Vai ai contenuti.
Strumenti personali

Calendario eventi
« maggio 2012 »
do lu ma me gi ve sa
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    


Video Salviamo la Costituzione

Un riconoscimento a Dario Fo
Vignette di Mauro Biani

Appello per Gaza Fine embargo genocida contro Gaza

Attacchi alla Costituzione
 

CHE COSA RESTA DELLA NOSTRA COSTITUZIONE
di: Stefano Rodotà - Repubblica 2 gennaio '08

Stanno nascendo «costituzioni parallele» che, direttamente o indirettamente, mirano a mettere in discussione, o a cancellare del tutto, la prima parte della Costituzione italiana quella dei principi, delle libertà e dei diritti - varata esattamente 60 anni fa. Il più noto di questi tentativi è quello che le gerarchie cattoliche perseguono ormai da tempo, affermando la superiorità e la non negoziabilità dei propri valori e denunciando il relativismo delle carte dei diritti, a cominciare dalla Dichiarazione universale dell’Onu del 1948, considerate frutto di mediocri aggiustamenti politici. Ma non deve essere sottovalutato un prodotto di quest’ultima stagione, l’annuncio di «manifesti dei valori» ai quali le nuove forze politiche vogliono affidare una loro «ben rotonda identità». Il mutamento di terminologia è rivelatore. Non più «programmi» politici, ma manifesti, un tipo di documento che storicamente ha valore oppositivo, addirittura di denuncia dell’ordine esistente. E oggi proprio l’ordine costituzionale finisce con l’essere messo in discussione.
Viene abbandonata la politica costituzionale, già indebolita, ma che pur nei contrasti aveva accompagnato la vita della Repubblica, contraddistinto battaglie come quella dell’»attuazione costituzionale», segnato stagioni come quella del «disgelo costituzionale». Al suo posto si sta insediando un dissennato Kulturkampf, una battaglia tra valori che sembra muovere dalla impossibilità di trovare comuni punti di riferimento. L’identità costituzionale repubblicana è cancellata, al suo posto scorgiamo la pretesa di imporre una verità o la ricerca affannosa di compromessi mediocri.

Nel linguaggio di troppi politici i riferimenti alle encicliche papali hanno sostituito quelli agli articoli della Costituzione. Nelle parole di altri si rispecchiano una regressione culturale, una corsa alle risposte congiunturali, più che una matura riflessione sui principi che devono guidare l’azione politica. Ci si allontana dal passato senza la lungimiranza di chi sa cogliere il futuro.
Questo è forse l’effetto di un inesorabile invecchiamento della Costituzione della quale, a sessant’anni dalla nascita, saremmo chiamati non a celebrare la vitalità, ma a registrare la decrepitezza? L’intoccabilità della prima parte deve cedere ai colpi inflitti dal mutare dei tempi?

Ribadito che siamo di fronte a un tema distinto dalla buona «manutenzione» della seconda parte, che disciplina i meccanismi istituzionali, proviamo a saggiare la tenuta dei principi costituzionali considerando proprio questioni recenti, per vedere se non sia proprio lì la bussola democratica, liberamente e concordemente definita, alla quale tutti devono riferirsi. Partiamo dall’attualità più dura, dalle morti sul lavoro, delle quali la tragedia della Thyssen Krupp è divenuta l’emblema. L’articolo 41 della Costituzione è chiarissimo: l’iniziativa economica privata è libera, ma «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale e in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Questa sarebbe una incrostazione da eliminare perché in contrasto con la pura logica di mercato? Qualcuno lo ha proposto, ma spero che la violenza della realtà lo abbia fatto rinsavire. Oggi è proprio da lì che bisogna ripartire, da una sicurezza inscindibile dal rispetto della libertà e della dignità, dalla considerazione del salario non solo come ciò che consente di acquistare un lavoro sempre più ridotto a merce, ma come il mezzo che deve garantire al lavoratore ed alla sua famiglia «un’esistenza libera e dignitosa» (articolo 36). Questione ineludibile di fronte ad un processo produttivo che, grazie anche alle tecnologie, si impadronisce sempre più profondamente della persona stessa del lavoratore. La trama costituzionale ci parla così di una «riserva di umanità» che non può essere scalfita, ci proietta ben al di là della condizione del lavoratore, mette in discussione un riduzionismo economicistico che vorrebbe l’intero mondo sempre più simile alla New York descritta da Melville all’inizio di Moby Dick, che «il commercio cinge con la sua risacca».

