UNA GRANDE, GRANDISSIMA FESTA
di: Francesca Carmi
di: Francesca Carmi
Il problema della laicità dello Stato sta assumendo aspetti grotteschi e sempre più preoccupanti.
Non tanto per le posizioni che la Chiesa e questo Papa stanno assumendo in modo sempre più
intransigente, c’è libertà, credo che ognuno possa pensare e dire ciò che più ritiene giusto. Quanto
invece per come le Istituzioni della nostra Repubblica regiscono, dimendicando chi e perché li ha
incaricati di governare, non rispettando né i loro elettori, né la Costituzione su cui hanno giurato,
né tantomeno la dignità dei cittadini di questo Paese.
La Chiesa ha paura, paura di perdere il controllo sulla politica e quando la Chiesa ha paura, la storia insegna, è bene stare molto, molto attenti. Ora sta tastando il polso del PD, vuole vedere fin dove può spingersi, beh, potrà spingersi molto a fondo per come stanno le cose visto che i nostri politici non riescono e non vogliono mettere paletti ben precisi, che peraltro loro stessi avevano inserito nel programma di Governo e per i quali sono stati votati, sui temi dei diritti civili: l’autodeterminazione delle donne a decidere del loro corpo (ci sono stati due referendum, e tutt’e due le volte abbiamo detto sì alla 194), la libertà all’eutanasia, gli uguali diritti per le coppie di fatto che siano etero o omosessuali, il diritto alla scuola pubblica laica dove ognuno, di ogni religione, non debba mai sentirsi emarginato, la tassazione delle proprietà ecclesiastiche che producono reddito, e poi? Cos’altro ancora dovremo sopportare?
Io non credo sia normale in un paese che ha la più bella Costituzione del mondo che il Papa vada all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza, unico invitato oltre al Sindaco di Roma e al Ministro della Pubblica Istruzione, sarebbe forse più normale durante l’anno, mi pare, non in un’occasione ufficiale come questa, ancora per ribadire il concetto di «istruzione pubblica e quindi laica». Invece succede che la destra cavalca, la «sinistra» è spiazzata e insegue la destra, gli scienziati contrari all’invito a Ratzinger sono estremisti e senzadio e gli studenti che preparano la contestazione saranno a sera, oltre che bamboccioni, anche delinquenti.*
Io non credo sia normale in un paese come l’Italia che se Benedetto XVI spara a zero sull’Illuminismo (l’Illuminismo!) o ancora (sigh!) sul darwinismo e, in generale, sulle scienze “emanazione del Demonio» si debba leggere sulla stampa le opinioni di questo o quel parlamentare che «illuminato» da luce divina, o forse solo per le luci della ribalta, blatera di rivedere i testi scolastici o di mettere bavagli alla ricerca genetica.
E ancora io non credo sia normale per il Sindaco di una città come Roma farsi sgridare come uno scolaretto dal rappresentante di un altro Stato, seppure il Vaticano che dimora e prospera nell’Urbe, in sovrappiù Stato che possiede la metà degli immobili romani (su cui naturalmente non paga l’Ici), e che si guarda bene dall’affittarli a prezzi abbordabili o dal metterli a disposizione di poveri e diseredati. E così il povero Veltroni non ha dormito tutta la notte tormentato dal pensiero di non essere amato dal Papa. Ma, come un raggio di sole, il mattino dopo Benedetto rettifica! Apprezza il lavoro svolto dall’amministrazione di Roma! Walter è finalmente felice: «Allora mi ama…» No, tutto ciò non è normale. Possiamo ancora fidarci? No, non possiamo.
Ma. C’è un ma.
Non è solo colpa loro, è anche nostra, dei nostri silenzi. Ma mentre la loro colpa è mostruosa e non più recuperabile, noi invece possiamo ancora svegliarci da un sonno durato troppo a lungo. Dobbiamo smettere di lamentarci, mugugnare, dire «Mi hanno deluso... non li voto più...ma poi...e se Berlusconi… e via così, fra amici, sul lavoro, a casa sul divano imprecando contro Ballarò, e giù a piangere! Bisogna ricominciare a vivere! Bisogna che impariamo ancora a lottare insieme, uniti, dobbiamo ritrovare il senso dell’ironia, della gioia collettiva per dare un segnale forte, inequivocabile, che l’Italia è un paese laico per diritto costituzionale e vuole esserlo nei fatti. Noi, laici di tutte le religioni e di nessuna religione, dobbiamo riappropriarci dei valori sui quali è nata questa Repubblica, dobbiamo!
