UN COMMENTO SUL CONVEGNO SU "FREIBURG GENOVA 10/11/07"
di: Paolo Gastaldo - 11 novembre 2007
di: Paolo Gastaldo - 11 novembre 2007
L’Ordine degli Architetti della provincia di Genova ha organizzato in collaborazione con l’Associazione di Bioarchitettura «Archè Italia-sezione Liguria», il convegno «Freiburg: una città sostenibile a confronto».
Il convegno si e’tenuto a Genova, presso la sala Vespucci del Galata Museo del Mare, sabato 10 novembre 2007, dalle ore 9,00 alle ore 13,30.
L’iniziativa nasce da un viaggio a Freiburg, in Germania, svoltosi nel giugno scorso, organizzato da questo Ordine, cui hanno partecipato architetti iscritti a vari Ordini italiani e dirigenti e tecnici del Comune di Genova e della Regione Liguria.
CONSIDERAZIONI GENERALI
Apprezzando il «risveglio degli architetti « e ringraziandoli per questa iniziativa ,su temi d’interesse epocale come L’ENERGIA ed il fatto che questa categoria sembra muoversi finalmente con maggiore attenzione e sensibilità verso temi importanti quali la gestione degli ambienti urbani fa ben sperar... sul fatto che il disastro ambientale in cui si trova l’Italia . possa in qualche modo se non risolvere l’irrisolvibile, almeno trovi dei cronisti... dello sfacelo... per raccontarlo.
Qualcuno ha stimato che ogni giorno nel nostro paese vengono cementificati in media ben 15 ettari ,e che da analisi satellitari senza aumento d’abitanti, e’stato riscontrato che ad esempio il costruito nei dintorni di Bologna e’quasi raddoppiato, la dice lunga di quanto sia drammatica questa emergenza cemento che stà devastando il «bel paese « che presto non ci sarà più,... tombato da miliardi di tonnellate di cemento, centri commerciali , svincoli e strade parcheggi e ininterrotte sequenze di STORE e MARKET orrendi per… vendere!… rubinetti , piastrelle ,mobili, automobili .,cibo ..vestiario ..in una catarsi senza fine. …..L’ORRIBILE CONNURBAZIONE ..IL CONGLOMERATO SENZA FORMA!! … che è gentile definirlo CITTà DIFFUSA «
Infatti la pianura padana e già ’all 90% cementificata, stessa sorte hanno tutte le aree ex agricole pianeggianti e facilmente edificabili in tutte le altre regioni italiane ,senza distinzione se l’amministrazione era di destra o di sinistra .Il sud è già compromesso da 30anni d’abusivismo edilizo che ha distrutto centinaia di chilometri di coste e devastato territori , paesaggi e borghi del mezzogiorno, senza possibilità di cura, salvo il demolire decine di miliaia di costruzioini .
Chi pagherà il danno per questo scempio italiano ? NON SI Sà... forse le... generazioni future ….
Gli architetti italiani ..si sà perlopiù liberi professionisti , non inclini al martirio ,anche se eredi d’una grande tradizione e di una civiltà «latina «che ha saputo insegnare al mondo …fino al Rinascimento ,…nel 20° secolo sono stati nel design , nella moda , nel gusto,nel progettare interni prestigiosi e in qualche esempio d’architettura significante … ma hanno anche contribuito , assieme ai geometri e gli ingegneri, all’abbruttimento del paese da nord a sud , dal dopoguerra in poi . E nei primi anni del 2000 non si sono sentiti molto , (difficilmente….. vengono invitati da Bruno Vespa)..da qualche tempo c’è qualcosa, tardissimo... da vedere ..sulla Rai con discorsi sull’architettura e l’ambiente ..bontà loro!... che ci fanno vedere qualcosa...di notte ...! che... non è demenziale...
Negli anni 60 c’era una cultura critica che vide urbanisti schierarsi ed anche registi come Franceso Rosi che giro’«le mani sulla città «ambientato negli orrori edilizi della speculazione e di una città in mano a poteri mafiosi, la Palermo dei Ciancimino, anche a Genova fu girato un documentario che descriveva gli anni della speculazione edilizia ,si conio’il termine di Rapallizzazione che fini’sui vocabolari .
Da li’naque un’urbanistica critica ,che creo’legislativamente standard i più rigidi e regimi vincolistici che ancor oggi hanno saputo conservare almeno qui in Liguria tratti di territorio ma QUESTO COMUNQUE OGGI CON CARATTERI DI PROVVISORIETà. Tremonti ministro dell’economia ,quando fu facente funzioni , propose adrittura di vendere ai privati i tratti demaniali della costa italiana , per fortuna qualcuno forse del suo stesso schiarimento, lo fermo’..oggi critica il globalismo e il mercatismo … A livello locale si governada tempo se pur con licenze edilizie, in DEROGA AI PIANI REGOLATORI !
Nel conflitto all’italiana tra poteri regionali con quelli centrali, in un disastro incomprensibile d’un federalismo imperfetto, a farne le spese è stato il territorio e la pulsione ad uno sviluppo che nella cementificazione trovava di nuovo alimento .Allentatesi le maglie e l’attenzione degli intellettuali , della comunittà scientifica e degli urbanisti... si è consumato in questi anni il nuovo SACCO D’ITALIA ,che nel localismo più o meno legale, ha condizionato sindaci e comunità locali della bontà di questa terziarizzazione forzata ..che conveniva !..che era la strada per dare occupazione e chetare le spinte degli iprenditori... che senno’se andavano... e chissà dove...
qualcuno ha scritto anche un libro su una sorta di Italia » modello Outlet», come malattia nazionale nella diffusione della socializzazione omologata e stravolta da supermerket,... l’uomo anche egli stesso merce e consumatore ,ingranaggio inconsapevole di riproduzione di meccanismi produttivi e di scelte da cui e’escluso... .ma di cui non puo’farne a meno .