Altrettanto irrispettosa della vita è la decisione del Comune di Milano di non ammettere nelle scuole materne comunali i figli di immigrati senza permesso di soggiorno. È davvero violenza estrema quella che esclude, che nega tutto ciò che è stato costruito in tema di eguaglianza e cittadinanza e, in un tempo di ripetute genuflessioni, ignora la stessa carità cristiana. Di nuovo la trama costituzionale può e deve guidarci, non solo con il divieto delle discriminazioni, ma con l’indicazione che vuole la Repubblica e le sue istituzioni obbligate a «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana» (così l’articolo 3). E cittadinanza ormai è formula che non rinvia soltanto all’appartenenza ad uno Stato. Individua un nucleo di diritti fondamentali che non può essere limitato, che appartiene a ciascuno in quanto persona, che dev’essere garantito quale che sia il luogo in cui ci si trova a vivere. Hanno mai letto, al Comune di Milano, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea? Sanno che in essa vi è un esplicito riconoscimento dei diritti dei bambini? Trascrivo i punti essenziali dell’articolo 24: «I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere… In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente». Di tutto questo, e non solo a Milano, non v’è consapevolezza, segno d’una sorta di pericolosa «decostituzionalizzazione» che si è abbattuta sul nostro sistema politico-istituzionale.

Ma seguire le indicazioni della Costituzione rimane un dovere. Certo, serve una cultura adeguata, perduta in questi anni e che ora sta recuperando una magistratura colta e consapevole, che affronta le questioni difficili del nascere, vivere e morire proprio partendo dai principi costituzionali, ricostruendo rigorosamente il quadro in cui si collocano diritti e libertà delle persone, risolvendo casi specifici come quelli riguardanti l’interruzione dei trattamenti per chi si trovi in stato vegetativo permanente, il rifiuto di cure, la diagnosi preimpianto. Ma proprio questo serissimo lavoro di approfondimento sta rivelando la distanza tra cultura costituzionale e cultura politica. Sembra quasi che, prodighi di dichiarazioni, troppi esponenti politici non trovino più il tempo per leggere le sentenze e le ordinanze che commentano, o non abbiano più gli strumenti necessari per analisi adeguate. Fioccano le invettive e le minacce: «invasione delle competenze del legislatore», «ricorreremo alla Corte costituzionale». Ora, se questi frettolosi commentatori conoscessero davvero la Corte, si renderebbero conto che le deprecate decisioni della magistratura seguono proprio una sua indicazione generale, che vuole l’interpretazione della legge «costituzionalmente orientata»: Nel caso della diagnosi preimpianto, anzi, sono stati proprio i giudici a bloccare una pericolosa invasione da parte del Governo delle competenze del legislatore, che non aveva affatto previsto il divieto di quel tipo di diagnosi, poi introdotto illegittimamente da un semplice decreto ministeriale.

La stessa linea interpretativa dovrebbe essere seguita nella controversa materia delle unioni di fatto, al cui riconoscimento non può essere opposta una lettura angusta dell’articolo 29, già superata negli anni 70 con la riforma del diritto di famiglia. Parlando di «società naturale fondata sul matrimonio», la Costituzione non ha voluto escludere ogni considerazione di altre forme di convivenza, tanto che l’articolo 30 parla esplicitamente di doveri verso i figli nati «fuori del matrimonio»; e l’articolo 2, per iniziativa cattolica, attribuisce particolare rilevanza giuridica alle «formazioni sociali», di cui le unioni di fatto sono sicuramente parte. Linea interpretativa, peraltro, confermata dall’articolo 9 Carta dei diritti fondamentali che mette sullo stesso piano famiglia fondata sul matrimonio e altre forme di convivenza, per le quali è caduto il riferimento alla diversità di sesso. Che dire, poi, delle resistenze contro una più netta condanna delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, che costituisce attuazione degli impegni assunti con i trattati europei e la Carta dei diritti? Dopo esserci allontanati dalla nostra Costituzione, fuggiremo anche dall’Europa e ci sottrarremo ai nostri obblighi internazionali?

Nella Costituzione vi sono molte potenzialità da sviluppare, come già è accaduto con il diritto al paesaggio e la tutela della salute. Quando si dice che la proprietà deve essere «accessibile a tutti», si leggono parole che colgono le nuove questioni poste dall’utilizzazione dell’enorme patrimonio di conoscenze esistente in Internet. E la rilettura delle libertà di circolazione e comunicazione può dare risposte ai problemi posti dalle tecnologie della sorveglianza e dalle gigantesche raccolte di dati telefonici. Vi è, dunque, una «riscoperta» obbligata di una Costituzione tutt’altro che invecchiata e imbalsamata, che regge benissimo il confronto con l’Europa, che rimane l’unica base democratica per una discussione sui valori sottratta alle contingenze ed alle ideologie. Questo richiede l’apertura di una nuova fase di «attuazione» costituzionale». Chi sarà capace di farlo?

Creato da mariaricciardig
Ultima modifica 2008-01-04 15:07



Document Actions

cerca nel sito
Ancora attacchi alla Costituzione
Vai su di un livello
Image Missed  Archivio

Pardi Francesco 2 L'IRRISISTIBILE, SCELLERATA, TENTAZIONE DEL PREMIERATO
Un anno fa siamo stati costretti a votare con una legge ...
leggi
Costituzione stracciata RISPETTARE IL VOTO DEI CITTADINI DIFENDERE LA COSTITUZIONE!
Nove mesi fa, con un referendum popolare, gli ...
leggi
Costituzione stracciata In difesa della Costituzione: sempre! Rispettare il voto dei cittadini italiani!

