di: Adnkronos - Roma, 9 marzo 2006
FISCO: NASCE MELFI,
MOVIMENTO
PER EQUITA'
E LEGALITA' FISCALE
Un fisco piu' equo, legale e
soprattutto solidale. L'appello a tutte le forze politiche impegnate
nella campagna elettorale e' del Melfi, il Movimento per l'equita' e
la legalita' fiscale, un comitato che raccoglie associazioni impegnate
nel campo sociale e ambientale e privati cittadini. ''Vogliamo
rivolgere un appello alle forze politiche impegnate nella campagna
elettorale affinche' nella prossima legislatura si impegnino nella
costruzione di una politica fiscale piu' equa -spiega Giancarlo
Fornari, direttore di -
www.contrappunti.info.
- che tuteli maggiormente i
redditi bassi e medio-bassi, favorisca gli investimenti produttivi
anziche' le rendite e metta la parola fine al sistema dei condoni''.
''L'art. 53 della nostra Costituzione -ricorda Fornari - recita:
'Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della
loro capacita' contributiva. Il sistema tributario e' informato a
criteri di progressivita''.
Invece la politica nel nostro Paese
favorisce l'evasione. In Italia l'imposta evasa e' superiore ai 200
miliardi di euro (400 mila miliardi delle vecchie lire) e l'incidenza
delle imprese in nero e' dell'ordine del 53%. Questa enorme evasione
riduce le risorse necessarie per lo sviluppo economico e sociale del
Paese e aumenta la pressione fiscale su imprese e cittadini onesti. Il
governo con i 22 condoni fiscali e previdenziali attuati ha dato un
segnale a favore del lavoro nero e dell'evasione. Del resto, e' stato
proprio l'attuale presidente del Consiglio Berlusconi nel 2004 a
dichiarare testualmente che e' 'morale' evadere''.
''Non c'e' quindi da stupirsi che l'evasione sia
aumentata negli ultimi anni, e che non si sia preso alcun
provvedimento serio per contrastarla -continua Fornari-. Anzi, i
provvedimenti sono stati in controtendenza, e tra questi va citata
almeno la famosa legge ex-Cirielli, sull'accorciamento dei termini di
prescrizione, che riguarda anche l'emissione di fatture false. Si e'
creato cosi' un sistema basato sulla illegalita' fiscale e sul lavoro
nero, in cui anche il piccolo imprenditore che vorrebbe osservare i
suoi doveri fiscali e' praticamente 'condannato' ad adeguarsi se non
vuole soccombere per la concorrenza sleale di chi si comporta
disonestamente''.
''Nello stesso tempo i provvedimenti adottati hanno penalizzato
i giovani incentivando fiscalmente i datori di lavoro ad assumere con
contratti di progetto anche quando potrebbero farlo a tempo
indeterminato, -conclude Fornari- creando cosi' una generazione di
precari con compensi irrisori e -in prospettiva- pensioni altrettanto
irrisorie''.
Il comitato Melfi punta a cambiare la cultura che gli italiani
hanno del fisco. ''In questi anni si e' voluto far passare l'idea che
l'imposizione fiscale sia un 'male in se'', una gabella 'estorta'
dallo Stato 'inefficiente e sprecone' -dice Giulio Marcon,
coordinatore di
www.sbilanciamoci.org.
Le imposte invece non sono mai buone
o cattive in se', ma lo sono solo in quanto strumento che permette di
far funzionare le nostre istituzioni e garantire ai cittadini quei
servizi e quelle prestazioni che rafforzano la coesione sociale, lo
sviluppo, il godimento dei diritti fondamentali anche da parte delle
classi piu' disagiate''.
''La caduta di gettito causata dall'evasione e'
stata coperta con tagli a servizi sociali fondamentali, con il degrado
della scuola e dei servizi pubblici -dice Silvia Bonucci dei
Girotondi-.A subire i maggiori danni sono stati soprattutto pensionati
e lavoratori a reddito medio-basso che sono stati colpiti dai tagli ai
servizi essenziali, dall'aumento di tariffe pubbliche e imposte
locali''.
