di: Francesco (Pancho) Pardi - Unità 25 Luglio '06
Con l'estate le carceri scoppiano. E' circolata in rete una lettera da Poggioreale che spiega in modo asciutto le condizioni abitualmente invivibili delle prigioni. Quindi è ragionevole che l'indulto alleggerisca una situazione molto critica facendo uscire detenuti che non hanno compiuto delitti gravi. Nell'opinione pubblica di centrosinistra nessuno è contrario a un indulto di questo carattere. Ma quello che sta per passare in Parlamento è un provvedimento ben diverso. Sono esclusi dallo sconto di tre anni i reati di terrorismo, mafia, violenza sessuale, pedofilia. Ma sono ammessi invece i reati finanziari, fiscali, societari e contro la pubblica amministrazione. Insomma i pochissimi corruttori, falsificatori di bilanci, danneggiatori di piccoli azionisti che stanno in carcere potranno uscire, i molti che stanno fuori saranno sicuri di non entrarvi.
Sembra una misura pensata dal governo precedente. In effetti il governo Berlusconi depenalizzò il falso in bilancio nello stesso periodo in cui, dopo la scandalo Enron, negli Stati Uniti si aumentavano non di poco le pene per quel reato. Era impossibile non cogliere la disparità: nella patria del liberismo una maggioranza conservatrice approvava pene altissime; in Italia una maggioranza sedicente liberista stabiliva la libertà di corrompere e falsificare.
Con la vittoria, per quanto risicata, dell'Unione nelle ultime elezioni, si poteva sperare in un deciso cambio di costume. Invece nell'indulto proposto dall'Unione per far uscire dall'affollamento carcerario più di 10.000 detenuti per piccoli reati, viene introdotto lo sconto di pena anche per corruttori e falsificatori. Di Pietro sostiene che i detenuti per questi motivi non sono più di 78 e ipotizza che la misura protegga soprattutto gli imputati non detenuti. In coerenza con la propria linea Forza Italia annuncia che voterà compatta a favore dell'indulto allargato ai protagonisti della corruzione.
La cittadinanza attiva che in questi anni di lotta si è impegnata con la massima generosità sarà avvilita. Getta nello sconforto veder fare al nostro governo ciò che volevamo impedire di fare al governo avversario. Si sapeva fin dall'inizio che il cammino dell'Unione sarebbe stato difficile. Si era pronti a soffrire e al tempo stesso convinti a difendere il governo a tutti i costi. Troppo pericoloso metterlo in difficoltà, troppo grave il rischio di un ritorno trionfante del centrodestra sconfitto. Ma la scelta di allargare le maglie dell'indulto è troppo offensiva per non esprimere il più chiaro dissenso civile. Per citare un solo caso tra i tanti: che fine hanno fatto le promesse a difesa dei piccoli azionisti rovinati dal crollo Parmalat? Si vedranno liberi e irresponsabili gli autori di quel capolavoro?
I difensori del provvedimento si rifugiano in capziose motivazioni tecniche. Ma l'unico vero argomento è tutt'altro che convincente. In sostanza l'approvazione dell'indulto ha bisogno dei due terzi dell'aula, e Forza Italia non lo vota se dentro non ci sono anche i reati finanziari, societari e di danno alla pubblica amministrazione. Quindi se si vuole che passi in aula l'indulto deve essere largo.
Ma non si può accettare l'impunibilità per i reati che negli ultimi anni hanno prodotto un grave allarme sociale. Non si può certificare l'impossibilità di stabilire una linea di confine tra l'economia legale e quella illegale. L'indulto che viene oggi presentato in Parlamento dice in sostanza che quella ipotetica linea di separazione è e resterà impossibile. Che fine fanno i principi della Costituzione appena salvata? Quale capacità di persuasione mostrerà la legge, quale credibilità avrà chi la deve applicare?
Un centrosinistra saldo nei suoi principi avrebbe dovuto proporre all'opposizione il necessario indulto circoscritto ai piccoli reati, e sfidarla ad assumersi la responsabilità di far cadere una misura d'emergenza impellente. Invece no. Si è preferita la via dell'accordo per una soluzione che non rispetta la Costituzione e vanifica la legge. Altro motivo di preoccupazione è la viscosità della coalizione in questo errore. Un duro attacco ha colpito l'Italia dei valori, unico partito contrario, accusato a torto di voler far marcire la gente in carcere. Il caldo afoso, le vacanze iniziate rendono difficile una tempestiva risposta della cittadinanza attiva, ma l'argomento è serissimo. I cittadini dell'Unione facciano sentire la propria voce alle segreterie dei partiti, ai giornali e alla radio (inutile pensare alla televisione) per manifestare i pensieri elementari venuti in mente a tutti: non avevamo votato centrosinistra per avere leggi di centrodestra; si era pronti a ingoiare rospi non a bere veleno. E un avvertimento per il futuro: se la coalizione continua così l'area dell'elettorato senza rappresentanza politica è destinata ad allargarsi e non è detto che alla prossima scadenza elettorale non sappia trovare una sua via positiva.
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un appello a Prodi perchè blocchi questa vergogna.
FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE!!!!
