IL PARLAMENTO SPIEGHI COSA FA L'ENEA A ROTONDELLA
di: Silvia Terribili - Olanda
di: Silvia Terribili - Olanda
COMUNICATO STAMPA
Apprendiamo da La Repubblica dell’8 ottobre 2007 che il pm della direzione distrettuale antimafia di Potenza, Francesco Basentini ha inviato dieci avvisi di garanzia a otto ex-direttori del Centro Enea di Rotondella (MT) e a due appartenenti alla ’ndrangheta.
L’accusa è:
Nei giorni scorsi il pm Basentini ha ordinato scavi a Pisticci (MT) dove si sospetta che siano stati sotterrati alcuni dei fusti di scorie radioattive affidate alla ‘ndrangheta. Nella stessa zona, quattro anni fa, i carabinieri trovarono sette fusti e si sospetta che possano fare parte dello stesso stock smaltito dai boss calabresi per conto dell’ENEA.
Stando alle affermazioni del pentito Francesco Fonti, i rifiuti proverrebbero anche da Svizzera, Francia, Germania e Stati Uniti e sarebbero stati stoccati in capannoni dell’ENEA stesso. Inoltre lo stesso Fonti ha affermato di aver ricevuto 800 milioni da Tommaso Candelieri (ex-direttore ENEA e attualmente tra i dieci indagati delal procura di Potenza). Sempre secondo il pentito : « lo stato pagava la ‘ndrangheta per smaltire i rifiuti tossici « e « l’operazione consisteva nello smaltimento di mille fusti ed era stata commissionata dal responsabile dell’ENEA di Rotondella, l’ingegner Candelieri. » Tali fusti (provenienti dalla centrale nucleare di Garigliano - dismessa dovo breve vita per inefficienza e guasti) contenenti fanghi di plutonio , erano stati trasportati a Livorno e da lì imbarcati su due pescherecci con destinazione Somalia.
Al di là delle indagini specifiche in corso presso la procura di Potenza per le quali bisognerà attendere gli esiti, riteniamo che la problematica sollevata sia estremamente scottante e di portata europea (anzi globale), per cui chiediamo con urgenza ai membri del Parlamento italiano ed europeo di dare immediatamente vita a un’indagine sulla gestione dell’ENEA di Rotondella e più in generale sul funzionamento dell’ENEA a livello nazionale, che dovrebbe occuparsi di energie rinnovabili e che invece, stando alle gravissime accuse, utilizzerebbe denaro pubblico per affidare la gestione di rifiuti nucleari a organizzazioni criminali.
Ci chiediamo inoltre come si possa solo prospettare un ritorno al nucleare in Italia, quando non esiste alcuna forma di trasparenza sulla gestione del passato inglorioso delle centrali nucleari italiane e europee.
Ci chiediamo infine perché soltanto in Italia non decolli il solare fotovoltaico, l’eolico e l’energia da maree e moto ondoso. Chiediamo all’ENEA di giustificare perché in Italia manchino investimenti volti a incoraggiare la produzione industriale di pale eoliche o del minieolico, turbine mareomotrici, fabbriche per la raffinazione di silicio e impianti per il compostaggio dei rifiuti organici e la trasformazione ecocompatibile in biogas.
www.idvestero.org
Apprendiamo da La Repubblica dell’8 ottobre 2007 che il pm della direzione distrettuale antimafia di Potenza, Francesco Basentini ha inviato dieci avvisi di garanzia a otto ex-direttori del Centro Enea di Rotondella (MT) e a due appartenenti alla ’ndrangheta.
L’accusa è:
- Produzione clandestina di plutonio
- Traffico di sostanze radioattive
- Violazione del regolamento per la custodia di materiali e scorie nucleari
Nei giorni scorsi il pm Basentini ha ordinato scavi a Pisticci (MT) dove si sospetta che siano stati sotterrati alcuni dei fusti di scorie radioattive affidate alla ‘ndrangheta. Nella stessa zona, quattro anni fa, i carabinieri trovarono sette fusti e si sospetta che possano fare parte dello stesso stock smaltito dai boss calabresi per conto dell’ENEA.
Stando alle affermazioni del pentito Francesco Fonti, i rifiuti proverrebbero anche da Svizzera, Francia, Germania e Stati Uniti e sarebbero stati stoccati in capannoni dell’ENEA stesso. Inoltre lo stesso Fonti ha affermato di aver ricevuto 800 milioni da Tommaso Candelieri (ex-direttore ENEA e attualmente tra i dieci indagati delal procura di Potenza). Sempre secondo il pentito : « lo stato pagava la ‘ndrangheta per smaltire i rifiuti tossici « e « l’operazione consisteva nello smaltimento di mille fusti ed era stata commissionata dal responsabile dell’ENEA di Rotondella, l’ingegner Candelieri. » Tali fusti (provenienti dalla centrale nucleare di Garigliano - dismessa dovo breve vita per inefficienza e guasti) contenenti fanghi di plutonio , erano stati trasportati a Livorno e da lì imbarcati su due pescherecci con destinazione Somalia.
Al di là delle indagini specifiche in corso presso la procura di Potenza per le quali bisognerà attendere gli esiti, riteniamo che la problematica sollevata sia estremamente scottante e di portata europea (anzi globale), per cui chiediamo con urgenza ai membri del Parlamento italiano ed europeo di dare immediatamente vita a un’indagine sulla gestione dell’ENEA di Rotondella e più in generale sul funzionamento dell’ENEA a livello nazionale, che dovrebbe occuparsi di energie rinnovabili e che invece, stando alle gravissime accuse, utilizzerebbe denaro pubblico per affidare la gestione di rifiuti nucleari a organizzazioni criminali.
Ci chiediamo inoltre come si possa solo prospettare un ritorno al nucleare in Italia, quando non esiste alcuna forma di trasparenza sulla gestione del passato inglorioso delle centrali nucleari italiane e europee.
Ci chiediamo infine perché soltanto in Italia non decolli il solare fotovoltaico, l’eolico e l’energia da maree e moto ondoso. Chiediamo all’ENEA di giustificare perché in Italia manchino investimenti volti a incoraggiare la produzione industriale di pale eoliche o del minieolico, turbine mareomotrici, fabbriche per la raffinazione di silicio e impianti per il compostaggio dei rifiuti organici e la trasformazione ecocompatibile in biogas.
www.idvestero.org