Nella qualità di Referente del Comitato Piemontese, ...

leggi
Costituzione stracciata RICOMPARE IL PREMIERATO !!

Vi segnalo che il SOLE 24 ORE di oggi ha dato la notizia ...

leggi
Sandra Bonsanti RIFORME E VECCHI STREGONI

Questa discussione sulla riforma elettorale e sui ...

leggi
Costituzione stracciata SALVIAMO LA COSTITUZIONE: AGGIORNARLA NON DEMOLIRLA
Nove mesi fa, con un referendum popolare, gli italiani ...
leggi
Scalfaro AL SICURO LA COSTITUZIONE
L´appello di Scalfaro a ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 COMUNICATO STAMPA 06 luglio '07
Il Coordinamento nazionale dei Comitati che hanno ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 LETTERA APERTA AI CANDIDATI ALLA LEADERSHIP DEL PARTITO DEMOCRATICO
Pubblichiamo l'appello di intellettuali e giuristi, ...
leggi
Comitato SLC 110 PETIZIONE A SOSTEGNO DDL ART. 138
E' disponibile il modulo per la raccolta firme a ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE
Il Parlamento sta già modificando quella Costituzione ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 ASSOCIAZIONE NAZIONALE: SALVIAMO LA COSTITUZIONE
Il coordinamento nazionale dei Comitati referendari per ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 LA GRANDE INCOMPIUTA
In occasione della ricorrenza del 60° anniversario della ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 DIFENDERE LA COSTITUZIONE
La condiscendenza con cui Veltroni ha accolto ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 27 dicembre 2007, 60 ANNI PORTATI BENE, BUON COMPLEANNO COSTITUZIONE
Giovedì 27 dicembre 2007, la nostra Costituzione ha ...
leggi
Stefano Rodotà CHE COSA RESTA DELLA NOSTRA COSTITUZIONE
Stanno nascendo «costituzioni parallele» ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 APPELLO
Contro l'ennesima provocazione ...
leggi
Nudo e Crudo NUDO E CRUDO DEL 18 GENNAIO 2008
SOMMARIO :
48 anno fatale. Ne hanno parlato ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 DALL'EMERGENZA LEGALITA' ALLA EMERGENZA DEMOCRATICA
COMUNICATO STAMPA
Quello a cui ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 COSTITUZIONE REPUBBLICANA E PROGRAMMI ELETTORALI
I 60 anni della Costituzione sono stati celebrati. A ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 COMUNICATO IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE
La legislatura è ormai conclusa senza che ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 APPLICHIAMO LA COSTITUZIONE
Non so se avete mai letto la Costituzione, o parte di ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 LA COSTITUZIONE: DUE DOMANDE AI PARTITI
Quando è in gioco la Costituzione, gli elettori hanno il ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 25 APRILE 2008 - LA COSTITUZIONE E' DI TUTTI
LA COSTITUZIONE E' DI NUOVO IN PERICOLO
LA ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 LA SCUOLA, COME LA VEDO IO, E' UN ORGANO "COSTUTUZIONALE"
Cari colleghi, noi siamo qui insegnanti di tutti gli ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 LA COSTITUZIONE VIOLATA = DEMOCRAZIA IN PERICOLO
Le destre, ottenuta la maggioranza in Parlamento , come ...
leggi
Baicchi ok "PER UNA MODERNA DEMOCRAZIA"
Il convegno dello scorso 14 luglio al Residence Ripetta, ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 FALCONE E BORSELLINO. PER QUALE REPUBBLICA? NON PER QUESTA
Pochi giorni fa, a Palermo, sono stati commemorati ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 I BECCHINI DELLA COSTITUZIONE
Legislatura costituente e riforma della giustizia al ...
leggi
Alex Zanotelli SOS ACQUA. DIAMOCI DA FARE PERCHE' VINCA LA VITA
Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra ...
leggi
Comiso Pio Latorre IL VENTO CHE TIRA E IL CORAGGIO DI DIFENDERE LA MEMORIA
L’aria che tira è sempre più pesante e visto le ...
leggi
LOGO ANPI COMUNICATO STAMPA - 8 settembre '08
L’ANPI NAZIONALE:
«Continuano a ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 LODO ALFANO (ovvero la legge non è eguale per tutti)
ART. 3 : “Tutti i cittadini hanno pari dignità ...
leggi
Carta Costituzionale unita 120 COMUNICATO STAMPA - 23 settembre 2008
Il Comitato per la Legalità e la Democrazia di ...
leggi
Lodo Alfano vignetta PROCESSO MEDIASET PM SOLLEVA ECCEZIONE "IL LODO ALFANO E' ANTICOSTITUZIONALE"
Secondo il magistrato la normativa viola ...
leggi

Iniziative regionali

LOMBARDIA VENETO EMILIA ROMAGNA PIEMONTE VALLE D'AOSTA TRENTINO FRIULI LIGURIA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE PUGLIA CAMPANIA BASILICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA
 
 

Powered by Altoforno

Questo sito è conforme ai seguenti standard: