di: Silvia Terribili - Italia dei Valori Olanda
Amsterdam - 5 dicembre 2006
Ieri sera ho intervistato telefonicamente Beppe Cremagnani coautore con Enrico Deaglio del documentario Uccidete la democrazia!
Desidero innanzitutto esprimere tutta la mia solidarietà a due giornalisti che svolgono in tutta libertà il loro compito di informare l´opinione pubblica e ritengo assolutamente inconcepibile che la Procura di Roma li abbia convocati per sentirli come testimoni, e poi li abbia fatti uscire come indagati per un reato abbastanza odioso che tra l´altro non si applica più. Una sorta di reato di opinione per cui il giornalista viene accusato di diffondere voci tendenziose atte a turbare l´ordine pubblico.
Credo che colpire i giornalisti nella loro libertà di espressione sia una pericolosa anticamera di un regime autoritario, segnale tanto più grave se si considera che, quando a lanciare voci tendenziose che turbano molto di più l´ordine pubblico sono personaggi politici potenti che controllano almeno tre televisioni anzionali, non succede proprio nulla.
Credo che la decisione della Procura di Roma sia tanto più paradossale alla luce di tante altre notizie, quelle sì sconvolgenti per il cittadino, come quella sulla centrale criminale che operava all´ombra di Telecom (parole testuali dell´on. Gentiloni), e sulla campagna denigratoria ai danni di Romano Prodi, architettata da agenti segreti operanti in una connection internazionale di malaffare (tra l´altro pagata con i soldi pubblici !)
Chi commissionava i pedinamenti, le intercettazioni e le riprese con videocamere segrete di migliaia di cittadini italiani ? Chi sono i mandanti di Tavaroli e Cipriani ?
Ci troviamo davvero in un mondo alla rovescia in cui gli interrrogativi inquietanti restano sospesi e si colpiscono invece dei liberi e seri giornalisti.
Ma veniamo ai due punti centrali della denuncia di Cremagnani. L´ex-ministro degli Interni, on. Pisanu che, nella fatidica notte del 10 aprile, anzichè stare in Viminale ha abbandonato ripetutamente la sua sede per andare a casa di Berlusconi, allora primo ministro e leader di una delle due parti in causa. Ci rendiamo conto che si tratta di un comportamento gravissimo per un ministro degli Interni, che nel momento delicato della elaborazione dei risultati del voto è il Garante delle Elezioni, che ha una posizione addirittura più importante di quella del Presidente della Repubblica ?
Non dimentichiamo che in quella notte si stava compiendo anche l´arresto di Provenzano, uno dei capi della mafia latitante da 50 anni e c´erano state anche minacce di attentati terroristici ai seggi.
In un momento così delicato per il paese l´on. Pisanu va a trovare un amico ? Irresponsabile e gravissimo.
Al Viminale per diverse ore non c´era più nessuno, né ministro né sottosegretari.
Mi chiedo e chiedo ai nostri parlamentari che l´on. Pisanu sia convocato in Parlamento per dare giustificaziobne del suo comportamento nella notte del 10 aprile, inaccettabile per un cittadino che, in un momento tanto cruciale, ha su di sé la responsabilità di tutto il paese.
L´altro punto fondamentale nella faccenda è la novità che « all´appello mancherebbero 150.000 elettori. Ci sono 150.000 elettori che risultano al Viminale, ma non risultano alla Giunta per le Elezioni » ci informa Cremagnani.
Abbiamo capito bene ?
«E´ singolare che a otto mesi di distanza dalle elezioni non ci sia certezza su quanti hanno votato in Italia. 150.000 elettori sono quasi l´1%. Materia di indagine ce n´è eccome ».
Il numero totale delle schede bianche e delle schede nulle non è stato ancora contato.
Nessuno vuole fare il riconteggio. Berlusconi protesta che vuole sia ricontato tutto, ma non ha avviato ancora nessun passo concreto in questa direzione.
Dice Cremagnani :
«L´ipotesi che abbiamo paventato trova ogni giorno più conferma,sia nell´analisi matematico-statistiche che stanno finalmente compiendo gli esperti, sia nelle dichiarazioni. Ieri c´è stata una dichiarazione molto importante del Min. degli Esteri, on. D´Alema, che ha ricostruito quella notte dicendo delle cose che danno molto supporto alla nostra tesi »
A questo punto dobbiamo trarre le nostre conclusioni.
Secondo Beppe Cremagnani il broglio è avvenuto sicuramente al momento della trasmissione dei risultati dalle Prefetture al Viminale. L´accesso al sistema informatico in quel momento era multiplo, centinaia di persone avevano la password. Bastavano un paio di hacker per compiere un giochetto da ragazzi e falsare il risultato elettorale.
Ma allora, se si riconta esattamente il numero esatto delle schede bianche e nulle, partendo dalla impossibilità statistica di un appiattimento tra il 1-2% omogeneo su tutto il territorio nazionale, un´aberrazione matematica, dovrebbe risultare chiaramente se le cifre del Viminale corrispondono a quelle dei verbali di seggio.
Perché nessuno vuole fare questo riconteggio ?
Chiediamolo noi, come cittadini, ai nostri politici di riferimento in parlamento.
Non possiamo nutrire dubbi così gravi sullo svolgimento delle elezioni, impensabili in un paese europeo, civile, come il nostro.
Dobbiamo poter continuare a credere nella democrazia, nella legalità, valori sacri a cui non possiamo rinunciare.
Invitiamo tutti a commentare di seguito le proposte di Silvia Terribili contenute nell'articolo.

Ora appare un po' più chiaro perchè a soli pochi mesi di distanza dalla strabiliante vittoria di Niki Vendola alle elezioni regionali pugliesi, il risultato delle politiche riassunse, nei dati raccolti, una inverosimile ripresa del centrodestra.
La Puglia, lo ricordo, è fra le regioni dove i maggiori sospetti di brogli si concentrano.
Si ricontino , si ricontino!