Vai ai contenuti.
Strumenti personali

Calendario eventi
« maggio 2012 »
do lu ma me gi ve sa
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    


Video Salviamo la Costituzione

Un riconoscimento a Dario Fo
Vignette di Mauro Biani

Appello per Gaza Fine embargo genocida contro Gaza

Attacchi alla Costituzione
 

I VESCOVI: UN TAGLIANDO PER L'ABORTO
di: Miriam Mafai - La Repubblica 30 agosto '07

Non so chi per primo, in questi giorni, ha detto che la legge 194 andrebbe rapidamente sottoposta a un «tagliando», come d’abitudine si fa con una macchina che comincia a perdere colpi. L’idea del «tagliando», di una revisione cioè di una legge, per verificarne a distanza di qualche anno l’applicazione e gli eventuali difetti o insufficienze, non è, in sé, sbagliata. In Francia questa verifica accompagna normalmente il processo legislativo, ed è puntualmente accaduto anche per la legge Veil, la prima ad avere reso possibile l’interruzione di gravidanza.

Da noi tuttavia il termine «tagliando» suona in questo caso allarmante perché preannuncia, o potrebbe preannunciare, l’intenzione del legislatore di ridurre gli spazi di autonoma decisione delle donne. E non ci stancheremo mai di ripetere che le donne italiane a questa legge fanno ormai sempre più raramente ricorso.

La questione va trattata con cura e prudenza, senza grottesche esasperazioni polemiche.

Il caso che ha acceso le polveri di questo dibattito è noto. In un importante ospedale di Milano, una gestante che portava in grembo due gemelline (una sana ed una affetta da trisomia21), si è sottoposta al cosiddetto aborto terapeutico, come previsto dalla legge 194. Era arrivata alla ventesima settimana di gestazione. Pare che le due gemelline abbiano imprevedibilmente cambiato posizione e il medico ha soppresso quella sana anziché quella malata. Un errore, dunque, doloroso, drammatico. Ma non c’è «tagliando» che possa sopprimere l’errore umano.

Non mi è chiaro allora cosa intenda dire il ministro Livia Turco quando preannuncia un atto di indirizzo del suo ministero per «attualizzare» la legge 194. Sarebbe bello che un atto d’indirizzo ministeriale o un «tagliando» potesse evitare sempre e dovunque l’errore del medico. Ma sappiamo tutti che questo non è possibile.

Vorremmo allora sapere se con questo preannunciato «atto di indirizzo» si intenda porre nuovi limiti all’uso della legge, alla possibilità per esempio, per la gestante di scegliere, di fronte a una analisi infausta, l’aborto terapeutico. Eugenia Roccella, portavoce dal Family Day, e commentatore dell’Avvenire, ha lamentato ieri il fatto che in Italia, grazie alla diffusione della diagnosi prenatale, nascano ormai sempre meno bambini affetti da trisomia 21, cioè da sindrome di Down. Non trovo il dato scandaloso. Nessuna donna può essere costretta infatti a portare avanti una gravidanza segnata da «rilevanti anomalie» del feto, per mettere al mondo, alla fine dei nove mesi, un figlio affetto da una grave malattia. Chi lo fa, e c’è chi lo fa, non solo ha diritto all’assistenza di cui lei e il figlio e la famiglia avranno bisogno, ma merita anche il nostro affetto e la nostra stima. Ma chi non vuole portare a termine quella gravidanza e chiede, come la madre delle due gemelline, di fare ricorso all’aborto terapeutico, come previsto dalla legge, anche quella madre ha diritto al nostro rispetto ed alla nostra solidarietà.

La legge 194 ha ormai trent’anni. In questi trent’anni il nostro contesto culturale è cambiato. Bisognerebbe indagare di più, e meglio, sulle ragioni che inducono all’aborto, anche in presenza della larga diffusione dei metodi di contraccezione. Bisognerebbe riflettere di più e meglio sulla relazione tra la madre e il feto, notevolmente cambiata dal giorno in cui la madre ha potuto «vedere» il suo feto, grazie all’ecografia. Bisognerebbe indagare di più e meglio sul «costo» di un bambino non solo e non tanto in termini economici, ma in termini di tempo, di fatica, di attenzione. «Fare il tagliando» alla legge 194, allora, dovrebbe significare «fare il tagliando» ai valori sui quali regge la nostra società, al ruolo e alla fatica che ancora oggi grava sulle spalle delle donne. Ma non di questo si parla, finora, sul giornale dei vescovi, o nelle prime dichiarazioni del ministro Turco. Che preannuncia, sembra di capire dalle sue prime dichiarazioni, misure capaci di ridurre il ricorso all’aborto terapeutico.

