di: Giuseppe Alberigo, Bologna
La chiesa italiana, malgrado sia ricca di tante energie e fermenti, sta subendo un'immeritata involuzione.
L'annunciato intervento della Presidenza della Conferenza Episcopale, che imporrebbe ai
parlamentari cattolici di rifiutare il progetto di legge sui«diritti delle convivenze» é di inaudita gravità.
Con un atto di questa natura l'Italia ricadrebbe nella deprecata condizione di conflitto tra la
condizione di credente e quella di cittadino. Condizione insorta dopo l'unificazione del Paese
e il«non expedit» della S.Sede e superata definitivamente solo con gli accordi concordatari.
Denunciamo con dolore, ma con fermezza, questo rischio e supplichiamo I Pastori di prenderne
coscienza e di evitare tanta sciagura, che porterebbe la nostra Chiesa e il nostro Paese fuori dalla storia.
Si può pensare che il progetto di legge in discussione non sia ottimale, ma è anche indispensabile distinguere tra ciò che per I credenti è obbligo, non solo di coscienza ma anche canonico, e quanto deve essere regolato dallo stato laico per tutti i cittadini.
Invitiamo la Conferenza Episcopale a equilibrare le sue prese di posizione e i parlamentari
cattolici a restare fedeli al loro obbligo costituzionale di legislatori per tutti.
Per firmare clicca quì
