Cuffaro: "Sì alle trivelle". ALLARME VAL DI NOTO
di: Saro Patanè
di: Saro Patanè
La giunta di quel "sospettato mafioso" di Totò Cuffaro (nella persona dell'assessore all'Industria Marina Noè) ha autorizzato una società americana a fare ricerche petrolifere sottoterra, forte di una mossa del Tar che ha annullato la precedente proposta di sospensione del rilascio delle autorizzazioni (proposta annullata per un paradosso giudiziario: non recava la firma dell'assessore che aveva rilasciato "motu proprio" i permessi...).
Il rischio che si corre è, oltre quello - gravissimo - ambientale, con l'inquinamento delle falde acquifere vitali per i contadini, nonché l'alto rischio incendi (il Wwf ha chiesto ufficialmente al ministro la revoca delle autorizzazioni perché prive di Valutazione di impatto ambientale e Valutazione di incidenza), la minaccia di devastazione culturale: i monumenti rischiano di tremare. E rischiano molto seriamente: non è più la terra di sua spontanea volontà a minacciare meraviglie come la cattedrale - come avvenne disgraziatamente anni fa - ma le enormi trivelle autorizzate da Totò! E dire che l'UNESCO per concedere alla zona il riconoscimento (ai siti culturali) di patrimonio dell'umanità ha chiesto come condizione imprescindibile un "piano di gestione" che vincoli il territorio e il suo sviluppo a "un uso compatibile e sostenibile", laddove la bocciata - ahinoi! - proposta di sospensione del rilascio delle autorizzazioni parlava esplicitamente di un "alto rischio", con "i progetti di prospezione, ricerca e sfruttamento degli idrocarburi" che "possono arrecare danni irreversibili".
C'e il sito www.notriv.it creato dal comitato popolare "No-Triv" (per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas-petrolifere in Sicilia), comitato che ha già manifestato il 17 marzo e che prova a far rumore: tramite il sito è possibile firmare una petizione online (se volete andare direttamente alla petizione:
www.petitiononline.com/sicily): firmate!, per la Sicilia e per il diritto alla salute e alla bellezza che abbiamo tutti, contro i 'chissenefrega' promossi dalle facili montagne di banconote.
Il rischio che si corre è, oltre quello - gravissimo - ambientale, con l'inquinamento delle falde acquifere vitali per i contadini, nonché l'alto rischio incendi (il Wwf ha chiesto ufficialmente al ministro la revoca delle autorizzazioni perché prive di Valutazione di impatto ambientale e Valutazione di incidenza), la minaccia di devastazione culturale: i monumenti rischiano di tremare. E rischiano molto seriamente: non è più la terra di sua spontanea volontà a minacciare meraviglie come la cattedrale - come avvenne disgraziatamente anni fa - ma le enormi trivelle autorizzate da Totò! E dire che l'UNESCO per concedere alla zona il riconoscimento (ai siti culturali) di patrimonio dell'umanità ha chiesto come condizione imprescindibile un "piano di gestione" che vincoli il territorio e il suo sviluppo a "un uso compatibile e sostenibile", laddove la bocciata - ahinoi! - proposta di sospensione del rilascio delle autorizzazioni parlava esplicitamente di un "alto rischio", con "i progetti di prospezione, ricerca e sfruttamento degli idrocarburi" che "possono arrecare danni irreversibili".
C'e il sito www.notriv.it creato dal comitato popolare "No-Triv" (per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas-petrolifere in Sicilia), comitato che ha già manifestato il 17 marzo e che prova a far rumore: tramite il sito è possibile firmare una petizione online (se volete andare direttamente alla petizione:
www.petitiononline.com/sicily): firmate!, per la Sicilia e per il diritto alla salute e alla bellezza che abbiamo tutti, contro i 'chissenefrega' promossi dalle facili montagne di banconote.
