L'arresto di Fiorani e dei suoi amici
e lo sviluppo delle indagini riguardanti Fazio e Consorte, erano
facilmete prevedibili e non è detto che siano gli atti conclusivi delle
vicende che evidenziano la commistione devastante tra politica ed
affari.
Il Cantiere, in più occasioni, ha denunciato la gravità delle commistioni chiedendo a Romano Prodi e ai segretari dei partiti dell'Unione di prendere le distanze per restituire alla politica la sua autonomia e il ruolo di arbitro capace di far rispettare le regole, astenendosi dal partecipare al gioco.
Il 17 settembre, a sottolinere questo impegno, è stato convocato il convegno sulla questione morale nel quale il rapporto politica-affari ha costituito il punto più significativo delle relazioni di Occhetto, Veltri e di numerosi interventi.
Inostri sforzi, nonostante gli impegni dei partecipanti tra i quali tre segretari dei partiti dell'Unione, non sono serviti a fare chiarezza. Al punto in cui siamo, poiché gli sviluppi delle indagini possono essere esplosivi e rischiano di compromettere il risultato delle elezioni politiche, ci rivolgiamo direttamente a Prodi con la lettera aperta che segue.
Caro Romano, al punto in cui siamo, a nostro parere, è necessario che tu, a nome dell'Unione, prenda una posizione chiara ed inequivocabile sulle vicende relative alle scalate alle banche e al Corriere della Sera e alle conseguenze politiche che ne derivano.
La magistratura, unica istituzione che finora ha tutelato la legalità, a causa delle ambiguità del Governo e delle forze politiche, ne siamo certi, farà il suo dovere.
È necessario che altrettanto faccia la politica. Pertanto:
Il Cantiere, in più occasioni, ha denunciato la gravità delle commistioni chiedendo a Romano Prodi e ai segretari dei partiti dell'Unione di prendere le distanze per restituire alla politica la sua autonomia e il ruolo di arbitro capace di far rispettare le regole, astenendosi dal partecipare al gioco.
Il 17 settembre, a sottolinere questo impegno, è stato convocato il convegno sulla questione morale nel quale il rapporto politica-affari ha costituito il punto più significativo delle relazioni di Occhetto, Veltri e di numerosi interventi.
Inostri sforzi, nonostante gli impegni dei partecipanti tra i quali tre segretari dei partiti dell'Unione, non sono serviti a fare chiarezza. Al punto in cui siamo, poiché gli sviluppi delle indagini possono essere esplosivi e rischiano di compromettere il risultato delle elezioni politiche, ci rivolgiamo direttamente a Prodi con la lettera aperta che segue.
Caro Romano, al punto in cui siamo, a nostro parere, è necessario che tu, a nome dell'Unione, prenda una posizione chiara ed inequivocabile sulle vicende relative alle scalate alle banche e al Corriere della Sera e alle conseguenze politiche che ne derivano.
La magistratura, unica istituzione che finora ha tutelato la legalità, a causa delle ambiguità del Governo e delle forze politiche, ne siamo certi, farà il suo dovere.
È necessario che altrettanto faccia la politica. Pertanto:
- Ti chiediamo di dire una parola chiara sulla commistione tra politica ed affari, nodo centrale della questione morale, e di ribadire che compete alle istituzioni e alla politica fornire le regole e farle rispettare, tenendosi a debita distanza dagli affari.
- Insistiamo perché l'Unione approvi il testo di un Codice Etico e del buon Governo, proposta che ti abbiamo consegnato nell' ottobre del 2004 e che tu stesso avevi definito «moderata». La necessità di coniugare etica, economia ed affari, è dimostrata dalle numerose iniziative che in questi giorni gruppi economici e società stanno adottando. Ricordiamo quelle degli ultimi giorni riguardanti la Siemens e il gruppo Granarolo.
- Ti chiediamo una verifica attenta dell'eventuale coinvolgimento di personalità del centro sinistra che abbiano svolto un ruolo politico attivo in vicende i per le quali la magistratura ha contestato reati di varia natura e di trarne le necessarie conseguenze politiche.
- Ti chiediamo, infine, l'impegno a riproporre nella prossima legislatura, la commissione di inchiesta sugli arricchimenti degli scalatori e sui capitali rientrati in Italia con lo scudo fiscale di Tremonti, promossa al Senato dai senatori Falomi ed Occhetto e sottoscritta da oltre 80 senatori.
- Proponiamo un'iniziativa tempestiva dell'Unione, in Italia ed in Europa, per rimuovere il governatore della Banca d'Italia e restituire credibilità all'Istituto e all'intero Paese.
Creato da
mariaricciardig
Collaboratori: Achille Occhetto,, Elio Veltri
Ultima modifica 2007-03-23 16:32
Collaboratori: Achille Occhetto,, Elio Veltri
Ultima modifica 2007-03-23 16:32