La questione territoriale e la sua difesa,... non si e’più incentrata sull ’azione di intelettuali come Pasolini che ad esempio definiva già negli anni 70 la pericolosità della società delle merci... , ma su comunità di base combattive e coriacee che in nome del » not in my garden» si opponevano alla Tav ,agli inceneritori ,ai rigassificatori ,e... al raddoppio della base Nato di Vicenza.
In questo federalismo imperfetto non e’stata fatta una mappatura nazionale dallo Stato, atta salvaguardare paesaggi, territori ,e campagne oltre alle aree attualmente parchi nazionali, affidando a livello decentrato queste funzioni di controllo... ,ne’ci sono state indicazioni nazionali , e/o modalità certe sul come progettare i « conglomerati» primadescritti, su norme estetiche, tipologiche,ecologiche cosi’,il risultato della nuova ediliza commerciale e industriale con le caratteristiche primadescritte, anche se nuova... era già vecchia e inadeguata ai criteri di sostenibilità più avanzati,... portando, traffico ed incidenti stradali, dove prima non si verificavano.
L’Italia negli ultimi anni, In questa emergenza turbolenta, tra guerre , sussulti di riforma del sistema ma senza direzioni certe, l’energia rinnovabile è stata posticipata,…messa nel cassetto... per tornare attuale con le crepe che si stanno presentando sempre più fitte nel sistema vantato ed acclamato che ha dominato dal 1995 ad oggi, nella mistica delle privatizzazioni e nella convinzione che la globalizzazione fosse un’opportunità ,che il mercato si sarebbe regolato da se’, ma con invece il petrolio che stà raggiungendo traguardi mai raggiunti e ci stà riportando alla realtà.
IL CONVEGNO
Al convegno si è avuto quindi modo di constatare e di sentire dalla voce del relatore tedesco che ha illustrato compiutamente le linee urbanistiche ed ecologiche della città di Friburgo, la distanza siderale che separa oggi in Italia l’approccio alla questione territoriale ,ambientale ed urbanistica da modelli come quelli indicati nell’esposizione ascoltata e vista con immagine proiettate da computer .
Si evidenzia oltre che l’approccio doveroso a criteri bioclimatici ed ecologici nella nuova edilizia con l’impiego di energie rinnovabili,anche una filosofia divergente rispetto alla nostra, sulla concezione del traffico e della mobilità urbana, nell’idea che costruire nuove strade significa semplicemente incrementare il moto veicolare, quindi una scelta volta alla progressiva pedonalizzazione del centro urbano servito da mezzi pubblici e anche biciclette .
Interessante e’anche la visione legata alla crescita edile da non considerarsi come espansione al di fuori del perimetro urbano ma adattata alla ricostruzione di palazzine a pochi piani ad esempio a sostituire vecchie costruzioni monofamiliari , privilegiando un edilizia a basso impatto ambientale ove sia meglio gestibile l’inserimento delle tecnologie per il risparmio energetico .
Gli insegnamenti che potremmo trarre pensando alla nostra città...
Genova caoticamente assediata dal traffico e da una conformazione lineare policentrica e schiacciata dalle coline è un utile stimolo di metodo anche se questa morfologia difficile, richiede per le variabili che influiscono sul nostro territorio, riflessioni anche su un ripensamento di comparti logistici sempre più inadeguati ,come il passante autostradale che collega il ponente al levante che và ad interfacciarsi con la portualità locale e conseguente movimentazione dei container che avviene quasi tutta su gomma, intasando spesso strade ed autostrade che da Sampierdarena collegano sia la Milano/ Serravalle che la Voltri /Ovada.
Soluzioni che quindi ed inevitabilmente dovranno prevedere il terzo valico e/o una bretella autostradale, scelte obbligate ma che incontrano resistenze delle comunità locali.
Inoltre v’è da riscontrare un po’la tendenza da parte dell’amministrazione comunale sia la precedente che l’attuale , ad affidare a grandi Guru come Renzo Piano la soluzione delle questioni urbanistiche cittadine ,coinvolgendo poco le comunità locali ,i quartieri e le associazioni dei cittadini , questa mancanza di «concertazione « porta a scelte spesso non condivise dalla base che reclama invece più visibilità e di poter decidere sulle scelte della cità in cui vive .Auspicabile quindi arrivare come a Friburgo a forme di progettazione partecipata e far lavorare gli architetti di base collegati al territorio e ai quartieri invece che chiamare i grandi demiurghi che fanno audience ma spesso sono fonti di polemiche da parte dei cittadini.
E le questioni a Genova sono gigantesche dal water front e l»affresco «di Piano che non ha convinto molti, fino al recupero dell’area di Cornigliano di cui nulla si sà della sua sorte futura .Non si evince il modello di città da perseguire , se continuare sulla strada tracciata dall ’»acquario « e da musei come il Galata ,quindi una metropoli leggera ,…’con vocazione turistica .nautica , commerciale e finanziaria ,una sorta di Dubay dell’» alto tirreno» ,o solo il retrovia di un porto che ambisce ad avere 10miloni di teus all’anno in concorrenza con Amburgo e Rotterdam .
Idea interessante sarebbe appunto seguire un profilo industriale che conservasse le valenze attuali ma con un occhio volto ad un modello d’approccio abitativo e d’immagine soft ,e votato all’affermarsi d’un Genoa way life…per la contiguità di un ambiente collinare e costiero di grande pregio ad offrire qualità della vita ,anche per attirare immigrazioni qualificate ed investimenti ,con ricadute sull’occupazione.Sarebbe quindi utilissimo che l’Ordine Architetti entrasse con i suoi iscritti con proposte e favorisse idee e scambi con le comunità dei cittadini genovesi , verso un modello Friburgo da applicarsi alla realtà di Genova ,città forse più complessa di quella tedesca.E’necessario che gli architetti di base…recuperino la propria «mission»…scientifica e propositiva sul sociale …e l’immaginzione della… CITTA’ FUTURA»..su temi sempre più attuali una categoria che dovrebbe contare di più alla formazione delle scelte e al governo del territorio diventatndo ponte,interprete e ed interlocutore dei cittadini delle loro esigenze da far democraticamente valere sullle scelte delle amministrazioni elette ,per ottenere UNA MIGLIORE E CONDIVISA QUALITà DELLA VITA URBANA E TERRITORIALE.
