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Unipol, Cooperative, DS
di: Claudio Gandolfi

Cara Unità,

ringrazio Staino per la vignetta con la quale ieri ha perfettamente fotografato lo stato d'animo in cui ora si trovano molti cittadini elettori di sinistra e soci cooperatori che come me hanno creduto, forse ingenuamente, nella diversità del mondo cooperativo: oggi mi sento in mutande e con il culo scoperto.

In questo momento è tanta la rabbia per la forte delusione che provo davanti agli sviluppi della vicenda Unipol-Bnl ed all'atteggiamento tenuto nei suoi confronti dai più diretti interessati: il mondo cooperativo e gli esponenti del mio partito di riferimento, i DS.

Ipocrisia, mancanza di coerenza tra principi dichiarati negli statuti ed i reali comportamenti, è questo che rimprovero ai vertici e da cui attendo chiarimenti non formali.

Alcuni esempi.

Pensiamo ai supermercati, agli iper della grande distribuzione, mi chiedo da socio di coopadriatica è etico aprire la domenica, i festivi infrasettimanali per rispondere alla concorrenza delle catene private? Prima accadeva sporadicamente in occasione delle festività natalizia, ora da alcuni anni è la regola, la norma e tutto in nome della competitività, delle regole del mercato, non certo per rendere un servizio ai soci consumatori o ai dipendenti (io per parte mia mi organizzo e per principio in queste occasioni faccio lo sciopero della spesa).

Pensiamo alle cooperative di abitazione che per garantire case a basso costo ai propri soci (sono uno di questi) assegnano appalti al massimo ribasso ad imprese cooperative di costruzione che per rientrare nei margini di guadagno decisi a tavolino dai dirigenti subappaltano tutte le lavorazioni ad altre imprese e/o squadre costrette a carichi di lavoro assurdi, 12-14 ore al giorno, con sole o pioggia, con luce o buio, tutti i giorni, sabato compreso e quando serve, sempre più spesso anche la domenica, i festivi e con quota di lavoratori a carico in nero ( bella coerenza !!!!!!!!!!!!!!!!!).

E' etico tutto questo? Cosa centra con i principi mutualistici e solidaristici cooperativi che dovrebbero mettere al centro l'interesse e la dignità delle persone, degli individui prestatori d'opera indipendentemente dal fatto che siano o meno soci? Gradirei avere una risposta in merito dai soggetti interessati che sanno, ma fingono di non vedere.

Che fine ha fatto la tanto decantata diversità delle imprese cooperative rispetto alle imprese private? Il fine è ancora l'interesse dei soci o è diventato il guadagno fine a se stesso? Il fine giustifica sempre i mezzi e rende tutto lecito?

L'ETICA è ancora un valore assoluto, imprescindibile, o anch'esso è diventato un valore relativo, da usare a corrente alterna quando fa comodo, una bandiera da sventolare quando serve per distinguersi formalmente dagli altri?

Non posso condividere l'affermazione che il compagno Chiti fa a difesa del Partito nell'intervista sulle tue pagine quando dice " In questi giorni addirittura sembra più colpevole Sposetti nei suoi colloqui telefonici, che sottosegretari dell'attuale governo, indagati per probabili tangenti, o per aver fornito informazioni a persone che erano oggetto d'indagine da parte dell'autorità giudiziaria. Questo è inaccettabile".

Personalmente trovo inaccettabile altro, non può essere che noi siamo meglio di loro per il semplice fatto di avere forse rubato meno o di averlo fatto nel presunto interesse dei soci e/o dell'interesse comune, non può essere così, è troppo semplice e troppo comodo; o si è onesti sempre o si è disonesti indipendentemente dall'entità del danno.

Sapere che anche gli altri hanno le Loro colpe non mi fa sentire meglio, non mi libera moralmente dal peso politico e dalla gravità (se ci sono) delle Nostre.
Non possiamo ridurre il tutto ad un problema contabile, ad un mero problema di quantità: è un problema di qualità e coerenza, SEMPLICEMENTE NON DOVEVA SUCCEDERE.

L'Etica, l'onestà, la trasparenza o sono valori assoluti, principi guida inderogabili sempre presenti, oppure non ci sono, non possono essere soggetti a deroghe, al libero arbitrio, non possono essere oggetto di scambio, non sono beni mercanteggiabili. O E' BIANCO O E' NERO, L'ETICA NON PERMETTE SFUMATURE.

Recentemente, riferendosi all'affare Unipol-Bnl, Salvi ha affermato che "dovremmo fare una riflessione, un punto politico sulla vicenda" perché alla lunga corriamo veramente il rischio - da lui richiamato - che prevalga nell'opinione pubblica la convinzione "che i partiti sono tutti uguali, che non c'è differenza tra destra e sinistra".

Ha ragione ed in questo senso episodi come quello di Salerno (che chiama in causa direttamente i vertici del partito) non ci possono essere, non ce li possiamo permettere, altrimenti siamo veramente come gli altri, quelli che tanto critichiamo ed additiamo continuamente a cattivo esempio; tutto questo rende vano l'impegno serio, onesto, gratuito e quotidiano di tante persone, militanti che come me sono la MANOVALANZA della politica, quelli che tirano la carriola, ingenui e disillusi ancora nel perseguire un'idea della politica a servizio del bene comune e non dell'interesse personale.

Dalla sinistra, dal mio partito, pretendo assoluto rigore morale e coerenza, altrimenti è solo demagogia, fumo negli occhi, aria fritta.

A conclusione del il mio sfogo credo che come DS stiamo impiegando troppo del nostro poco tempo che ancora ci resta da qui ad aprile, nel correre dietro alle polemiche nate attorno alla vicenda Unipol; pur ammettendo che vi possa essere da parte della destra un uso strumentale della vicenda per "piegarci e sconfiggerci" (come detto da Fassino nell'incontro con i militanti in una sezione della periferia romana) personalmente - da militante - il mio orgoglio di partito sarebbe risvegliato non tanto dalle risposte verbali, a volte stizzite e rancorose di questi giorni a difesa della nostra presunta diversità, quanto piuttosto da atti politici concreti che ne marchino chiaramente lo spessore politico, etico e morale.

In sintesi : FATTI E NON PAROLE (progetti politici coerenti con i nostri principi ed i bisogni del Paese e non vuote promesse elettorali).

Claudio Gandolfi, iscritto DS di Bologna
clgand@libero.it
claudiogandolfi@iperbole.bologna.it

Creato da mariaricciardig
Ultima modifica 2006-03-16 12:27



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