di: Redazione Liberacittadinanza
raitre.chetempochefa@rai.it
Di seguito le email inviate da alcuni nostri visitatori
"L’appuntamento del sabato e della domenica era ormai entrato nelle nostre abitudini, e aveva perfino portato a rinunciare a qualche impegno alternativo. ‘Che tempo che fa’ ci sembrava uno dei pochi spazi non ‘normalizzati’ di una televisione di regime quasi totalmente asservita al ‘padrone’ dell’informazione italiana.
Dopo la penosa genuflessione del suo conduttore di domenica scorsa e l’ignobile presa di distanza da un giornalista che ha fatto semplicemente quello che l’etica professionale gli impone, cioè dire la verità, useremo in altro modo quei minuti. Fazio, invece di scusarsi, dovrebbe solo chiedersi se le notizie fornite da Marco Travaglio sono vere: in caso affermativo valutare, come tutti gli italiani, in quale Paese democratico un personaggio come l’avvocato Schifani avrebbe potuto ricoprire la seconda carica dello Stato.
Naturalmente non si può chiedere a nessuno di difendere la propria dignità se non ne sente la necessità autonomamente. Noi spettatori non possiamo che decidere di non guardare mai più le trasmissioni di Fazio, i cui redditi da ora in poi non dipenderanno certo dagli indici di audience.
Certo non ci aspettavamo che gli effetti censori (e auto-censori) del 14 aprile si facessero sentire così presto.
Addio.
Emanuela e Francesco Baicchi"
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Seconda email
Caro Fazio,
ti stimavo moltissimo e pur continuando ad apprezzarti come giornalista, non posso non dirti che le tue "scuse" sul caso Schifani non solo appaiono opportuniste e - se permetti - un pò penose, ma anche tradiscono la verità: sai bene che Travaglio si riferisce ai "fatti" e sai bene che questo è il tentativo estremo di far tacere una voce libera e irriducibile, d'accordo tutto il sistema.
E tu che fai ? invece di scommetterti, per salvare il tuo piccolo grande spazio non esiti a partecipare al gioco al massacro !
E' facile fare il giornalista da salotto televisivo.Credo che ti farebbe bene un pò di stage in Sicilia.
Che disillusione ! Non c'è speranza per questa nostra nazione.
Dove siete, Biagi, Montanelli ?
Rosario Patanè - Acireale (CT )
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Terza email
Aveva ragione Ennio Flaiano quando sosteneva che sul tricolore bisognava mettere il motto "tengo famiglia". Anche lei Fazio "tiene famiglia"? E' per questo che ha chiesto scusa in ginocchio per le cose dette da Marco Travaglio? Chissà se i suoi figli ( sempre che lei ne abbia e che l'abbia fatto per loro) saranno fieri di lei quando lo sapranno. Mi auguro per loro di no.
Barbara Fois
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Quarta email
Egr. Dott. Fazio,
(che impressione trovarmi ad esordire così in una lettera indirizzata ad una persona che, fino ad ora, ho sempre sentito vicina), Le invio alcune note di riflessione che avevo scritto in rapporto al tracollo della sinistra e a come si poteva pensare di ripartire per ricostruire qualcosa che potesse restituire interesse e speranza ai nostri ragazzi.
Non sono certo il frutto di elaborazione di una mente illuminata, ma la riflessione di un semplice cittadino che, prima di tutto, ha a cuore la DIGNITA' ritenendo che in questa stia il patrimonio ultimo e vero di ciascuno di noi. Le invio quindi queste brevi note solo per farle capire quanto distante siano le sue scuse di domenica per il caso Travaglio dal principio di dignità che io spero un domani si possa affermare come base fondante della nostra società.
Lei, se le accuse di Travaglio a Schifani erano false, doveva denunciarle come tali, ma se ciò non era vero perchè scusarsi? Per essere acquiescente al 'padrone'? Perchè 'vuolsi così colà ove si puote e più non dimandare'? Ma se così è, dove sta la dignità, la Sua dignità, in tutto questo?
Non immagina con quanta tristezza mi trovo a doverle dire: che delusione Dott. Fazio!
Stefano Palandri
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Quinta email
Egregio Dottor Fazio,
il modus agendi di Marco Travaglio è a tutti noto; mi è dunque assai difficile credere che solo Lei lo ignorasse. E così quando ha invitato il citato giornalista a partecipare alla Sua trasmissione non poteva certo aspettarsi (o invece sì?) che egli – mettendo le vele in favore del nuovo clima politico «bipartisan» - si «adattasse» al tono «leggero» (talora fino alla stucchevolezza) del programma da Lei condotto.
Quanto affermato da Marco Travaglio è rinvenibile da tempo su molte pubblicazioni cartacee e/o telematiche (si veda, ad esempio, la «voce Schifani» di Wikipedia), ma, evidentemente, la televisione (la televisione pubblica!) che "entra" in tutte le case non deve disturbare il «clima collaborativo» fra PdL e PD (agli attacchi alla libera informazione delle destre abbiamo fatto il callo, ma la presa di posizione della senatrice Finocchiaro ci conferma ancora una volta come la nostra democrazia sia alquanto in pericolo).
Ieri sera, nel sentirLa chiedere scusa al senatore Schifani in ragione della carica istituzionale da quest’ultimo ricoperta, ho provato paura e sgomento; paura perché si è di fatto accettato che in Italia il diritto d’espressione (Art. 21 della Costituzione) non sia esercitabile nei confronti dei «potenti»; sgomento perché se Lei (che non è, come chi scrive, un «povero cristo», ma un professionista lautamente pagato, senza, c’è da pensare, problemi di quotidiana sopravvivenza) ha preferito dissociarsi da Travaglio, piuttosto che riaffermare la propria autonomia di conduttore/autore di «Chetempochefa» vuol proprio dire che l’ossequio alla «casta politica» latamente intesa viene prima di tutto.
In ogni caso, credo che le Sue scuse non basteranno e Lei e il Suo programma sparirete presto dal video. Non sarebbe allora il caso che Lei anticipasse i tempi e, dimostrando di saper tenere la schiena dritta, si dimettesse immediatamente anche a costo di pagare qualche penale contrattuale?
Distinti saluti, Agostino Marrella
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Sesta email
Caro Dr. Fazio
Abbiamo sempre seguito la tua trasmissione perché è una delle poche intelligenti ancora presenti in RAI.
Siamo rimasti molto delusi per le tue scuse in diretta TV. Che bisogno c’era di scuse? Il compito di un VERO giornalista è quello di esporre i fatti e Travaglio si è limitato a questo. I fatti possono essere contestati solo dimostrando che non sono veri. Purtroppo di giornalisti e conduttori con la «schiena dritta» nel nostro paese sta scomparendo la razza. Povera Italia!
Nel sito www.liberacittadinanza.it che da voce a tutti liberi cittadini stanno arrivando copie di email che ti sono state inviate e alcune le abbiamo pubblicate.
Per rispetto della verità ti chiediamo, nella prossima puntata, di informare i tuoi spettatori della reazioni che le tue scuse hanno suscitato. Se questo non avverrà anche noi, come tanti altri, ti diciamo ADDIO.
Saluti
Maria Ricciardi Gianni Castellan
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Settima email
Caro (?) Fazio,
ti ho già espresso, nell'immediato, la mia delusione, ma sento di dover ribadire quanto è grande e quanto la tua immagine ne risentirà per sempre (anche se ti riuscirà di rimanere lì per il resto dei tuoi giorni).
Per la simpatia - non dico ammirazione, quella la riservo a Travaglio e pochi altri - che ho sempre provato per te e il tuo programma, garbatamente intelligente, davvero non mi rassegno alla figura meschina alla quale non hai saputo sottrarti. Davvero serviva così tanto coraggio agire diversamente?