Con la ovvia conseguenza, se così fosse, di far aumentare il numero degli aborti clandestini in Italia o di incrementare i viaggi per abortire in qualche clinica all’estero.

A meno che tutto questo discutere della legge sull’aborto e la conclamata disponibilità a sue modifiche non si configuri come il tentativo di rafforzare, nel nascente Partito Democratico, un saldo rapporto con quei cattolici che a suo tempo condussero (e persero) la battaglia contro la 194.

Creato da mariaricciardig
Ultima modifica 2007-09-04 11:40



Document Actions
violenza donne Appello contro la violenza alle donne

La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la ...

leggi
Donne Violenza Violenza donne-Incontro a Roma

L´appello «La violenza contro le donne ci ...

leggi
Fois Barbara ....caliamo un pietoso velo....?

Ed è ancora la Santanchè ( quel suo dito medio è un ...

leggi
violenza donne Violenza donne-Inchiesta

Inchiesta: Rapporti brutali. La maggior parte degli ...

leggi
Differenza di genere E' ora che la politica esca dal silenzio.

Da tempo insistiamo per inserire la differenza di genere ...

leggi
Il segreto di Esma "Grbavica-il segreto di Esma" : un film sulla violenza e l'identità maschile

leggi
Manifestazione migranti 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza alle donne







Il Coordinamento aderisce alla ...

leggi
Politica e violenza Politica e violenza: "cose da uomini"

Pubblichiamo questo testo di due nostre socie, ancora in ...

leggi
Quote rosa Politica, Democrazia, nuovi Partiti e nuove Identità Maschili

leggi
Logo pari opportunità PROPOSTE PER UNA RIFORMA ELETTORALE PARITARIA
Questo momento di grande fermento nello spazio comune - ...
leggi
Violenza donne 2 VIOLENZA DI GENERE. NE PARLA "VIVA L'ITALIA"
Che la principale causa di morte delle giovani donne ...
leggi
Miriam Mafai I VESCOVI: UN TAGLIANDO PER L'ABORTO
Non so chi per primo, in questi giorni, ha detto che la ...
leggi
violenza donne VIOLENZA DONNE - UNA NUOVA POLITICA
Liberacittadinanza aderisce alla:
...
leggi
Vaticano DIVIETO DI ABORTO - Il Vaticano, niente più soldi ad Amnesty
"L’organizzazione è diventata ...
leggi
Cilicio L'OMOSESSUALITA': A RISCHIO IL GOVERNO
Mercoledì scorso in Iran è stato giustiziato per ...
leggi
Legge 194 A PROPOSITO DELLA 194 ...
Di fronte allo scatenarsi di una campagna anacronistica ...
leggi
Differenza di genere LETTERA PER LA SINISTRA
«Di noi donne che abbiamo scelto la politica come ...
leggi
Legge 194 L'attacco alla libertà delle donne dalle parole ai fatti: ORA BASTA
Adesso basta. Ci sono dei fatti che rappresentano ...
leggi
Legge 194 APPELLO "LIBERADONNA"
In pochi giorni l'appello "Liberadonna" ha raggiunto le ...
leggi
Abusi donne INTIMIDAZIONE E ABUSI ANCHE A BOLOGNA
Sabato pomeriggio 1 marzo a Bologna tre ragazze che ...
leggi
Maschile Plurale UOMINI, SESSUALITA', PATERNITA' E ABORTO
L’8 marzo di quest’anno è stato segnato da ...
leggi
Papa Ratzinger COMUNICATO DEL 13 MAGGIO 2008
L'ultima presa di posizione in ordine di tempo da parte ...
leggi
Pancho Pardi rivista olandese Pardi presenta mozione in Senato per sostenere l'appello dell'Unità per il Nobel alla Betancourt
Premesso che:
Igrid Betancourt, cittadina franco ...
leggi
OMOFOBIA OMOFOBIA E DINTORNI
Coraggiosi, straordinari, “eroi”, magari in ...
leggi

Iniziative regionali

LOMBARDIA VENETO EMILIA ROMAGNA PIEMONTE VALLE D'AOSTA TRENTINO FRIULI LIGURIA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE PUGLIA CAMPANIA BASILICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA
 
 

Powered by Altoforno

Questo sito è conforme ai seguenti standard: