IL VAL DI NOTO E LA BALLATA AI PETROLIERI
di: Silvia Manderino, Mestre
di: Silvia Manderino, Mestre
Se Liberacittadinanza sta diventando, come io credo, un punto di riferimento molto importante anche per tutti coloro che da ogni angolo del nostro Paese stanno lottando per la tutela dei fondamentali diritti alla vita, alla salute, all´ambiente, io credo che uno spazio meriti di averlo anche la battaglia dei cittadini del Val di Noto, stupenda zona collinare della provincia di Siracusa che per il suo barocco, famoso nel mondo, nel 2003, con le sue città di Noto, Modica, Ragusa e Caltagirone, è entrata a pieno titolo nella lista dell´Unesco tra i luoghi del pianeta considerati Patrimonio dell´Umanità.
E allora vi voglio raccontare questa storia, perchè è la storia dei suoi abitanti, è la storia di un combattivo gruppo di cittadini che si è associato è ha costituito il «Comitato contro le trivellazioni» e che da solo, con i pochi mezzi a disposizione, ha creato una delle più significative proteste popolari che la Sicilia ricordi negli ultimi anni. Protesta che culminerà il prossimo 17 marzo a Noto con una manifestazione nazionale a cui hanno aderito decine e decine di associazioni e formazioni politiche di tutta Italia. Come Vicenza, come Val di Susa, come Aviano (e come altre, molte, realtà che hanno bisogno di essere conosciute e fatte conoscere), anche in Val di Noto hanno a che fare con soggetti che per interessi economici e di occupazione del territorio, hanno deciso di cambiare la faccia alla valle.
Questi soggetti hanno i seguenti nomi: Eni, Edison, Sarcis (per quanto riguarda il lato italiano) e Panther Resources Corporation-Panther Eureka. Si tratta delle quattro società, l´ultima delle quali americana del Texas, che grazie ad una semplice e burocratica «istanza di permesso» presentata alla Regione Sicilia, nel 2004 hanno ottenuto dall´allora assessore all´Industria l´autorizzazione a trivellare tutta la zona del Val di Noto nonchè alcune zone delle province di Ragusa e Catania. Alla ricerca di idrocarburi gassosi e liquidi. Petrolio.
Petrolio da succhiare alla terra siciliana per ottenere enormi guadagni; una terra che rischia di essere deturpata irrimediabilmente dalle perforazioni; una popolazione che rischia seriamente di trovarsi davanti agli occhi trivelle, condotte e stazioni al posto delle sue colline, delle sue terre coltivate, del suo ambiente naturale che ha reso fiorente l´agricoltura e il turismo locali. Senza contare a quali pregiudizi vanno incontro dal punto di vista della salute umana, della sopravvivenza di flora e fauna. I cittadini non hanno contato nulla in quella decisione, nessuno li ha consultati.
E così non hanno perso un minuto e si sono riuniti, creando nel 2005 il Comitato NOTRIV, che è ora alla testa del movimento ed ha il suo sito (www.notriv.it). Chiedono a gran voce - e intendono resistere un minuto di più, come a Vicenza - che vengano revocate le autorizzazioni concesse dalla Giunta di Totò Cuffaro alle quattro società petrolifere. Si sono mossi anche a livello giudiziale. Hanno al loro fianco anche amministratori locali, sindaci, assessori provinciali. Hanno fatto anche un film-documento uscito da poco in dvd, coprodotto dal «basso», cioè con il contributo di chiunque avesse a cuore la loro battaglia, un film che si chiama »Ballata ai petrolieri», opera della Malastradafilm, che racconta con le immagini e le voci dei cittadini protagonisti di questa lotta quello che sta accadendo in Val di Noto. E´ una terra che ha già pagato troppo in termini ambientali e di salute umana: è a pochi passi il noto Triangolo di Melilli-Priolo-Augusta, un territorio deturpato dalle industrie chimiche e una popolazione che le cronache raccontano avere troppi casi di malattie neoplastiche e di malformazioni dei nascituri.
La vicenda è arrivata in Parlamento con un´interpellanza del deputato Grazia Francescato del luglio scorso: si chiede espressamente ai Ministri dei beni culturali, dello sviluppo industriale e dell´ambiente di intervenire per far sospendere le trivellazioni.
La stessa Francescato sta ora raccogliendo le firme tra i parlamentari europei per presentare una petizione all´Unesco affinchè intervenga contro il pericolo delle trivellazioni gas-petrolifere.
