Vai ai contenuti.
Strumenti personali

Calendario eventi
« maggio 2012 »
do lu ma me gi ve sa
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    


Video Salviamo la Costituzione

Un riconoscimento a Dario Fo
Vignette di Mauro Biani

Appello per Gaza Fine embargo genocida contro Gaza

Attacchi alla Costituzione
 

UNA LIBERA CITTADINANZA: ECCO LA RISPOSTA AD UNA "POLITICA" CHE NON E' PIU' POLITICA
di: Silvia Manderino

Vorrei cominciare con un dato numerico.
Al 22 maggio 2007, 2200 cittadini hanno firmato l´ appello di Liberacittadinanza perchè abbia una sua concretezza quello che sempre di più pare essere il nodo cruciale della democrazia: la formazione di una nuova legge elettorale, l´archiviazione di quella legge che venne approvata a soli quattro mesi dalle elezioni politiche del 2006 (la cosiddetta «porcata», così chiamata dal suo promotore, il leghista Calderoli), la partecipazione vera dei cittadini alla scelta elettorale e la partecipazione diretta alla formazione delle liste e alla proposizione di cittadini alle elezioni.

Sono 2200 cittadini che hanno firmato in questi primi 12 giorni di campagna con l´appello, accorato e sofferto, «Non voto se non posso scegliere».
Stiamo parlando di democrazia, parola chiave e mai così inutilizzata nel nostro Paese.
E dal dato numerico passo ora ad una serie di riflessioni, che non partono da lontano, anzi, nascono da alcune dichiarazioni delle ultime 48 ore di esponenti politico-governativi del centro sinistra e non.

Provo a parlare di «politica», questa sì, parola usata ed abusata ormai da mesi nelle discussioni collettive che riguardano la vita democratica italiana. Nell´ultima ora di queste ultime 48 ore ho casualmente captato le affermazioni di Roberto Maroni, Lega Nord, ad un programma che RAI 3 trasmette ogni giorno alle 12, 40 circa (ora impossibile per molti): il programma si chiama «Le Storie», è condotto da Corrado Augias, dura poco più di mezz´ora, ogni giorno ospita un esponente della politica, della letteratura, del giornalismo, della scienza.

Ieri, come sento dalla trasmissione odierna, «Le Storie» aveva in studio Mario Segni, tra i promotori del referendum sulla abrogazione della legge elettorale, presente appunto per sostenere in poco più di mezz´ora le ragioni del referendum.
Oggi, Roberto Maroni, avverso al referendum (al contrario del suo amico di partito Calderoli, che dopo avere fatto approvare la legge elettorale oggi si fa largo tra i firmatari del referendum che quella sua legge vuole abrogare, anche se solo in parte: stupefacenti comportamenti!).
Bene, Maroni, alla domanda di Augias che gli chiede i motivi della sua avversione al referendum, risponde che in realtà il referendum, una volta vincente, non cambierebbe punto la situazione determinata dalla legge oggi in vigore. Perchè?
Perchè i partiti, costretti a coalizzarsi nella lista (il «listone») solo per avere il premio maggioranza, visti eletti i loro rappresentanti al Parlamento, non farebbero altro che fare i bagagli, staccarsi dalla lista cui appartenevano, formare nuovi gruppi e, se è il caso, allearsi ad altri.
Lo diceva con una disinvoltura clamorosa. Non cambierebbe niente.

Certo, non cambierebbe niente per chi ha deciso di convogliare la propria vita verso la cosiddetta «politica», facendosi eleggere fingendo di sostenere una serie di ragioni e con lo stesso impegno passare da un gruppo parlamentare (e politico) all´altro senza discriminazioni e soprattutto senza rimorso.
Cambierebbe tutto per noi, però, noi che siamo cittadini che votiamo i soggetti che si presentano nelle liste.
Come può un esponente parlamentare dell´opposizione - ex ministro del cosiddetto «Welfare» nel governo Berlusconi - parlare con tanto aplomb di uno stravolgimento totale della volontà degli elettori?
Come può pensare che affermazioni di questo tipo possano essere assorbite dagli ascoltatori senza lasciare traccia?

Ecco cosa sta producendo la cosiddetta «classe politica» nella vita quotidiana del Paese.
Sono affermazioni come queste, lanciate, senza timore di correre alcun rischio, nel corso di una trasmissione televisiva.
Rivelatrici tuttavia di quello che è il «comune sentire» tra gli esponenti politici che compongono le istituzioni, che noi abbiamo mandato a comporre le istituzioni, senza nemmeno sapere i loro nomi, i loro volti, grazie alla legge proporzionale che impera da oltre un anno nel Paese.

