di: Annalisa Magri, Carmen Marini, Clelia Mori, ...
«La proposta di una presenza paritaria con gli uomini in Parlamento, come nei consigli di amministrazione, non deve essere vissuta come una rivendicazione di una parte esclusa contro un’altra escludente, ma come necessità di democrazia e di valori per tutte/i. E’ la condizione stessa del dispiegarsi della dialettica democratica.» Dice Rosa Rinaldi in «Queste consultazioni solo al Maschile» su Aprileonline.
E’ un dire che noi donne della sinistra Arcobaleno di Reggio Emilia condividiamo. Dopo l’8 e il 9 dicembre a Roma si riparla solo ora, perchè è caduto il governo e siamo di fronte a nuove elezioni, di unità della sinistra.
Allora ci fu presentata una carta di intenti in cui, se togliamo la parola federazione che non condividevamo, ci era sembrato fosse stato fatto un tentativo abbastanza onesto per iniziare a pensare un nuovo percorso della sinistra, anche alla luce del nuovo linguaggio con cui era stata scritta. Si capiva che c’era stata una ricerca di contaminazione coi linguaggi della differenza di genere femminile con il solito neutro del linguaggio politico maschile, attutito in parte.
Crediamo che quello sia oggi, l’unico punto di partenza condiviso tra partiti, singole/i e tra generi, su cui possiamo lavorare davvero per provare a costruire l’unità della sinistra, anche di fronte alle prossime elezioni. Crediamo quindi che sia da lì che occorra ripartire.
La velocità con cui oggi si stanno decidendo cose a sinistra ci pare non tenga conto di quell’unico nostro straordinario momento, che aveva già indicato, in quella breve due giorni, una strada percorribile condivisa.
Noi donne ci sentiamo di dire che ora si è tornati a parlare sì di unità, ma alla solita vecchia maniera, al di fuori e al di sopra della carta d’intenti e dei suoi punti di approdo. Ci sentiamo di dire che i maschili, consolidati meccanismi del potere non possono colonizzare la nascita della nuova sinistra unita. Siamo certe che così non nascerebbe nulla e lo dice la situazione di crisi profonda della politica generale.Figurarsi se lì può nascere il nuovo.
Facciamo riferimento anche alla «Lettera alla sinistra» che alcune donne dei suoi vari partiti hanno presentato agli stati generali l’8 e il 9 dicembre. Una lettera che condividiamo e che racconta bene il bisogno di cambiamento della politica italiana, sinistra compresa. Vi si afferma « Siamo interessate a percorsi politici che non inventino a tavolino nuovi leader - uomini - con l’idea di risolvere in una persona il degrado in cui siamo immersi». Siamo di fronte a nuove elezioni in cui abbiamo la giusta pretesa di ripensare la sinistra del nuovo millennio e non possiamo muoverci nel solco di sempre: il leader subito, i più gettonati Bertinotti e la Francescato - le segreterie che decidono - l’unità e il programma per ultimo - la differenza di genere come fiore all’occhiello.
La laicità, così controversa oggi nella sua definizione, è una pratica che deve contenere una diversa metologia di relazione tra donne uomini e potere anche per la sinistra.
Come donne della Sinistra Arcobaleno chiediamo a Reggio Emilia e a Roma, che la carta degli intenti diventi il punto di riferimento non eludibile dell’unità della sinistra e che ogni sua interpretazione non sia neutra, ma sempre condivisa anche all’interno di un’ottica di genere. Siamo donne convinte, per esperienza, che sia l’unico modo in cui il tanto atteso, nuovo della politica di sinistra possa nascere.
Annalisa Magri, Annusca Campani, Carla Colzi, Daria Di Natale, Antonella Festa, Stefania Friggeri, Catia Manfredi, Carmen Marini, Renata Menozzi, Clelia Mori, Pinuccia Montanari
Reggio Emilia - 6 febbraio 2008