E´ del 12 marzo, due giorni fa, un´interrogazione di Rita Borsellino al Presidente della Regione Sicilia.
La nostra terra è la vostra terra, ci dicono i cittadini del Val di Noto, della Sicilia.
Diamo loro una mano, diffondiamo le notizie su questa giusta battaglia.
La terra è nostra. Rispettiamola e sapremo rispettare noi stessi. E le generazioni future.
silviamande@libero.it
E allora vi voglio raccontare questa storia, perchè è la storia dei suoi abitanti, è la storia di un combattivo gruppo di cittadini che si è associato è ha costituito il «Comitato contro le trivellazioni» e che da solo, con i pochi mezzi a disposizione, ha creato una delle più significative proteste popolari che la Sicilia ricordi negli ultimi anni. Protesta che culminerà il prossimo 17 marzo a Noto con una manifestazione nazionale a cui hanno aderito decine e decine di associazioni e formazioni politiche di tutta Italia. Come Vicenza, come Val di Susa, come Aviano (e come altre, molte, realtà che hanno bisogno di essere conosciute e fatte conoscere), anche in Val di Noto hanno a che fare con soggetti che per interessi economici e di occupazione del territorio, hanno deciso di cambiare la faccia alla valle.
Questi soggetti hanno i seguenti nomi: Eni, Edison, Sarcis (per quanto riguarda il lato italiano) e Panther Resources Corporation-Panther Eureka. Si tratta delle quattro società, l´ultima delle quali americana del Texas, che grazie ad una semplice e burocratica «istanza di permesso» presentata alla Regione Sicilia, nel 2004 hanno ottenuto dall´allora assessore all´Industria l´autorizzazione a trivellare tutta la zona del Val di Noto nonchè alcune zone delle province di Ragusa e Catania. Alla ricerca di idrocarburi gassosi e liquidi. Petrolio.
Petrolio da succhiare alla terra siciliana per ottenere enormi guadagni; una terra che rischia di essere deturpata irrimediabilmente dalle perforazioni; una popolazione che rischia seriamente di trovarsi davanti agli occhi trivelle, condotte e stazioni al posto delle sue colline, delle sue terre coltivate, del suo ambiente naturale che ha reso fiorente l´agricoltura e il turismo locali. Senza contare a quali pregiudizi vanno incontro dal punto di vista della salute umana, della sopravvivenza di flora e fauna. I cittadini non hanno contato nulla in quella decisione, nessuno li ha consultati.
E così non hanno perso un minuto e si sono riuniti, creando nel 2005 il Comitato NOTRIV, che è ora alla testa del movimento ed ha il suo sito (www.notriv.it). Chiedono a gran voce - e intendono resistere un minuto di più, come a Vicenza - che vengano revocate le autorizzazioni concesse dalla Giunta di Totò Cuffaro alle quattro società petrolifere. Si sono mossi anche a livello giudiziale. Hanno al loro fianco anche amministratori locali, sindaci, assessori provinciali. Hanno fatto anche un film-documento uscito da poco in dvd, coprodotto dal «basso», cioè con il contributo di chiunque avesse a cuore la loro battaglia, un film che si chiama »Ballata ai petrolieri», opera della Malastradafilm, che racconta con le immagini e le voci dei cittadini protagonisti di questa lotta quello che sta accadendo in Val di Noto. E´ una terra che ha già pagato troppo in termini ambientali e di salute umana: è a pochi passi il noto Triangolo di Melilli-Priolo-Augusta, un territorio deturpato dalle industrie chimiche e una popolazione che le cronache raccontano avere troppi casi di malattie neoplastiche e di malformazioni dei nascituri.
La vicenda è arrivata in Parlamento con un´interpellanza del deputato Grazia Francescato del luglio scorso: si chiede espressamente ai Ministri dei beni culturali, dello sviluppo industriale e dell´ambiente di intervenire per far sospendere le trivellazioni.
La stessa Francescato sta ora raccogliendo le firme tra i parlamentari europei per presentare una petizione all´Unesco affinchè intervenga contro il pericolo delle trivellazioni gas-petrolifere.
E´ del 12 marzo, due giorni fa, un´interrogazione di Rita Borsellino al Presidente della Regione Sicilia.
La nostra terra è la vostra terra, ci dicono i cittadini del Val di Noto, della Sicilia.
Diamo loro una mano, diffondiamo le notizie su questa giusta battaglia.
La terra è nostra. Rispettiamola e sapremo rispettare noi stessi. E le generazioni future.
silviamande@libero.it