E... cio’non toglie che per l’energia la scelta «solare «ed eolica».. per la nostra città sia quanto mai urgente …
Su questi temi si sono succeduti vari interventi degli amministratori tra cui Sciortino della provincia che parlava della necessità di intervenire sulle proprietà provinciali tra cui numerose scuole pubbliche ,e chi incentrava l’approccio ad un quadro di norme circa la conformità energetica dei fabbricati in rapporto al costo di metano impiegato ad esempio al loro riscaldamento che pone molti edifici di Genova in «zona nera « con consumi energetici pari a città scandinave «su utili libretti di gestione energetica dei caseggiati «,
.E’chiaro che la conformità energetica su edifici anni 50 o molto più antichi , di pessima edilizia ,scarsità di coibentazione , serramenti obsoleti , caldaie condominiali non a norme con termostati malfunzionanti, sono un problema ,ma questa scelta và a scontrarsi con gli alti costi che i condomini dovrebbero sostenere per adeguare «edifici vecchi» …anche se hanno solo 60anni di vita ,che per loro caratteristiche sarebbe costosissimo riqualificare esponendo condomini poveri e dalle scarse pensioni , «al…. suicidio o alla crisi» .
Anche molti architetti presenti al dibattito che non sono intervenuti ma esprimevano opinioni libere su questo tema «privatamente» , rilevavano un certo linguaggio burocratese ,che favorirebbe molto i venditori di calderine domestiche e altre di tipo condominiale , fattori che sarebbero parzialmente ovviabili con un migliore e corretto uso di termostati adeguati a regolare l’apporto di calore in ragione delle temperature esterne a Genova… spesso per cause « meditteranee «.. molto elevate se rapportate con impianti tarati irregolarmente che continuano a produrre calore come se fuori… ci fosse …la neve .
.Fattore questo che non mettendo in discussione questioni legate alla sicurezza di impianti domestici spesso causa di incidenti per loro vetustà ,consiglia di evitare se mai di imporre di legge l’obbligo a costi elevati … che ad esempio nella coibentazione di tetti , di pareti perimetrali ,nella sostituzione di serramenti… costituirebbe un salasso devastante a carico delle già martoriate finanze delle famiglie italiane e genovesi ,suggerendo un approccio se mai non vessatorio , ma basato ad esempio sulla sostituzione delle lampade con altre a basso consumo anche per l’illuminazione urbana e pubblicitaria e interventi sulla sostituzione dei termostati per una più corretta regolazione termica… come scelta doverosa ed auspicabile .Invece predispore un regolamento regionle e comunale che tutte le concessioni edilizie per ristrutturazioni totali di fabbricati e costruzioni aex novo dovrenno dotarsi di tutti requisiti bioclimatici previsti dalle nuove tecnologie .
Non è emerso del tutto quindi il criterio su quali siano le priorità oggi della risposta da darsi alla questione energetica , sempre più drammatica tra effetto serra e gli alti costi del petrolio a 100$ al barile ,
ne’di come agire a parte le prima citate considerazioni «su utili libretti di gestione energetica dei caseggiati «, ma tra le conversazioni di «corridoio tra architetti che non hanno parlato in pubblico’… affiorava concorde l’emergenza la cui risposta non e’più la dissertazione sulla bontà o meno del pannello fotovoltaico, di cui se ne ha menzione già da almeno un ventina d’anni , ma dell’agire , rilevando che uno degli aspetti più dannosi oggi in Italia e’proprio il dire tutto e il contrario di tutto ,e di come in ambito ambientalista sussistano anche «atteggiamenti talebani « di chi vorrebbe tutto,... ma non vorrebbe nulla, con particolare riferimento a chi ad esempio ha contestato anche l’inserimento appenninico dei generatori eolici… perché fattori d’impatto ambientale…
Il FOTOVOLTAICO
è stato riconosciuto da molti partecipanti il sistema più facilmente attuabile già qui a Genova e in Liguria , è il fotovoltaico di facilissima installazione su ogni tetto sia spiovente che piano basta un collegamento elettrico o alla rete e contatore per portare in detrazione la quantità d’energia prodotta,… o l’inserimento d’accomulatori nei fondi dei caseggiati da usarsi ad esempio per illuminare gli spazi condominiali .
MA ANCHE QUI RESTANO DUBBI E LACUNE SUL COME AGIRE… E PER 2 CONSIDERAZIONI :-
A) I COSTI DEI PANNELLI FOTOVOLTAICI DI PRODUZIONE EUROPEA E FORSE... NAZIONALE ANCORA TROPPO ELEVATI, GIA' SUL WEB SI TROVANO PANNELLI FOTOVOLTAICI CINESI MAGARI NON OMOLOGATI A 80/100 ¤ X MQ , e cio’è spiegabile per I COSTI BASSISIMI E BEN NOTI DELLA MANO D’OPERA CINESE e in Europa e in Italia alti costi, invece per l’assenza o l’insufficienza di domanda ,che un’azione GOVERNATIVA a far muovere il mercato risolverebbe ,( come avvenuto su tutte le produzioni d’elettrodomestici , telefonini compresi che oggi sono alla portata di tutti ) B) IL VIZIO BUROCRATESE ITALIANO CHE TENDE A COMPLICARE QUASIASI AUTORIZZAZIONE RENDENDO COSTOSSIMA LA CERTIFICAZIONE E L’INSTALLAZIONE CHE SENZA PARAMETRI, VEDREBBE SPINTE SPECULATIVE DA PARTE DEGLI ELETRICISTI ED INSTALLATORI ,CON ANCHE I COSTI DI TECNICI EDILI, GEOMETRI INGEGNERI ED ARCHITETTI CHE PER LA POSA DI MQ 6 DI FOTOVOLTAICO SU UN TETTO , POTREBBERO CHIEDERE PARCELLE ESORBITANTI ANCHE QUI CON FUGHE SPECULATIVE …che causerebbero salassi devastanti a danno dei primacitati soggetti poveri che a livello condominiale, verrebbero coinvolti in spese gonfiate da amministratori di pochi scrupoli , come spesso avviene ed è di prassi in tutte le città italiane .