Cio' e' dovuto soprattutto alla mancata restituzione del
drenaggio fiscale, all'aumento del costo della vita, alla crescita
delle imposte indirette tra cui l'imposta di bollo e gli effetti
dell'incremento del prezzo del petrolio con aumenti anche dell'Iva non
restituiti dal governo e che incidono maggiormente sui redditi piu'
bassi, spiega Bonucci
''La politica fiscale del governo attuale invece che favorire i
redditi piu' bassi ha avvantaggiato senza esitazioni i titolari dei
redditi piu' alti -aggiunge Paolo Beni, presidente dell'Arci-. Milioni
di euro di guadagni realizzati con la vendita di azioni dai grossi
personaggi della finanza o dai ricchi immobiliaristi sono di fatto
completamente detassati. Chi specula sugli immobili paga il 12,5% sul
proprio guadagno, mentre un autonomo o un dipendente pagano da 2 a 3
volte tanto sui redditi realizzati col proprio lavoro.Se un azionista
rivende le sue azioni dopo paga sul guadagno realizzato solo il 12,5%.
Se un titolare di un'impresa artigiana o commerciale la cede dopo 30
anni di attivita' paghera' un'imposta Irpef variabile tra il 30% e il
45%''.
Ma non solo. ''Se un lavoratore dipendente riceve
un qualunque compenso accessorio dal datore di lavoro, paghera' per
intero l'imposta -continua Beni-. Se il compenso accessorio viene
corrisposto a un top manager di un'impresa sotto forma di stock option
(ossia azioni della societa' concesse a prezzo di favore) e il manager
le rivende, il guadagno cosi' realizzato viene tassato solo al
12,5%''.
''Se un qualunque contribuente affitta un immobile e' tenuto a
pagare per intero le imposte Irpef sul guadagno cosi' conseguito; ma
se il proprietario di un castello o di una nobile dimora storica lo
affitta (magari a prezzi da capogiro) non paga l'Irpef sul guadagno
realizzato ma solo sulla rendita catastale dell'immobile di minor
valore situato nella stessa zona - fosse anche una catapecchia'',
aggiunge il Melfi.
''La tassazione del Tfr dal 2002 e' aumentata (circa 1 miliardo
di euro l'anno). Da quest'anno chi va in pensione dovra' pagare altri
309 euro in piu' di tasse -continua il Melfi-. Mentre per le pensioni
pubbliche e' stata peggiorata la tassazione, per le pensioni
complementari, il decreto Maroni prevede un'imposta ben inferiore pari
al 9% che viola il principio costituzionale della progressivita'. La
Finanziaria 2006 consente alle societa' che risultano cronicamente in
perdita (e che quindi sono in forte sospetto di evasione) di scaricare
le loro perdite sui distretti industriali, che cosi' funzioneranno da
vere e proprie ''bare fiscali'' facendo perdere all'erario circa dieci
miliardi di euro''.
''Noi crediamo di no e che si debba fare qualcosa
contro queste ingiustizie, per l'equita' e la legalita' fiscale -dice
Marigia Maulucci, segretaria confederale della Cgil-. Dobbiamo pagare
tutti per pagare meno e per avere servizi migliori. Facciamo appello a
tutte le forze politiche affinche' si impegnino a ripristinare un equo
trattamento fiscale nei confronti dei redditi bassi e medio bassi,
fortemente penalizzati dai provvedimenti adottati nella scorsa
legislatura''.
''Chiediamo che si impegnino seriamente ad attuare una politica
fiscale funzionale allo sviluppo e non alla tutela della rendita e a
non prevedere mai piu', per tutto l'arco della prossima legislatura,
provvedimenti di condono (non solo in campo fiscale ma anche edilizio
e ambientale) -aggiunge Beniamino Lapadula, repsonsabile del
dipertimento delle politiche macroenonimiche e fiscali della Cgil-.
Chiediamo altresi' che esse si impegnino ad affrontare, a livello
europeo e multinazionale, il tema della competizione fiscale tra paesi
nel quadro di una giustizia fiscale globale''.
Il comitato Melfi annovera tra i suoi firmatari tra gli altri:
il presidente di Legambiente Roberto Della Seta; i sindacalisti Carlo
Ghezi e Adriano Musi, gli economisti Sandro De Toni, Giuseppe De
Michele e Paolo Leon.