E quello che io propongo è una grande, grandissima festa, e quale migliore occasione del 60° compleanno della Costituzione? Una festa nazionale di due o tre giorni a fine aprile o maggio, a Roma. Una festa laica (non anticlericale) di tutti i laici che hanno voglia di farsi sentire, vecchi e giovani, di tutti i colori di pelle, di tutte le religioni, di tutti i mestieri, associazioni e collettivi, movimenti, intellettuali, scienziati, artisti di strada, della musica, del cinema, del teatro, della penna e del pennello, organi di stampa e siti web. Niente partiti però.
Potremo essere tantissimi se in tanti fanno propria questa iniziativa. Tantissimi sono i laici di questo paese, non è vero che il nostro popolo non ha il senso della democrazia, è solo accartocciato in fondo al cuore per le troppe delusioni, non è vero che siamo un paese in declino, è solo che siamo tutti troppo occupati a cercare di sopravvivere.
È ora di tornare a vivere.
Due giorni di musica, teatro, arte, scienza, confronto.
Ecco, questa è la mia proposta.
Francesca Carmi
francesca.carmi@fastwebnet.it
Cittadina italiana per nascita, casualmente
Mediterranea per appartenenza
Da sempre parecchio a sinistra per scelta e ragionamento
Pittrice e grafica per mestiere
* Ho appreso stasera che il Papa non andrà, una sua decisione, non cambia le riflessioni di cui sopra.
Per aderire alla proposta inserire un commento a questo articolo o inviare una mail a:
info@liberacittadinanza.it
La Chiesa ha paura, paura di perdere il controllo sulla politica e quando la Chiesa ha paura, la storia insegna, è bene stare molto, molto attenti. Ora sta tastando il polso del PD, vuole vedere fin dove può spingersi, beh, potrà spingersi molto a fondo per come stanno le cose visto che i nostri politici non riescono e non vogliono mettere paletti ben precisi, che peraltro loro stessi avevano inserito nel programma di Governo e per i quali sono stati votati, sui temi dei diritti civili: l’autodeterminazione delle donne a decidere del loro corpo (ci sono stati due referendum, e tutt’e due le volte abbiamo detto sì alla 194), la libertà all’eutanasia, gli uguali diritti per le coppie di fatto che siano etero o omosessuali, il diritto alla scuola pubblica laica dove ognuno, di ogni religione, non debba mai sentirsi emarginato, la tassazione delle proprietà ecclesiastiche che producono reddito, e poi? Cos’altro ancora dovremo sopportare?
Io non credo sia normale in un paese che ha la più bella Costituzione del mondo che il Papa vada all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza, unico invitato oltre al Sindaco di Roma e al Ministro della Pubblica Istruzione, sarebbe forse più normale durante l’anno, mi pare, non in un’occasione ufficiale come questa, ancora per ribadire il concetto di «istruzione pubblica e quindi laica». Invece succede che la destra cavalca, la «sinistra» è spiazzata e insegue la destra, gli scienziati contrari all’invito a Ratzinger sono estremisti e senzadio e gli studenti che preparano la contestazione saranno a sera, oltre che bamboccioni, anche delinquenti.*
Io non credo sia normale in un paese come l’Italia che se Benedetto XVI spara a zero sull’Illuminismo (l’Illuminismo!) o ancora (sigh!) sul darwinismo e, in generale, sulle scienze “emanazione del Demonio» si debba leggere sulla stampa le opinioni di questo o quel parlamentare che «illuminato» da luce divina, o forse solo per le luci della ribalta, blatera di rivedere i testi scolastici o di mettere bavagli alla ricerca genetica.