Con considerazioni su legare la questione energetica anche alla soluzione di più generali questioni di rilancio produttivo del paese segnato dalla concorrenza concentrica e globalizzata di Cina e d India ,della necessità di « non piangersi addosso» ma d’agire ,il convegno si e’chiuso con constatazioni che l’istituto italiano di tecnologie con sede a Genova ,potrebbe proprio sui temi delle rinnovabili e di tutte le tecnologie ad esse collegate costituire un volano per incrementare la ricerca in tal senso .
MA RESTA LA NECESSITà DELL’AGIRE ,GIA’ A PARTIRE DALLA LIGURIA
Osservazioni che possono essere rivolte ai politici di converso da girare al governo in carica circa le priorità da adottarsi senza più l’alibi di una ricerca che c’è già,che in Italia col sole che abbiamo si e’aspettato toppo ad aplicarla e che si tratta solo d’operare sul territorio in un quadro adeguato di leggi regionali e nazionali ,ci sono 2 livelli :
1° IL LIVELLO PUBBLICO NELLA GESTIONE DELLE RINNOVABILI
L’EOLICO E FOTOVOLTAICO NEL PUBBLICO
VARESE LIGURE E’UN ESEMPIO VALIDO D’EOLICO D’APENNINO e le torri funzionano benissimo ,contribuiscono al bilancio energetico di vari paesi limitrofi e sono una realtà da imitare CHE IN QUESTO CASO COINVOLGEREBBE DIRETTAMENTE I PICCOLI COMUNI .
In Liguria sarebbe opportuna la mappatura del vento e dei crinali più idonei all’installazione dei sistemi .L’approccio alle comunità rurali potrebbe portare anche all’inserimento massiccio dei pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua pubblica tipo piscine comunali .
Per Genova e provincia i crinali appenninici di cornice alla città potrebbero essere validamente impiegati con opportuni studi di fattibilità garantendo un notevole contributo considerando che l’eolico e’efficiente dai 700/mt a quote anche maggiori . La diga foranea portuale potrebbe anch’essa essere oggetto d’intevento con adeguati inserimenti d’eolico che anche se meno efficaci di quelli appenninici costituirebbero un valido apporto .
Tutti gli edifici pubblici scuole , uffici ,stazioni fs ,porto ed aeroporto potrebbero usare convenientemente il fotovoltaico .
Le biomasse
Ricerche ed adattamenti potrebbero consentire d’esplorare la ricerca dell’utilizzo di biomasse dai grandi depuratori oggi in uso in città con bio gas, impiegabile in produzioni energetiche .
2° IL LIVELLO PRIVATO NELLA GESTIONE DELLE RINNOVABILI
Il fotovoltaico privato e condominiale
Come già ai punti A e B vi sono le difficoltà prima descritte , ma superate le variabili dei costi oggi molto/forse/ troppo alti , ai sensi della crisi che attraversa il paese, famiglie indebitate con salari e pensioni inadeguate oltre ai condomini di città il fotovoltaico con anche ,il solare termico più adatto per piccoli fabbricati , potrebbe essere adotttato da tutte le abitazioni monofamiliari ,rurali ed agricole dell’entroterra ,ed anche installazioni ,industriali c’è un grande interesse della gente che ha capito senz’altro questa prospettiva e la acoglierebbe anche se con qualche sacrificio ma ci vorrebe una politica autorevole e convinta ad andare avanti sull’informazione e la ricerca approfondita sulle rese ed un piano nazionale o anche locale su scala regionale a far iniziare l’esperimento .
L’emergenza c’è ma anche il baillamme d’una politica conflittuale e contradditoria.la dice lunga sulla babele che è Roma oggi. Tutto è confuso con anche il prosieguo di questo governo imperfetto ma che ha fatto almeno emergere qualche segno di vitalità democratica che col precedente pareva assopita ,ieri a Roma c’è stata una grande manifestazione dei Verdi giustamente contro il nucleare di Casini , quindi ci sono gli ingredienti affiché si muova qualcosa .
Pe rirsolvere il problema ci vorrebbe una legge dello stato che obbligasse tutti i fabbricati italiani a dotarsi entro ..il…….. di pannelli fotovoltaici ,questo solleverebbe polemiche ,ma con adeguati supporti statali ,concorrenza nell’acquisto dei panneli solari e costi trasparenti per l’installazione e del disbrigo delle pratiche da semplificarsi ,inizierebbe un corso virtuoso che smuoverebbe il paese facendolo risvegliare dal letargo e da questa fase che sembre implodere solo nella depressione/ frustrazione collettiva,E NEL PIANGERE SULLA Cina FABBRICA DEL MONDO e sull’India OFFICINA INFORMATICA DEL MONDO ,ridando speranza , fiducia ed impulso al nostro PIL e all’occupazione che questo investimento collettivo del paese implicherebbe e l’Italia con un impiego cosi’massiccio di queste tecnologie si porrebbe all’avanguardia, aquisendo know ow e tecnologia esportabile e spendibile.
Gli Italiani ci starebbero ..ma a patto d’averne dei vantagg,i tariffe elettriche e del gas più basse ,ma soprattutto la percezione di partecipare ad un grande progetto colletivo per far ripartire il paese ..sarebbe come se il 21° secolo fosse iniziato davvero…. LA SOLUZIONE ITALIANA STà NEL SALVGUARDARE CIO’CHE RESTA DEL PAESAGGIO VERSO «ECONOMIE DI NICCHIA» PROVINCIALI E LOCALI ,E DALL’ALTRO LATO L’IMPLEMENTAZIONE DI ALTE TECNOLOGIE CHE RENDANO COMPETITIVO IL PAESE NELLA SFIDA DI QUESTO.. 21° SECOLO.
www.ilsognochecontinua.it
L’iniziativa nasce da un viaggio a Freiburg, in Germania, svoltosi nel giugno scorso, organizzato da questo Ordine, cui hanno partecipato architetti iscritti a vari Ordini italiani e dirigenti e tecnici del Comune di Genova e della Regione Liguria.
CONSIDERAZIONI GENERALI
Apprezzando il «risveglio degli architetti « e ringraziandoli per questa iniziativa ,su temi d’interesse epocale come L’ENERGIA ed il fatto che questa categoria sembra muoversi finalmente con maggiore attenzione e sensibilità verso temi importanti quali la gestione degli ambienti urbani fa ben sperar... sul fatto che il disastro ambientale in cui si trova l’Italia . possa in qualche modo se non risolvere l’irrisolvibile, almeno trovi dei cronisti... dello sfacelo... per raccontarlo.
Qualcuno ha stimato che ogni giorno nel nostro paese vengono cementificati in media ben 15 ettari ,e che da analisi satellitari senza aumento d’abitanti, e’stato riscontrato che ad esempio il costruito nei dintorni di Bologna e’quasi raddoppiato, la dice lunga di quanto sia drammatica questa emergenza cemento che stà devastando il «bel paese « che presto non ci sarà più,... tombato da miliardi di tonnellate di cemento, centri commerciali , svincoli e strade parcheggi e ininterrotte sequenze di STORE e MARKET orrendi per… vendere!… rubinetti , piastrelle ,mobili, automobili .,cibo ..vestiario ..in una catarsi senza fine. …..L’ORRIBILE CONNURBAZIONE ..IL CONGLOMERATO SENZA FORMA!! … che è gentile definirlo CITTà DIFFUSA «
Infatti la pianura padana e già ’all 90% cementificata, stessa sorte hanno tutte le aree ex agricole pianeggianti e facilmente edificabili in tutte le altre regioni italiane ,senza distinzione se l’amministrazione era di destra o di sinistra .Il sud è già compromesso da 30anni d’abusivismo edilizo che ha distrutto centinaia di chilometri di coste e devastato territori , paesaggi e borghi del mezzogiorno, senza possibilità di cura, salvo il demolire decine di miliaia di costruzioini .
Chi pagherà il danno per questo scempio italiano ? NON SI Sà... forse le... generazioni future ….
Gli architetti italiani ..si sà perlopiù liberi professionisti , non inclini al martirio ,anche se eredi d’una grande tradizione e di una civiltà «latina «che ha saputo insegnare al mondo …fino al Rinascimento ,…nel 20° secolo sono stati nel design , nella moda , nel gusto,nel progettare interni prestigiosi e in qualche esempio d’architettura significante … ma hanno anche contribuito , assieme ai geometri e gli ingegneri, all’abbruttimento del paese da nord a sud , dal dopoguerra in poi . E nei primi anni del 2000 non si sono sentiti molto , (difficilmente….. vengono invitati da Bruno Vespa)..da qualche tempo c’è qualcosa, tardissimo... da vedere ..sulla Rai con discorsi sull’architettura e l’ambiente ..bontà loro!... che ci fanno vedere qualcosa...di notte ...! che... non è demenziale...
Negli anni 60 c’era una cultura critica che vide urbanisti schierarsi ed anche registi come Franceso Rosi che giro’«le mani sulla città «ambientato negli orrori edilizi della speculazione e di una città in mano a poteri mafiosi, la Palermo dei Ciancimino, anche a Genova fu girato un documentario che descriveva gli anni della speculazione edilizia ,si conio’il termine di Rapallizzazione che fini’sui vocabolari .
Da li’naque un’urbanistica critica ,che creo’legislativamente standard i più rigidi e regimi vincolistici che ancor oggi hanno saputo conservare almeno qui in Liguria tratti di territorio ma QUESTO COMUNQUE OGGI CON CARATTERI DI PROVVISORIETà. Tremonti ministro dell’economia ,quando fu facente funzioni , propose adrittura di vendere ai privati i tratti demaniali della costa italiana , per fortuna qualcuno forse del suo stesso schiarimento, lo fermo’..oggi critica il globalismo e il mercatismo … A livello locale si governada tempo se pur con licenze edilizie, in DEROGA AI PIANI REGOLATORI !
Nel conflitto all’italiana tra poteri regionali con quelli centrali, in un disastro incomprensibile d’un federalismo imperfetto, a farne le spese è stato il territorio e la pulsione ad uno sviluppo che nella cementificazione trovava di nuovo alimento .Allentatesi le maglie e l’attenzione degli intellettuali , della comunittà scientifica e degli urbanisti... si è consumato in questi anni il nuovo SACCO D’ITALIA ,che nel localismo più o meno legale, ha condizionato sindaci e comunità locali della bontà di questa terziarizzazione forzata ..che conveniva !..che era la strada per dare occupazione e chetare le spinte degli iprenditori... che senno’se andavano... e chissà dove...
qualcuno ha scritto anche un libro su una sorta di Italia » modello Outlet», come malattia nazionale nella diffusione della socializzazione omologata e stravolta da supermerket,... l’uomo anche egli stesso merce e consumatore ,ingranaggio inconsapevole di riproduzione di meccanismi produttivi e di scelte da cui e’escluso... .ma di cui non puo’farne a meno .
La questione territoriale e la sua difesa,... non si e’più incentrata sull ’azione di intelettuali come Pasolini che ad esempio definiva già negli anni 70 la pericolosità della società delle merci... , ma su comunità di base combattive e coriacee che in nome del » not in my garden» si opponevano alla Tav ,agli inceneritori ,ai rigassificatori ,e... al raddoppio della base Nato di Vicenza.
In questo federalismo imperfetto non e’stata fatta una mappatura nazionale dallo Stato, atta salvaguardare paesaggi, territori ,e campagne oltre alle aree attualmente parchi nazionali, affidando a livello decentrato queste funzioni di controllo... ,ne’ci sono state indicazioni nazionali , e/o modalità certe sul come progettare i « conglomerati» primadescritti, su norme estetiche, tipologiche,ecologiche cosi’,il risultato della nuova ediliza commerciale e industriale con le caratteristiche primadescritte, anche se nuova... era già vecchia e inadeguata ai criteri di sostenibilità più avanzati,... portando, traffico ed incidenti stradali, dove prima non si verificavano.
L’Italia negli ultimi anni, In questa emergenza turbolenta, tra guerre , sussulti di riforma del sistema ma senza direzioni certe, l’energia rinnovabile è stata posticipata,…messa nel cassetto... per tornare attuale con le crepe che si stanno presentando sempre più fitte nel sistema vantato ed acclamato che ha dominato dal 1995 ad oggi, nella mistica delle privatizzazioni e nella convinzione che la globalizzazione fosse un’opportunità ,che il mercato si sarebbe regolato da se’, ma con invece il petrolio che stà raggiungendo traguardi mai raggiunti e ci stà riportando alla realtà.
IL CONVEGNO
Al convegno si è avuto quindi modo di constatare e di sentire dalla voce del relatore tedesco che ha illustrato compiutamente le linee urbanistiche ed ecologiche della città di Friburgo, la distanza siderale che separa oggi in Italia l’approccio alla questione territoriale ,ambientale ed urbanistica da modelli come quelli indicati nell’esposizione ascoltata e vista con immagine proiettate da computer .
Si evidenzia oltre che l’approccio doveroso a criteri bioclimatici ed ecologici nella nuova edilizia con l’impiego di energie rinnovabili,anche una filosofia divergente rispetto alla nostra, sulla concezione del traffico e della mobilità urbana, nell’idea che costruire nuove strade significa semplicemente incrementare il moto veicolare, quindi una scelta volta alla progressiva pedonalizzazione del centro urbano servito da mezzi pubblici e anche biciclette .
Interessante e’anche la visione legata alla crescita edile da non considerarsi come espansione al di fuori del perimetro urbano ma adattata alla ricostruzione di palazzine a pochi piani ad esempio a sostituire vecchie costruzioni monofamiliari , privilegiando un edilizia a basso impatto ambientale ove sia meglio gestibile l’inserimento delle tecnologie per il risparmio energetico .
Gli insegnamenti che potremmo trarre pensando alla nostra città...
Genova caoticamente assediata dal traffico e da una conformazione lineare policentrica e schiacciata dalle coline è un utile stimolo di metodo anche se questa morfologia difficile, richiede per le variabili che influiscono sul nostro territorio, riflessioni anche su un ripensamento di comparti logistici sempre più inadeguati ,come il passante autostradale che collega il ponente al levante che và ad interfacciarsi con la portualità locale e conseguente movimentazione dei container che avviene quasi tutta su gomma, intasando spesso strade ed autostrade che da Sampierdarena collegano sia la Milano/ Serravalle che la Voltri /Ovada.
Soluzioni che quindi ed inevitabilmente dovranno prevedere il terzo valico e/o una bretella autostradale, scelte obbligate ma che incontrano resistenze delle comunità locali.
Inoltre v’è da riscontrare un po’la tendenza da parte dell’amministrazione comunale sia la precedente che l’attuale , ad affidare a grandi Guru come Renzo Piano la soluzione delle questioni urbanistiche cittadine ,coinvolgendo poco le comunità locali ,i quartieri e le associazioni dei cittadini , questa mancanza di «concertazione « porta a scelte spesso non condivise dalla base che reclama invece più visibilità e di poter decidere sulle scelte della cità in cui vive .Auspicabile quindi arrivare come a Friburgo a forme di progettazione partecipata e far lavorare gli architetti di base collegati al territorio e ai quartieri invece che chiamare i grandi demiurghi che fanno audience ma spesso sono fonti di polemiche da parte dei cittadini.
E le questioni a Genova sono gigantesche dal water front e l»affresco «di Piano che non ha convinto molti, fino al recupero dell’area di Cornigliano di cui nulla si sà della sua sorte futura .Non si evince il modello di città da perseguire , se continuare sulla strada tracciata dall ’»acquario « e da musei come il Galata ,quindi una metropoli leggera ,…’con vocazione turistica .nautica , commerciale e finanziaria ,una sorta di Dubay dell’» alto tirreno» ,o solo il retrovia di un porto che ambisce ad avere 10miloni di teus all’anno in concorrenza con Amburgo e Rotterdam .
Idea interessante sarebbe appunto seguire un profilo industriale che conservasse le valenze attuali ma con un occhio volto ad un modello d’approccio abitativo e d’immagine soft ,e votato all’affermarsi d’un Genoa way life…per la contiguità di un ambiente collinare e costiero di grande pregio ad offrire qualità della vita ,anche per attirare immigrazioni qualificate ed investimenti ,con ricadute sull’occupazione.Sarebbe quindi utilissimo che l’Ordine Architetti entrasse con i suoi iscritti con proposte e favorisse idee e scambi con le comunità dei cittadini genovesi , verso un modello Friburgo da applicarsi alla realtà di Genova ,città forse più complessa di quella tedesca.E’necessario che gli architetti di base…recuperino la propria «mission»…scientifica e propositiva sul sociale …e l’immaginzione della… CITTA’ FUTURA»..su temi sempre più attuali una categoria che dovrebbe contare di più alla formazione delle scelte e al governo del territorio diventatndo ponte,interprete e ed interlocutore dei cittadini delle loro esigenze da far democraticamente valere sullle scelte delle amministrazioni elette ,per ottenere UNA MIGLIORE E CONDIVISA QUALITà DELLA VITA URBANA E TERRITORIALE.
E... cio’non toglie che per l’energia la scelta «solare «ed eolica».. per la nostra città sia quanto mai urgente …
Su questi temi si sono succeduti vari interventi degli amministratori tra cui Sciortino della provincia che parlava della necessità di intervenire sulle proprietà provinciali tra cui numerose scuole pubbliche ,e chi incentrava l’approccio ad un quadro di norme circa la conformità energetica dei fabbricati in rapporto al costo di metano impiegato ad esempio al loro riscaldamento che pone molti edifici di Genova in «zona nera « con consumi energetici pari a città scandinave «su utili libretti di gestione energetica dei caseggiati «,
.E’chiaro che la conformità energetica su edifici anni 50 o molto più antichi , di pessima edilizia ,scarsità di coibentazione , serramenti obsoleti , caldaie condominiali non a norme con termostati malfunzionanti, sono un problema ,ma questa scelta và a scontrarsi con gli alti costi che i condomini dovrebbero sostenere per adeguare «edifici vecchi» …anche se hanno solo 60anni di vita ,che per loro caratteristiche sarebbe costosissimo riqualificare esponendo condomini poveri e dalle scarse pensioni , «al…. suicidio o alla crisi» .
Anche molti architetti presenti al dibattito che non sono intervenuti ma esprimevano opinioni libere su questo tema «privatamente» , rilevavano un certo linguaggio burocratese ,che favorirebbe molto i venditori di calderine domestiche e altre di tipo condominiale , fattori che sarebbero parzialmente ovviabili con un migliore e corretto uso di termostati adeguati a regolare l’apporto di calore in ragione delle temperature esterne a Genova… spesso per cause « meditteranee «.. molto elevate se rapportate con impianti tarati irregolarmente che continuano a produrre calore come se fuori… ci fosse …la neve .
.Fattore questo che non mettendo in discussione questioni legate alla sicurezza di impianti domestici spesso causa di incidenti per loro vetustà ,consiglia di evitare se mai di imporre di legge l’obbligo a costi elevati … che ad esempio nella coibentazione di tetti , di pareti perimetrali ,nella sostituzione di serramenti… costituirebbe un salasso devastante a carico delle già martoriate finanze delle famiglie italiane e genovesi ,suggerendo un approccio se mai non vessatorio , ma basato ad esempio sulla sostituzione delle lampade con altre a basso consumo anche per l’illuminazione urbana e pubblicitaria e interventi sulla sostituzione dei termostati per una più corretta regolazione termica… come scelta doverosa ed auspicabile .Invece predispore un regolamento regionle e comunale che tutte le concessioni edilizie per ristrutturazioni totali di fabbricati e costruzioni aex novo dovrenno dotarsi di tutti requisiti bioclimatici previsti dalle nuove tecnologie .
Non è emerso del tutto quindi il criterio su quali siano le priorità oggi della risposta da darsi alla questione energetica , sempre più drammatica tra effetto serra e gli alti costi del petrolio a 100$ al barile ,
ne’di come agire a parte le prima citate considerazioni «su utili libretti di gestione energetica dei caseggiati «, ma tra le conversazioni di «corridoio tra architetti che non hanno parlato in pubblico’… affiorava concorde l’emergenza la cui risposta non e’più la dissertazione sulla bontà o meno del pannello fotovoltaico, di cui se ne ha menzione già da almeno un ventina d’anni , ma dell’agire , rilevando che uno degli aspetti più dannosi oggi in Italia e’proprio il dire tutto e il contrario di tutto ,e di come in ambito ambientalista sussistano anche «atteggiamenti talebani « di chi vorrebbe tutto,... ma non vorrebbe nulla, con particolare riferimento a chi ad esempio ha contestato anche l’inserimento appenninico dei generatori eolici… perché fattori d’impatto ambientale…
Il FOTOVOLTAICO
è stato riconosciuto da molti partecipanti il sistema più facilmente attuabile già qui a Genova e in Liguria , è il fotovoltaico di facilissima installazione su ogni tetto sia spiovente che piano basta un collegamento elettrico o alla rete e contatore per portare in detrazione la quantità d’energia prodotta,… o l’inserimento d’accomulatori nei fondi dei caseggiati da usarsi ad esempio per illuminare gli spazi condominiali .
MA ANCHE QUI RESTANO DUBBI E LACUNE SUL COME AGIRE… E PER 2 CONSIDERAZIONI :-
A) I COSTI DEI PANNELLI FOTOVOLTAICI DI PRODUZIONE EUROPEA E FORSE... NAZIONALE ANCORA TROPPO ELEVATI, GIA' SUL WEB SI TROVANO PANNELLI FOTOVOLTAICI CINESI MAGARI NON OMOLOGATI A 80/100 ¤ X MQ , e cio’è spiegabile per I COSTI BASSISIMI E BEN NOTI DELLA MANO D’OPERA CINESE e in Europa e in Italia alti costi, invece per l’assenza o l’insufficienza di domanda ,che un’azione GOVERNATIVA a far muovere il mercato risolverebbe ,( come avvenuto su tutte le produzioni d’elettrodomestici , telefonini compresi che oggi sono alla portata di tutti ) B) IL VIZIO BUROCRATESE ITALIANO CHE TENDE A COMPLICARE QUASIASI AUTORIZZAZIONE RENDENDO COSTOSSIMA LA CERTIFICAZIONE E L’INSTALLAZIONE CHE SENZA PARAMETRI, VEDREBBE SPINTE SPECULATIVE DA PARTE DEGLI ELETRICISTI ED INSTALLATORI ,CON ANCHE I COSTI DI TECNICI EDILI, GEOMETRI INGEGNERI ED ARCHITETTI CHE PER LA POSA DI MQ 6 DI FOTOVOLTAICO SU UN TETTO , POTREBBERO CHIEDERE PARCELLE ESORBITANTI ANCHE QUI CON FUGHE SPECULATIVE …che causerebbero salassi devastanti a danno dei primacitati soggetti poveri che a livello condominiale, verrebbero coinvolti in spese gonfiate da amministratori di pochi scrupoli , come spesso avviene ed è di prassi in tutte le città italiane .
Con considerazioni su legare la questione energetica anche alla soluzione di più generali questioni di rilancio produttivo del paese segnato dalla concorrenza concentrica e globalizzata di Cina e d India ,della necessità di « non piangersi addosso» ma d’agire ,il convegno si e’chiuso con constatazioni che l’istituto italiano di tecnologie con sede a Genova ,potrebbe proprio sui temi delle rinnovabili e di tutte le tecnologie ad esse collegate costituire un volano per incrementare la ricerca in tal senso .
MA RESTA LA NECESSITà DELL’AGIRE ,GIA’ A PARTIRE DALLA LIGURIA
Osservazioni che possono essere rivolte ai politici di converso da girare al governo in carica circa le priorità da adottarsi senza più l’alibi di una ricerca che c’è già,che in Italia col sole che abbiamo si e’aspettato toppo ad aplicarla e che si tratta solo d’operare sul territorio in un quadro adeguato di leggi regionali e nazionali ,ci sono 2 livelli :
1° IL LIVELLO PUBBLICO NELLA GESTIONE DELLE RINNOVABILI
L’EOLICO E FOTOVOLTAICO NEL PUBBLICO
VARESE LIGURE E’UN ESEMPIO VALIDO D’EOLICO D’APENNINO e le torri funzionano benissimo ,contribuiscono al bilancio energetico di vari paesi limitrofi e sono una realtà da imitare CHE IN QUESTO CASO COINVOLGEREBBE DIRETTAMENTE I PICCOLI COMUNI .
In Liguria sarebbe opportuna la mappatura del vento e dei crinali più idonei all’installazione dei sistemi .L’approccio alle comunità rurali potrebbe portare anche all’inserimento massiccio dei pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua pubblica tipo piscine comunali .
Per Genova e provincia i crinali appenninici di cornice alla città potrebbero essere validamente impiegati con opportuni studi di fattibilità garantendo un notevole contributo considerando che l’eolico e’efficiente dai 700/mt a quote anche maggiori . La diga foranea portuale potrebbe anch’essa essere oggetto d’intevento con adeguati inserimenti d’eolico che anche se meno efficaci di quelli appenninici costituirebbero un valido apporto .
Tutti gli edifici pubblici scuole , uffici ,stazioni fs ,porto ed aeroporto potrebbero usare convenientemente il fotovoltaico .
Le biomasse
Ricerche ed adattamenti potrebbero consentire d’esplorare la ricerca dell’utilizzo di biomasse dai grandi depuratori oggi in uso in città con bio gas, impiegabile in produzioni energetiche .
2° IL LIVELLO PRIVATO NELLA GESTIONE DELLE RINNOVABILI
Il fotovoltaico privato e condominiale
Come già ai punti A e B vi sono le difficoltà prima descritte , ma superate le variabili dei costi oggi molto/forse/ troppo alti , ai sensi della crisi che attraversa il paese, famiglie indebitate con salari e pensioni inadeguate oltre ai condomini di città il fotovoltaico con anche ,il solare termico più adatto per piccoli fabbricati , potrebbe essere adotttato da tutte le abitazioni monofamiliari ,rurali ed agricole dell’entroterra ,ed anche installazioni ,industriali c’è un grande interesse della gente che ha capito senz’altro questa prospettiva e la acoglierebbe anche se con qualche sacrificio ma ci vorrebe una politica autorevole e convinta ad andare avanti sull’informazione e la ricerca approfondita sulle rese ed un piano nazionale o anche locale su scala regionale a far iniziare l’esperimento .
L’emergenza c’è ma anche il baillamme d’una politica conflittuale e contradditoria.la dice lunga sulla babele che è Roma oggi. Tutto è confuso con anche il prosieguo di questo governo imperfetto ma che ha fatto almeno emergere qualche segno di vitalità democratica che col precedente pareva assopita ,ieri a Roma c’è stata una grande manifestazione dei Verdi giustamente contro il nucleare di Casini , quindi ci sono gli ingredienti affiché si muova qualcosa .
Pe rirsolvere il problema ci vorrebbe una legge dello stato che obbligasse tutti i fabbricati italiani a dotarsi entro ..il…….. di pannelli fotovoltaici ,questo solleverebbe polemiche ,ma con adeguati supporti statali ,concorrenza nell’acquisto dei panneli solari e costi trasparenti per l’installazione e del disbrigo delle pratiche da semplificarsi ,inizierebbe un corso virtuoso che smuoverebbe il paese facendolo risvegliare dal letargo e da questa fase che sembre implodere solo nella depressione/ frustrazione collettiva,E NEL PIANGERE SULLA Cina FABBRICA DEL MONDO e sull’India OFFICINA INFORMATICA DEL MONDO ,ridando speranza , fiducia ed impulso al nostro PIL e all’occupazione che questo investimento collettivo del paese implicherebbe e l’Italia con un impiego cosi’massiccio di queste tecnologie si porrebbe all’avanguardia, aquisendo know ow e tecnologia esportabile e spendibile.
Gli Italiani ci starebbero ..ma a patto d’averne dei vantagg,i tariffe elettriche e del gas più basse ,ma soprattutto la percezione di partecipare ad un grande progetto colletivo per far ripartire il paese ..sarebbe come se il 21° secolo fosse iniziato davvero…. LA SOLUZIONE ITALIANA STà NEL SALVGUARDARE CIO’CHE RESTA DEL PAESAGGIO VERSO «ECONOMIE DI NICCHIA» PROVINCIALI E LOCALI ,E DALL’ALTRO LATO L’IMPLEMENTAZIONE DI ALTE TECNOLOGIE CHE RENDANO COMPETITIVO IL PAESE NELLA SFIDA DI QUESTO.. 21° SECOLO.
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