accettare che la loro vita e la loro attività - compresi i contenuti di intercettazioni ambientali che li riguardano - vengano messi al setaccio dai mass media e dall'opinione pubblica che ha il diritto-dovere di conoscere tutto ciò che concerne azioni di rilevanza civile compiute da persone investite da incarichi e ruoli di elevata responsabilità pubblica.
Eventuali violazioni della privacy sono peraltro perseguibili da apposite leggi, e sono comunque evitate dai giornalisti con adeguata deontologia professionale. Riteniamo quindi, che la legge proposta dal governo sia stata pensata più per proteggere la "casta" che i cittadini, i quali continueranno invece ad essere le vittime dei soprusi e delle malefatte compiute da amministratori e governanti disonesti.
Il Comitato per la Legalità e la Democrazia di Ravenna continuerà a tenere informata la cittadinanza sull'evolversi della situazione e si impegna, in caso il d.d.l. venisse approvato così com'è, a sostenere, con tutte le forze politiche e sociali disponibili, un referendum per l'abrogazione di questa ennesima legge-vergogna.
Comitato per la Legalità e la Democrazia di Ravenna
Sito web: www.legalitaedemocrazia.it