E ancora io non credo sia normale per il Sindaco di una città come Roma farsi sgridare come uno scolaretto dal rappresentante di un altro Stato, seppure il Vaticano che dimora e prospera nell’Urbe, in sovrappiù Stato che possiede la metà degli immobili romani (su cui naturalmente non paga l’Ici), e che si guarda bene dall’affittarli a prezzi abbordabili o dal metterli a disposizione di poveri e diseredati. E così il povero Veltroni non ha dormito tutta la notte tormentato dal pensiero di non essere amato dal Papa. Ma, come un raggio di sole, il mattino dopo Benedetto rettifica! Apprezza il lavoro svolto dall’amministrazione di Roma! Walter è finalmente felice: «Allora mi ama…» No, tutto ciò non è normale. Possiamo ancora fidarci? No, non possiamo.
Ma. C’è un ma.
Non è solo colpa loro, è anche nostra, dei nostri silenzi. Ma mentre la loro colpa è mostruosa e non più recuperabile, noi invece possiamo ancora svegliarci da un sonno durato troppo a lungo. Dobbiamo smettere di lamentarci, mugugnare, dire «Mi hanno deluso... non li voto più...ma poi...e se Berlusconi… e via così, fra amici, sul lavoro, a casa sul divano imprecando contro Ballarò, e giù a piangere! Bisogna ricominciare a vivere! Bisogna che impariamo ancora a lottare insieme, uniti, dobbiamo ritrovare il senso dell’ironia, della gioia collettiva per dare un segnale forte, inequivocabile, che l’Italia è un paese laico per diritto costituzionale e vuole esserlo nei fatti. Noi, laici di tutte le religioni e di nessuna religione, dobbiamo riappropriarci dei valori sui quali è nata questa Repubblica, dobbiamo!
E quello che io propongo è una grande, grandissima festa, e quale migliore occasione del 60° compleanno della Costituzione? Una festa nazionale di due o tre giorni a fine aprile o maggio, a Roma. Una festa laica (non anticlericale) di tutti i laici che hanno voglia di farsi sentire, vecchi e giovani, di tutti i colori di pelle, di tutte le religioni, di tutti i mestieri, associazioni e collettivi, movimenti, intellettuali, scienziati, artisti di strada, della musica, del cinema, del teatro, della penna e del pennello, organi di stampa e siti web. Niente partiti però.
Potremo essere tantissimi se in tanti fanno propria questa iniziativa. Tantissimi sono i laici di questo paese, non è vero che il nostro popolo non ha il senso della democrazia, è solo accartocciato in fondo al cuore per le troppe delusioni, non è vero che siamo un paese in declino, è solo che siamo tutti troppo occupati a cercare di sopravvivere.
È ora di tornare a vivere.
Due giorni di musica, teatro, arte, scienza, confronto.
Ecco, questa è la mia proposta.
Francesca Carmi
francesca.carmi@fastwebnet.it
Cittadina italiana per nascita, casualmente
Mediterranea per appartenenza
Da sempre parecchio a sinistra per scelta e ragionamento
Pittrice e grafica per mestiere
* Ho appreso stasera che il Papa non andrà, una sua decisione, non cambia le riflessioni di cui sopra.
Per aderire alla proposta inserire un commento a questo articolo o inviare una mail a:
info@liberacittadinanza.it

Anch'io sono un po' come te.
Mi piace pensare nei confronti di certe figure, che attualmente non dimostrano nessun interesse per il bene comune degli italiani, prima o poi si sveglieranno dal torpore nel quale si stanno foraggiando a discapito di troppi.
Di contro però, sono molto combattuto, perché i segni di risveglio che vorrei vedere e palpare con mano, da parte della classe politica e del mondo dell’imprenditoria, non si sono ancora manifestati, anzi!!!
Comunque, credo fermamente che la situazione si debba sbloccare al più presto, altrimenti il disastro che stanno attuando, tramite questo atteggiamento irresponsabile ed egocentrico, ci porterà alla miseria e a tutto ciò che ne deriva.
Non è forse giunta l'ora che questi fanatici della vita fatta solo di passatempi inutili e distruttivi dell’amor proprio e altrui ovviamente, comincino a pensare che il giocattolo si sta rompendo irrimediabilmente?
Spero di sbagliare, ma voglio fare un appello a loro, per farsì che finalmente diano a tutti cittadini il modo di tornare a vivere serenamente. Lo sforzo che devono fare non è poi così esagerato, basta un po' di buona volontà. Chiediamo solo i diritti che cita la nostra cara Costituzione, confermando che i doveri sono altrettanto importanti, da parte di tutti però!!!