di: Liana Milella - Repubblica 23 luglio '06
"Un ignobile colpo di spugna: neanche la Cdl arrivò a tanto"
ROMA - Antonio Di Pietro lancia un ennesimo, "disperato", appello. Dice agli alleati: "Non ci mettete nelle condizioni di non poter trovare un punto di incontro, altrimenti la corda si spezza". Sull'indulto il leader dell'ldv non fa marcia indietro. E annuncia: "Non lo voterò mai. Ma deciderò che fare all'ultimo momen
to".
Due lettere dure inviate agli alleati, un intervento polemico in consiglio dei ministri, molte dichiarazioni. In cambio risposte esigue. Lei conferma tutto?
"La prima questione è proprio il silenzio assordante e connivente del centrosinistra rispetto al mio appello accorato. Come di chi è stato preso con le mani sulla marmellata dell'inciucio politico e vorrebbe che se ne sapesse il meno possibile. La cosa più squallida è lamancata assunzione di responsabilità. Per fare l'indulto si è scesi a un compromesso con il centrodestra. Che i cittadini sappiano: è una scelta immorale insopportabile".
Ma lei inon vuole proprio un indulto?
"A priori, non sono contrario alla clemenza, non voglio far soffrire la gente in carcere. Ma bisogna ricordarsi cosa che c'è scritto nel
programma dell'Unione. Si possono prevedere sconti di pena ma devono seguire misure di riforma complessiva della giustizia. Invece è deplorevole costatare che avviene il contrario. Con un' enorme aggravante: qui c'è un colpo di spugna su tutti i reati di Tangentopoli che nemmeno la Cdl è riuscita a mettere a segno. Non ce l'hanno fatta loro in cinque anni, lo facciamo noi come primo atto".
E lei minaccia di uscire dalla maggioranza? .
"Volevo e voglio un confronto per verificare se gli interventi sulla giustizia corrispondono al programma. Voglio una verifica sulla giustizia. Sapendo che ho ragione, non rispondono. E' un atteggiamento irriguardoso verso una forza politica come la nostra che con 25 parlamentari ha fatto vincere le
elezioni al cen
trosinistra. Siamo gente se
ria, che non fa ricatti. Loro ne approfittano".
Allora l'indulto non si può fare?
"Le carceri scoppiano, ma per
ché inserire tra i reati anche quelli fiscali, finanziari, societari e contro la pubblica amministrazione?
Tutti i reati di Tangentopoli, di Bancopoli, dei furbetti del quartierino? Siamo al colpo di spugna. Con che animo dopo si può chiedere a chi indaga di andare avanti ben sapendo che i processi finiranno nel nulla?".
Lo sa bene il perché: per l'indulto ci vogliono i due terzi dei voti e Forza Italia non lo vota se quei reati non ci sono.
"Questo lo va dicendo uno della maggioranza. E la sinistra accetta una condizione deplorevole. C'è una correità politica. In galera per quei reati ci sono 78 persone. Lo scopo non è svuotare le carceri, ma non farci andare chi ha commesso quei reati"
Come mai allora lei è isolato e pure Rifondazione la attacca?
"Sanno che senza
di noi la maggioranza non esiste più. Se dovessimo dar retta al nostro Dna non dovremmo aspettare un minuto a uscire. Ci sentiamo offesi, violentati, quasi seviziati. Viviamo un dramma interiore tra la ragione e il cuore, il secondo ci raccomanda di non rinunciare alle battaglie di una vita, la prima ci
ricorda gli interessi del Paese. Faccio un disperato appello: non ci mettete nelle condizioni di non poter trovare un punto di incontro, altrimenti la corda si spezza".
Domani si parte con la clemenza alla Camera: che farete?
"Non lo so. Sarò in aula. Non so se parlerò. Faremo un ostruzionismo al limite delle nostre possibilità, poi seguirò il mio istinto e deciderò all'ultimo momento. Da magistrato e da ministro ho già preso decisioni difficili".
Se l'indulto resta com'è non lo voterà?
"Mai e poi mai. Il problema è se restare nella maggioranza. Ma non disperiamo di trovare una mediazione possibile in Parlamento".
Che effetto le fa avvantaggiare Previti?
"E' la beffa delle beffe".
Ma questi non erano i discorsi dei Ds e della sinistra?
"Di quale sinistra parliamo? Dei votanti oppure delle segreterie? Queste si sono democristianizzate, si vuole il compromesso e la mediazione a ogni costo. La gente èstanca. Quando Berlusconi faceva le leggi ad personam i girotondi scendevano in piazza, adesso c'è un sentimento di resa e di rinun
ciao.Il popolo è indignato, ma è deluso e impotente".
