di: Carlo Diana
Si discute in questi giorni sulle posizioni della Chiesa cattolica e sugli eccessi di laicismo
Il problema così posto a me pare fuorviante. Non c´entra nulla il laicismo e neppure la sua esagerazione. Non della comparazione tra gli eccessi ci si dovrebbe occupare con urgenza, ed il diritto di espressione, di qualsiasi credo religioso, non è in discussione. Il fatto che non si coglie sta nella pericolosissima strategia di radicalizzazione della Chiesa cattolica attorno a presunti valori non negoziabili. Sullo sfondo è chiara come il sole l´intolleranza, non verso la diversità ma nei confronti della sua dignità. Il diverso deve rimanere caduco nella sua dignità, essere ben distinto dalla normalità e da tutto ciò che la consacra. Lo si può sopportare, forse anche aiutare con pietà cristiana, come si fa per un malato, per uno sfortunato, per chi per natura, per scelta o per sorte sociale non si è adeguato, non è un uguale.
I gay o le coppie di fatto rappresentano il pericolo minore per questa Chiesa, di fronte al fantasma di tante etnie e religioni che ormai invadono l´Europa. E´ lì il vero problema della Chiesa cattolica, tanto che le recenti posizioni sulla politica italiana fanno coppia con quelle espresse da autorevoli rappresentati cattolici della Unione Europea. Si torna all´attacco sulle radici cristiano-giudaiche del vecchio continente che la Chiesa vorrebbe fondamento etico-morale della costituzione europea, argine per ogni possibilità di apertura a nuovi diritti e perimetro asfittico di un mondo che non dovrebbe cambiare integrandosi. E´ la posizione che radicalizza gli scontri dentro le società e fra popoli differenti. E´ opzione tanto precisa quanto irresponsabile che pretende di piegare alle sue ragioni religiose la libera scelta di uomini e donne, di intere culture ed etnie.
Se a qualcuno pare di tornare indietro di un secolo, il mio ricordo va al 31 ottobre 1517, a Martin Lutero, alla Riforma protestante, ad una Chiesa cattolica ancora alle prese con roghi e streghe, costretta a confrontarsi con la modernità. Ecco, con questo pontificato sembra che tutta l´era contemporanea e moderna venga oscurata con un salto lungo a ritroso fin dentro il medioevo.
Qui in Italia c´è una specificità - ci distinguiamo in furberia e scaltrezza, è risaputo - invece che essere la Chiesa ad influenzare la politica, a me pare un disegno politico meschino d´una destra che tenta gli ultimi fendenti al corpo vacillante del Governo Prodi, ricompattato alla men peggio sulla politica estera. Si prova ora col colpo basso dell´etica, da parte di una destra che schiera in prima fila una sfilza di divorziati appena tollerati da Santa Romana Chiesa.