Ho la sensazione precisa che molti esponenti della classe politico-istiituzionale si siano davvero convinti di passare immuni e impuniti tra le macerie istituzionali create negli ultimi 13 anni.
Che si siano convinti di una narcosi collettiva, di una smemoratezza generale, di un assenteismo etico e politico generalizzato: su cui confidano molto, moltissimo. Su cui, fino ad oggi, hanno avuto buon gioco.
Non è un caso, ed è quasi una sofferenza doverlo apparentare alle affermazioni di Maroni, che il sindaco di Roma, Valter Veltroni, dichiari alla stampa, non più tardi di ieri, che si augura «di vivere un giorno in un Paese in cui il bipolarismo sia fatto in modo da permettere a persone di rilievo di far parte del governo a prescindere dagli schieramenti».
Già questa affermazione mette qualche brivido alla schiena - perchè non fare un partito unico allora, sindaco Veltroni?, disfandoci degli schieramenti e quindi degli ideali, dei valori, delle differenze, dei progetti - ma il seguito è proprio un pugno allo stomaco: Veltroni fa un esempio e vedrebbe bene tra queste «persone di rilievo» il sig. Gianni Letta.
Ovvero, il braccio destro «istituzionale» di Silvio Berlusconi, «l´eminenza grigia» del governo di centro-destra, l´uomo che molti ricorderanno essere stato direttore (perchè è un giornalista, tra l´altro) del quotidiano filofascista «Il Tempo», in epoche in cui il suo «savoir fair», la sua impeccabile «saggezza» degli anni duemila non sapeva nemmeno da che parte stavano.
Sempre ammesso che la diplomazia politica di cui oggi viene beneficiato sia segno di una sua provata fede democratica. Valter Veltroni.

E poi Massimo D´Alema, che si straccia le vesti con il cronista del Corriere della Sera e allarmato chiede un rinnovamento della politica e segnala il pericolo di una deriva qualunquista. Di più, teme che la crisi della credibilità della politica tornerà a travolgere il Paese con sentimenti come quelli degli anni ´90. Ma nulla dice sulle possibili e ormai necessarie istanze di cambiamento.
Arriva a dire che il governo di centro sinistra di cui è il Ministro degli Esteri non è in pericolo perchè «alla scarsa fiducia verso di noi non corrisponde una forte fiducia verso di lui (Berlusconi); per questo io non credo che il governo sia a rischio, perchè non c´è un´alternativa».
E questo è un altissimo esponente del governo che milioni di italiani hanno scelto, con grande speranza di democrazia e di trasparenza e di un vivere civile degno di questo nome: ci sta dicendo che che il governo di cui fa parte si sta reggendo solo sull´assenza di una opposizione seria, alternativa di governo. Non sui propri meriti. E´ lo specchio di questa devastante realtà.
Di quale «politica» stanno parlando queste persone? Di quale «crisi della politica» sta parlando lo stesso Bertinotti, che oggi invoca la necessità della politica (ancora lei!) di «ritrovare la capacità di dare risposta alle generazioni future»?

Non è la politica che è in crisi, non è la politica che non sa o non vuole più dare risposte.
E´ troppo comodo dare questo nome - che è sacro, è l´affermazione della POLIS - ad una devastazione anche etica del nostro Paese, determinata non dalla «politica» ma dagli apparati che hanno occupato i luoghi della politica.
Questa è la crisi.
La crisi che incombe persino nei dialoghi tra persone, nell´uso di terminologie che un tempo avremmo aborrito perchè ritenute «qualunquiste» perchè si scagliavano contro tutti, senza distinzioni.
Ora capita che anche noi usiamo quelle terminologie - intendendo noi quei cittadini, della sinistra, che non si arrendono e che vogliono essere individui che intendono partecipare direttamente alla cosa pubblica, ai diritti della comunità - e non ci sentiamo poi così a disagio, nè ci preoccupiamo troppo di essere a nostra volta tacciati di qualunquismo.
La deriva è anche questa, cominciare ad abituarsi a linguaggi e modi di essere che ci allontanano dal senso di responsabilità che ogni cittadino sente di avere verso la vita dei propri concittadini.

Ma il senso di ribellione è grande, è forte.
La politica siamo noi, come il Paese siamo noi, come la democrazia siamo noi.
Siamo noi che diamo senso a queste parole, che le rendiamo reali.
E allora non credo dobbiamo cadere nella sbadataggine di pensare che sia la politica ad essere in crisi, a non rispondere più alle istanze della popolazione.
La crisi riguarda gli apparati partitici e quindi istituzionali che stanno perseverando nel grave errore di tenere i cittadini fuori dal campo delle scelte, democratiche e responsabili.
Un errore che può costare caro a tutti, perchè porta direttamente alla deriva reazionaria.

Dobbiamo credere, io penso, che le proposte che stanno nascendo da più parti, che la proposta di Liberacittadinanza di dare voce alla cittadinanza che vuole tornare ad essere davvero sovrana del proprio Paese, siano la strada da perseguire per riapproppriarci della società civile, nel senso più lato del termine.

Una sola domanda al Governo, per concludere: vi costava tanto, mentre qualcuno di voi era impegnato a risolvere la gravissima crisi economica del Paese, dedicare il dovuto spazio di tempo - esecutivo e legislativo - per riaffermare i principi democratici stravolti dalle leggi del governo di centro-destra?
Vi costava tanto provare a darci un cenno di volontà di realizzazione di un programma che voleva disfarsi - come tutti noi, che vi abbiamo dato il voto, volevamo - delle leggi ad personam, del conflitto di interessi, di tutto ciò che aveva gettato nel baratro la vita morale di questo nostro Paese?
Siete ancora in tempo. Ma lo siete solo se capirete che le scelte non si fanno più tra sedi di partiti e palazzi istituzionali.
La scelta appartiene ad una libera cittadinanza.

silviamande@libero.it
Creato da mariaricciardig
Ultima modifica 2007-05-24 17:18



Document Actions

cerca nel sito
Urne elettorali La nuova legge elettorale

leggi
Pasquino Gianfranco FINO ALL'ULTIMO VOTO

Non ho mai avuto in grande simpatia gli ...

leggi
Urne elettorali Legge elettorale e Costituzione

La folcloristica conferenza stampa di presentazione ...

leggi
Urne elettorali CHE FATICA!!!

leggi
Urne elettorali Iniziativa popolare per una nuova legge elettorale

Qualunque movimento, da quello studentesco, ai pacifisti, ...

leggi
Urne elettorali LA LEGITTIMITA' DEL VOTO DEL 9 APRILE

In un sistema«democratico» il valore delle ...

leggi
Silvia Terribili Intervista a Cremagnani

Ieri sera ho intervistato telefonicamente Beppe Cremagnani ...

leggi
Urne elettorali NUOVA LEGGE ELETTORALE

Il dibattito in corso su una nuova legge elettorale, ...

leggi
Baicchi LEGGE ELETTORALE E COSTITUZIONE - I LIMITI DEL DIBATTITO IN CORSO

Il confronto pubblico che si è (finalmente) aperto sulla ...

leggi
Urne elettorali RIFORMA ELETTORALE - PETIZIONE
A breve verrà discussa in parlamento la nuova proposta ...
leggi
Pardi 110 LEGGE ELETTORALE, SBLOCCATE QUELLE LISTE
Non è facile farsi un´idea chiara della nuova ...
leggi
Acireale Campagna NON voto CAMPAGNA "NON VOTO SE NON SCELGO"
Piazza Duomo - Acireale
Noi cittadini che ...
leggi
Rodotà LA DEMOCRAZIA TRA PIAZZA E PALAZZO
CONTINUA lo sconcertante duello tra società politica e ...
leggi
Mastella 2 FINCHE' PIACE A MASTELLA
Il Ministro della Giustizia a proposito del conflitto ...
leggi
Silvia Manderino UNA LIBERA CITTADINANZA: ECCO LA RISPOSTA AD UNA "POLITICA" CHE NON E' PIU' POLITICA
Vorrei cominciare con un dato numerico.
Al 22 ...
leggi
Guzzetta 4 MOTIVI PER NON FIRMARE IL REFERENDUM ELETTORALE GUZZETTA - SEGNI
1° - consente ad una minoranza di governare il Paese; ...
leggi
Non voto 120 PETIZIONE NON VOTO SE NON POSSO SCEGLIERE
Di seguito riportiamo alcuni commenti degli oltre 3700 ...
leggi
Grillo V-day LA SFERZATA DEL GRILLO PARLANTE
Sono convinto che la campagna che ha intrapreso Beppe ...
leggi
Logolbu VOGLIA DI VERA RAPPRESENTANZA
In un ipotetica lista di 100 candidati perché non dare ...
leggi
Pardi Francesco 2 VELTRUSCONI
Consideriamo alcuni postulati dell’attuale scena ...
leggi
Flores D'Arcais Paolo LA MOSSA DI MONTEZEMOLO
La campagna elettorale è ...
leggi
Pardi Francesco 2 ANDARE DA SOLI
Andare da soli è ormai il massimo della modernità. Basta ...
leggi
Veltroni 07 APPELLO A VELTRONI
Caro Veltroni, cari dirigenti che vi preparate a ...
leggi
Liste elettorali LISTE PULITE? NO, MEMORIA CORTA
Il caso Lumia, la scelta Crisafulli, la candidatura ...
leggi

Iniziative regionali

LOMBARDIA VENETO EMILIA ROMAGNA PIEMONTE VALLE D'AOSTA TRENTINO FRIULI LIGURIA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE PUGLIA CAMPANIA BASILICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA
 
 

Powered by Altoforno

Questo sito è conforme ai seguenti standard: