di: Antonio Diomede, Presidente REA - Radiotelevisioni Europee Associate
Il nostro settore, quello delle emittenti locali, della stampa e dell’informazione in generale, essendo la cartina di tornasole che misura il livello della vita democratica presente nel Paese, ha registrato un pauroso arretramento. I primi sintomi furono segnalati nel rapporto della nota organizzazione americana non governativa Freedom House in occasione della giornata mondiale per la libertà di stampa (edizione 2007). L’Italia risulta al 61° posto, dopo il Portogallo (12°), Germania, Irlanda e Stati Uniti (16°), Canadà e San Marino (22°), Gran Bretagna (31°), Francia e Giappone (39°), Spagna (46°).
Dopo di noi troviamo Capo Verde, Guyana, São Tomé (?). I Paesi al mondo dove l’informazione è più libera risultano essere la Finlandia e l’Islanda. Nella conferenza stampa di fine anno, il Presidente Prodi ha ammesso l’inattività del Governo sulla riforma del sistema radiotelevisivo «nonostante le decine di lettere di sollecito ricevute da più parti» per l’attuazione del Programma dell’Unione «Più Informazione, più libertà». Tra quelle lettere c’è anche quella della REA, firmata dal Presidente Antonio Diomede e controfirmata dal Consiglio Generale (www.reasat.it/content/documenti/Lettera%20a%20Prodi.pdf), forse mai letta da Prodi, ma certamente letta dal Ministro Gentiloni al quale non è affatto piaciuta in quanto mette in discussione alcuni passi strategici della Sua legge di presunta riforma.
La lettera della REA evidenzia il fatto che il «duopolio» non viene sostanzialmente ridimensionato, che Rete Quattro rimane a terra, che il digitale è solo strumento di propaganda politica e non di serio sviluppo tecnologico per il Paese, che l’emittenza locale non viene tutelata dalle Reti nazionali... Siamo convinti che quella proposta di legge Gentiloni, se approvata così com’è, farà arretrare l’Italia dal 61° al 161° posto nella graduatoria mondiale in fatto di libertà di stampa e d’informazione.
E’ proprio vero che «non tutti i mali vengono per nuocere» e se la riforma del sistema radiotelevisivo deve essere quella proposta da Gentiloni è meglio che Prodi se la tenga nel cassetto piuttosto che tradire il Programma dell’Unione, per il quale, seppure per poco più di ventimila voti, ha vinto la competizione elettorale. Ad una promessa di Programma elettorale non mantenuta si può sempre rimediare.
Tradimento, invece, sarebbe considerato l’approvazione di una legge contraria alle promesse del Programma (www.reasat.it/content/documenti/Unione.pdf). Lasciato, dunque, un 2007 deludente, ci aspettiamo un proficuo 2008 che ci porti una legge elettorale democratica, un nuovo Parlamento con rappresentanti eletti dal popolo e non dai partiti, un Governo stabile, un programmma di Governo a favore della crescita economica del Paese, una vera riforma del sistema radiotelevisivo che preveda l’abbattimento del duopolio e sostenga lo sviluppo del pluralismo informativo attraverso la tutela dell’emittenza radiofonica e televisiva locale.
Come ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, vogliamo fortemente far parte «dell’Italia che vuole crescere» e per il 2008, la REA intende intraprendere grandi iniziative a sostegno delle imprese associate. Il primo tangibile risultato e che il 2008 le emittenti riceveranno contributi a fondo perduto raddoppiati; entro gennaio 2008 decollerà definitamente il circuito de «Le 100 radio + Belle d’Italia» e si inizierà a pianificare la pubblicità nazionale; a febbraio sarà realizzato un servizio speciale da Sanremo; entro marzo sarà costituito il consorzio di radio e tv locali per la raccolta della pubblicità istituzionale; ad aprile/maggio si giocherà a Modena la partitissima di calcio NazionaleDJ - REA in favore dei bambini di Nassirya; per l’estate sono in cantiere diverse manifestazioni nazionali con la partecipazione di artisti famosi ed emergenti; a novembre è in programma la seconda edizione del forum nazionale «Musica, Informazione & Pubblicità».
Inoltre, la REA, come sempre, terrà costantemente d’occhio l’attività politica e parteciperà a tutte le riunioni istituzionali dell’anno proponendo istanze per la tutela delle emittenti associate e del settore in generale.
