UN LUNGO CORTEO PER UNA NUOVA DEMOCRAZIA
di: Salvatore Perna - Il Megafono.org
di: Salvatore Perna - Il Megafono.org
La manifestazione contro le trivellazioni, promossa dal comitato No Triv del Val di Noto, nella mattinata di sabato 17 scorso, ha dato un altro civile ma duro monito alla irresponsabilità del governo Cuffaro, che ha consegnato una grande area della Sicilia (752 km2), ricca di risorse produttive, ambientali e storiche, alle scorribande dei cacciatori di fonti fossili (gas e petrolio). Alcune migliaia di persone si sono mosse in corteo dalle porte della città di Noto, lungo l´argine del fiume Asinaro, dove, secondo Tucidide, nel 413 a.c. si svolsero gli aspri e sanguinosi combattimenti di terraferma tra il resto della spedizione ateniese guidata da Nicia e le truppe siracusane e dei loro alleati, fino al fondo agricolo, in contrada Zisola, a meno di tre chilometri di distanza, dove i petrolieri della Panther Eureka si preparano ad avviare le ricerche di idrocarburi e a dare inizio al saccheggio dell´ambiente e del territorio.
Una protesta colorata, composta, ma ricca di intensità. Accanto ai numerosi sindaci dei comuni dell´area del Tellaro, che si oppongono con le loro comunità al disegno delirante del governo regionale e dei petrolieri, molti amministratori delle città di Siracusa, Piazza Armerina, deputati regionali dei Verdi, dei DS, della Margherita, rappresentanti delle province regionali di Siracusa e Ragusa, il capogruppo dei Verdi alla Camera, sindacalisti, esponenti e aderenti delle categorie produttive, come l´Aiab, la Coldiretti, operatori turistici, proprietari di terreni che non hanno ceduto alle pressioni della Panther. Ma soprattutto tante associazioni non solo della zona, ma di altri comuni, come il comitato spontaneo delle mamme di Augusta, che vive nel triangolo industriale di Siracusa la spaventosa realtà dell´inquinamento industriale e delle gravissime patologie prodotte (patologie tumorali e malformazioni neonatali, con incidenze circa tre volte superiori alle percentuali medie). E ancora i gruppi del WWF, di Greenpeace, il comitato Xirumi libera, che si batte contro un nuovo insediamento americano in territorio di Lentini, la delegazione di Cittadinanza Libera di Acireale e di Mestre. E poi, studenti, anche giovanissimi, con i loro cartelli, fatti artigianalmente, contro le trivellazioni per un futuro ecosostenibile, l´inviata di radio base popolare di Venezia, Silvia Manderino, che ha trasmesso in diretta lo svolgersi della manifestazione, e un testimonial appassionato e impegnato nella battaglia come il musicista Roy Paci.
Tanti cittadini presenti che non accettano di essere sudditi e di vedere compromesso, per le logiche affaristiche di una consorteria politico-imprenditoriale, uno sviluppo sostenibile costruito faticosamente, fondato su produzioni agricole di qualità e sulla espansione e la valorizzazione turistica qualificata dell´immenso patrimonio paesaggistico, archeologico, delle oasi incontaminate ancora esistenti (come Cava Prainito, Cavagrande) o degli scenari degli iblei, con gli antichi carrubbi, gli ulivi, i muri a secco, le tracce delle civiltà rupestri. Un territorio di tre province (Siracusa, Ragusa, e i comuni iblei della provincia di Catania) che ha una forte identità ambientale e storica. Cinque comuni dell´area del Tellaro, (Noto, Modica, Ragusa, Caltagirone, Palazzolo), sono stati dichiarati patrimonio dell´umanità dall´Unesco, per la straordinaria ricchezza di esempi di arte e architettura tardo barocca e il loro territorio, con le sue numerose bellezze e peculiarità, è parte integrante di un patrimonio indivisibile.
E´ una richiesta unica, indomabile, che proviene dalla manifestazione di sabato scorso: la revoca immediata della concessione alla Panther. Ed è anche la consapevolezza di una democrazia violata dalle scelte sbagliate e prevaricatorie del governo regionale. E´ il diritto dei territori di essere artefici del loro destino, di essere parte attiva e non soccombente delle decisioni del potere politico ed economico. E´ il rifiuto di una logica volgare e autoritaria che antepone interessi illegittimi di lobbies all´interesse collettivo diffuso di intere comunità. E´ una battaglia che si collega, come elemento dinamico di una nuova democrazia, con le lotte di Val di Susa e di Vicenza. La presenza dei No Tav alla manifestazione crea un legame ideale tra la società civile delle diverse aree geografiche del paese, con un tratto comune: l´esercizio dei diritti dei cittadini e delle comunità locali di confrontarsi e di decidere sulle scelte di sviluppo. E´ un legame da estendere per costringere il potere politico, i governi a ristabilire un rapporto corretto con le istanze del territorio. E sono le parole espresse dal Vescovo di Noto, mons. Giuseppe Malandrino, a conclusione della manifestazione, che danno il senso del valore di questa protesta: �Fino a quando ci saranno persone così serie e responsabili, la speranza di far prevalere uno sviluppo globale e ambientale sostenibile non verrà mortificata�.