Cosa mai è stato detto di così sbagliato, falso, tendenzioso, da giustificare il tuo comportamento e le tue parole (ingiustificabili)?
E' stata solo ricordata una verità, tra l'altro già scritta e documentata, su un potente. Capisco (? ... in questo paese) dover prendere le distanze, ma c'era bisogno di umiliarsi fino a quel punto?
Capisco salvarsi il posto, ma fino a perdere la faccia per il resto della vita con il pubblico che ti seguiva?
Spero, per te, che tu risponda anche a quello
Nadia Norcini
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Ottava email
Non stupisce che tutto il centrodestra insorga contro Travaglio in difesa di Schifani, ma sconcerta invece la posizione del PD e, alla luce delle dichiarazioni espresse dai due schieramenti, esprimo preoccupazione per il futuro dei valori di libertà sanciti dalla nostra Costituzione ed esprimo solidarietà a Marco Travaglio.
Natalia Giannoni
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Nona email
Per Fabio Fazio
Ho assistito alla trasmissione di domenica 11 maggio e alle Sue penosissime scuse con sincera preoccupazione per lo stato comatoso dell'informazione democratica che potevo registrare attraverso le le Sue parole.
La violazione costante del diritto costituzionale ad una libera informazione da parte di un organo pubblico finanziato da noi cittadini, non giustifica in alcun modo la Sua genuflessione e la presa di distanza rispetto al diritto di cronaca esercitato dal giornalista Marco Travaglio.
Un diritto che tanto a maggior ragione deve valere (così è nei Paesi democratici) nei confronti di chi abbia la ventura di ricoprire alte cariche istituzionali, dalle quali facilmente può far discendere disdoro sull'intero nostro Paese.
Temo, per di più, che il Suo atto non sarà sufficiente a conservarle benefici, al contrario di quanto, evidentemente, da Lei sperato.
Maria Grazia Campari Milano
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Decima email
Ho sempre seguito la sua trasmissione e ho avuto modo di apprezzare la sua conduzione equilibrata, ed anche il suo distacco sereno da posizioni che non riteneva proprie, ma le scuse in TV per le affermazioni vere e documentate di Marco Travaglio, giornalista serio e professionale, e la genuflessione alla menzogna-siliconata, che quotidianamente ci viene propinata a reti unificate, che lede la Dignità di noi Cittadini ed infrolla i cervelli di tutti, questa no! Non me l’aspettavo proprio! In questo Paese dove si è «incistato» il conflitto di interessi in maniera tanto profonda e ramificata, quasi ormai inestirpabile, e che sta creando lacerazioni tanto profonde, dolorose e drammaticamente irreversibili, da potersi definire mutazioni antropologiche in direzione della «società senza pensiero», mi sembrava doveroso dimostrare un minimo di Dignità nel solidarizzare con Travaglio e non essere così ossequiosi verso coloro che hanno stravolto il tessuto connettivo della convivenza civile fondata sui valori della Costituzione quali la Libertà (in special modo quella di pensiero art.21), il Lavoro, l’Equità, il rispetto per le Istituzioni, l’Equlibrio dei poteri dello Stato (legislativo-giudiziario-esecutivo e dell’ informazione), etc.,etc.. Mi sono sentita, invece, profondamente mortificata come Cittadina perchè ho capito che la Verità ed i Fatti sono ormai banditi dalla TV che è il mezzo comunicativo più totalitario, potente, immediato, e seguito che ci sia. Mi dispiace che anche lei, amico di Enzo Biagi ed in qualità di conduttore di una trasmissione da tanti apprezzata e che sanno quanto sia a rischio la presenza di Marco Travaglio nella RAI monopolizzata, abbia contribuito alla nostra mortificazione.
rossella rispoli - Arezzo
