di: Eduardo Rina
In un sistema«democratico» il valore delle regole e, soprattutto, quello della legittimità delle azioni, dei provvedimenti e degli atti compiuti dalle Istituzioni rappresentative dei cittadini è conseguente dell´unico«atto fondamentale» della loro volontà: il VOTO.
Se il voto dovesse essere contraffatto, con trucchi materiali e con procedimenti non trasparenti, la«legittimità» del risultato è da considerarsi assolutamente nulla! In una democrazia i«brogli» elettorali sono un«colpo di stato».
Nella vicenda, così attuale e preoccupante, dell´eventualità di brogli nelle elezioni politiche del 9 e 10 aprile denunciata da Enrico Deaglio nel suo filmato, mi ha molto colpito e fortemente preoccupato la dichiarazione del leader di Rifondazione comunista e Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti: «Siccome in ogni caso i risultati sono stati acquisiti, la legittimità del voto è pienamente garantita».
Da trasecolare! Soprattutto perchè non ci sono state adeguate reazioni da parte del mondo politico e istituzionale. Intanto vorrei riportarvi integralmente alcuni passaggi delle parole pronunciate da Bertinotti alla Camera dei Deputati subito dopo la sua elezione a Presidente:
-«Viviamo ogni giorno il rischio di un distacco del paese reale dalle istituzioni, il rischio di una separazione della quotidianità della vita delle donne e degli uomini dalla politica, il rischio che in questo quadro una parte della società - quella più debole, quella più spogliata - venga trascinata fuori dal quadro della politica. La politica tutta vive una sua crisi, eppure dal nostro paese viene alta e grande una domanda di politica, come si è visto anche alle recenti partecipazioni alle elezioni, una domanda esigente e, a volte, aspra. Il Parlamento non potrà da solo risolvere questi grandi problemi, affrontare questa dura crisi, ma può concorrere alla rinascita e allo sviluppo di tutte le forze democratiche, di partecipazione e di politica; concorrere con l´insieme delle istituzioni democratiche e attraverso la partecipazione delle donne e degli uomini del nostro paese, con cui penso possiamo lavorare alla riqualificazione dello spazio pubblico, che ognuna e ognuno possa vivere come propria comunità.»
Erano, come si può notare, parole che esprimevano tanta emozione e passione democratica. Ne fummo tutti impressionati e favorevolmente colpiti.
La«democrazia» italiana poteva sentirsi autorevolmente protetta e garantita.
Come mai e perchè, alla luce di un´apertura di un fascicolo giudiziario sulle«schede bianche» anomale, sull´eventualità non proprio remota di fatti gravissimi se fossero dimostrati, il Presidente della Camera si arrischia in un´affermazione del genere?
Se i«risultati acquisiti» sono il frutto di manomissioni delle schede elettorali o di«elaborazioni» di programmi elettronici truffaldini, come si fa a dire che«la legittimità del voto è pienamente garantita»?
Per la verità di cronaca anche altre prese di posizione di vari esponenti dei partiti politici del centrosinistra sono state di pura«circostanza». E che devono fare attentamente riflettere su comportamenti e atteggiamenti tipici di una«aristocrazia elitaria» poco incline al rispetto della«legalità» e della«legittimità». L´unico partito che ufficialmente ha posto con serietà e con forza il problema di vederci chiaro è stato Italia dei Valori!
Se il voto del 9 e 10 aprile è stato«manipolato», in un modo o nell´altro, vuol dire che siedono in Parlamento, alla Camera e al Senato, un buon numero di«rappresentanti abusivi» del popolo sovrano!
E, a quel punto, non solo si dovrà tornare a votare, ma sicuramente si dovrà rieleggere un nuovo Presidente della Camera dei Deputati.
Presidente Bertinotti, teme forse di perdere la sua autorevole«poltrona» ?

Il suo intervento si sintetizza cosi' "chi ha dato ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto ha avuto, Scurdammoce oh passato simme abbarbicati alla poltrona, paesa'".