Una protesta colorata, composta, ma ricca di intensità. Accanto ai numerosi sindaci dei comuni dell´area del Tellaro, che si oppongono con le loro comunità al disegno delirante del governo regionale e dei petrolieri, molti amministratori delle città di Siracusa, Piazza Armerina, deputati regionali dei Verdi, dei DS, della Margherita, rappresentanti delle province regionali di Siracusa e Ragusa, il capogruppo dei Verdi alla Camera, sindacalisti, esponenti e aderenti delle categorie produttive, come l´Aiab, la Coldiretti, operatori turistici, proprietari di terreni che non hanno ceduto alle pressioni della Panther. Ma soprattutto tante associazioni non solo della zona, ma di altri comuni, come il comitato spontaneo delle mamme di Augusta, che vive nel triangolo industriale di Siracusa la spaventosa realtà dell´inquinamento industriale e delle gravissime patologie prodotte (patologie tumorali e malformazioni neonatali, con incidenze circa tre volte superiori alle percentuali medie). E ancora i gruppi del WWF, di Greenpeace, il comitato Xirumi libera, che si batte contro un nuovo insediamento americano in territorio di Lentini, la delegazione di Cittadinanza Libera di Acireale e di Mestre. E poi, studenti, anche giovanissimi, con i loro cartelli, fatti artigianalmente, contro le trivellazioni per un futuro ecosostenibile, l´inviata di radio base popolare di Venezia, Silvia Manderino, che ha trasmesso in diretta lo svolgersi della manifestazione, e un testimonial appassionato e impegnato nella battaglia come il musicista Roy Paci.
Tanti cittadini presenti che non accettano di essere sudditi e di vedere compromesso, per le logiche affaristiche di una consorteria politico-imprenditoriale, uno sviluppo sostenibile costruito faticosamente, fondato su produzioni agricole di qualità e sulla espansione e la valorizzazione turistica qualificata dell´immenso patrimonio paesaggistico, archeologico, delle oasi incontaminate ancora esistenti (come Cava Prainito, Cavagrande) o degli scenari degli iblei, con gli antichi carrubbi, gli ulivi, i muri a secco, le tracce delle civiltà rupestri. Un territorio di tre province (Siracusa, Ragusa, e i comuni iblei della provincia di Catania) che ha una forte identità ambientale e storica. Cinque comuni dell´area del Tellaro, (Noto, Modica, Ragusa, Caltagirone, Palazzolo), sono stati dichiarati patrimonio dell´umanità dall´Unesco, per la straordinaria ricchezza di esempi di arte e architettura tardo barocca e il loro territorio, con le sue numerose bellezze e peculiarità, è parte integrante di un patrimonio indivisibile.
E´ una richiesta unica, indomabile, che proviene dalla manifestazione di sabato scorso: la revoca immediata della concessione alla Panther. Ed è anche la consapevolezza di una democrazia violata dalle scelte sbagliate e prevaricatorie del governo regionale. E´ il diritto dei territori di essere artefici del loro destino, di essere parte attiva e non soccombente delle decisioni del potere politico ed economico. E´ il rifiuto di una logica volgare e autoritaria che antepone interessi illegittimi di lobbies all´interesse collettivo diffuso di intere comunità. E´ una battaglia che si collega, come elemento dinamico di una nuova democrazia, con le lotte di Val di Susa e di Vicenza. La presenza dei No Tav alla manifestazione crea un legame ideale tra la società civile delle diverse aree geografiche del paese, con un tratto comune: l´esercizio dei diritti dei cittadini e delle comunità locali di confrontarsi e di decidere sulle scelte di sviluppo. E´ un legame da estendere per costringere il potere politico, i governi a ristabilire un rapporto corretto con le istanze del territorio. E sono le parole espresse dal Vescovo di Noto, mons. Giuseppe Malandrino, a conclusione della manifestazione, che danno il senso del valore di questa protesta: �Fino a quando ci saranno persone così serie e responsabili, la speranza di far prevalere uno sviluppo globale e ambientale sostenibile non verrà mortificata�.
