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CONDANNA AL DISTURBATORE TV, NON A TRAVAGLIO MA A PAOLINI
di: Vittorio Marinelli - Liberacittadinanza

Leggo in un trafiletto a pagina sette della cronaca di Roma la condanna a cinque mesi di galera al disturbatore della televisione, Paolini. In particolar modo questo simpatico e discolo ragazzo, che manda in cortocircuito l’idiozia televisiva per la quale qualsiasi cosa, basta compaia in televisione, dalla scopa al prodotto per pulire il cesso, diviene automaticamente «vista in tv» e quindi autorevole, ha ricevuto la suddetta condanna.
Perché?
Perché il 4, il 6 e il 15 luglio del 2005 mise, davanti a una telecamera Rai, nel corso di un collegamento, un cartello con scritte offensive nei confronti di papa Benedetto XVI, di Silvio Berlusconi e di Emilio Fede.

Insomma, ha anticipato i temi e ha fatto il lavoro che dovrebbe fare l’opposizione, che oggi sta discutendo di chi dovrà entrare nell’Authority di controllo delle comunicazioni.
Il primo, peraltro, dei messi alla berlina mentre i suoi colleghi anziani mandavano direttamente sul rogo, è retrocesso. Mentre il precedente Papa polacco, responsabile della caduta dell’impero sovietico, era tra i primi uomini del mondo per importanza, il Papa tedesco è dopo il centesimo posto in ordine d’importanza nel mondo. E viene invitato dal cardinale cinese a non andare in Cina sennò combina qualche altro casino pure lì, dopo Tresbonda.

Nello stesso giorno, paradossalmente, cento e rotti mila europei del vecchio continente stabiliscono che l’uomo più importante d’Europa è stato Leonardo da Vinci. Un italiano seppure probabilmente pare la madre fosse mediorientale, oppure turca.

Il secondo dei citati, l’uomo di Arcore, è stato scelto per l’ennesima volta dagli italiani, a governarli, A questo punto gli italiani, eredi dei romani, meritano una condanna karmica, forse per quello che hanno combinato quando erano romani, rompendo le scatole a Vercingetorige, ad Axterix ed Obelix. Quindi Berlusconi è la giusta punizione per un popolo così scemo da credere alle favole.

Da ridere poi l’emblematica dichiarazione resa dallo stesso Cavalliere per giustificare l’allargamento della squadra dei sottosegretari, visto che i ministri già sono aumentati, rispetto i proclami iniziali contro la casta, fomentata dagli scrittori che scrivono per lui e da Beppe Grillo, che offende Napolitano e Veronesi.
Ha detto infatti testualmente il Cavalliere: «Allargheremo la squadra, così i numeri sono troppo esigui, non si può lavorare bene. Non riusciremo neanche a lavorare in tutte le commissioni».

Naturalmente queste ultime sono quelle parlamentari dove scopriamo, comunque, un nostro sorpasso rispetto all’America.
Infatti secondo una bella ricerca presentata al forum della pubblica amministrazione, gli stipendi annui dei parlamentari in Italia hanno superato quello dei membri del congresso americano di 35.742 euro l’anno. In compenso però l’America ci ha sorpassato come il numero di laureati.

E infatti, mentre noi nella prima legislatura avevamo il 91,4% dei deputati laureati, gli Stati Uniti avevano solo l’88,5% dei membri con il pezzo di carta in tasca. Ora che siamo diventati così efficienti e democratici da consentire quindi la mobilità sociale, abbiano avuto nella legislatura appena conclusa solo il 64,6% dei deputati laureati mentre negli Stati Uniti, nel 1995, il numero dei post-universitari è passato al 93,9%.

Conclude il simpatico articolo con la domanda emblematica: ma dov’è la nostra classe dirigente? Ce lo spiega un altro pezzo che dà conto della diffusione della delinquenza nella capitale d’Italia e nel Lazio. Quindi scopriamo che il Lazio è praticamente spartito tra cosa nostra, quindi Sicilia; ’ndrangheta, quindi Calabria e, fortunatamente, dove abita lo scrivente, ossia l’undicesimo municipio, pure la camorra. Che tutto sommato fa più casino ma è meno pericolosa della più silenziosa mafia siciliana.

Ed è questo che devono imparare i rumeni: in Italia puoi fare quello che vuoi: rubare, far finta di lavorare come i dipendenti lazzaroni che sono stati tutti assolti perché non lavoravano in quanto non c’era l’acqua del rubinetto ed erano andati a bere tutti 13 fuori, puoi fare il poliziotto e dormire come i 22 che sono stati sorpresi a Rovigo anziché andare a cercare gli extracomunitari che sgozzano nelle ville padane, purché non si faccia casino.

Con questo sistema la delinquenza organizzata già comanda la Sicilia, la Calabria, la Campania, parte della Puglia, e adesso si appresta a concludere la propria operazione comandando in tutt’Italia. Se i rumeni impareranno, quindi, avranno risolto i loro problemi.
La densità mafiosa in Italia, infatti, è così alta che capita come capita a proposito delle badanti rumene: ti ritrovi un mafioso a casa e neanche te ne accorgi.

E’ capitato addirittura a Silvio Berlusconi, con lo stalliere, di avere un mafioso a casa e non accorgersene figuriamoci se non può capitare al neo presidente del senato Schifani, quello che capita a tutti.
Ossia lavorare a stretto contatto con mafiosi senza rendersene conto.
Chi è di noi che non ha avuto infatti uno stalliere colonnello della mafia nella propria villa ?
Chi è che non ha fatto società con un amico che poi si scopre essere mafioso solo quando va in galera?

Ecco l’errore che ha fatto Travaglio: disturbare come Paolini.
In questo nostro paese, infatti, puoi rubare, fare qualsiasi attività delinquenziale basta che non disturbi.
Se poi questo succede, ossia disturbare, provvede direttamente l’opposizione.
Quindi subito è intervenuta a difendere Schifani direttamente la senatrice nonché magistrata Finocchiaro. Una forte, mica come la Forleo.
Non solo, come se non bastasse, oggi interviene Giovanna Melandri, ministro della comunicazione del governo ombra.

Quindi abbiamo un centro-destra che ha offeso in tutti i modi possibili questa banda di deficienti che già stava al governo e questi ultimi adesso fanno di tutto per far vedere che sono bravi, rispettosi delle norme, delle regole, con un patetico governo ombra la cui solo foto già induce pena e compassione.

Un piccolo confronto non un altro paese: la Spagna. Sono reduce dall’ennesima scampagnata, questa volta a Santiago de Compostela,una città di neanche 100.000 abitanti con infrastrutture, quali musei d’arte moderna e biblioteche, che sono addirittura meglio di quelle di Roma, capitale d’Italia. Con 3 milioni di abitanti.
Bene, sul El Pais di domenica, quotidiano spagnolo autorevole, c’erano due articoli abbastanza importanti dedicati all’Italia.

Uno era relativo alla formazione del governo Berlusconi e si dava conto della soubrette televisiva, diventata ministro, famosa grazie alla battuta senile di Berlusconi «se non fossi già sposato, ti sposerei». E, dobbiamo dire il vero, siamo abbastanza ottimisti di Mara Carfagna che già ci ha invece dato dimostrazione di essere una persona, oltre bella, anche intelligente.

La seconda analisi era relativa alla personalità del ministro Calderoli, noto per aver dichiarato all’indomani, come riferito dal quotidiano iberico, che la vittoria dell’Italia sulla Francia era la vittoria su «una squadra di arabi, negri e comunisti». Si dava poi atto della passeggiata con il porco, sopra l’area dedicata alla costruzione della moschea, del neo sottosegretario o viceministro. In anticipo di quello che succede oggi in Libano, dove, mentre si è chiesto il cambiamento delle regole d’ingaggio mentre non succedeva niente, oggi si spara a tutto mentre gli italiani che prendono ¤ 170.000 all’anno per non sparare un colpo, si stanno per riorientare velocemente verso casa.
Dove almeno ci sono solo 100 rumeni disonensti che delinquono, rispetto 500.000 rumeni onesti. Mica come in Libano o in Irak.

Il secondo articolo erano riguardo le perplessità sollevate dall’unione europea all’indomani della proposta di Maroni che lascia sconcertati tutti gli altri paesi europei, ossia impedire a degli europei onesti di andare a farsi sfruttare in Italia.
Non si possono cambiare le regole del gioco, faceva notare il quotidiano, o perlomeno non lo può fare un paese solo, che conta sempre meno, rispetto a tutto il resto dell’Europa.
Forse qualcuno lo dovrebbe dire al controllore, ossia dovrebbe disturbare il grande manovratore.

Propongo Paolini capo dell’opposizione e Travaglio ministro ombra dell’informazione

Creato da mariaricciardig
Ultima modifica 2008-05-21 14:14



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