...IL "GHE PENSI MI" DEL CAVALIERE...
di: Lino D'Antonio - Napoli
di: Lino D'Antonio - Napoli
Vorrei dare atto pubblicamente al capo del maggiore partito di opposizione, onorevole Walter Veltroni, di aver dato il via (era ora!) alla fine della grande illusione o isteria collettiva intorno all’enfatica proclamazione della fine dell’emergenza rifiuti, da parte del Presidente del Consiglio e dei suoi collaboratori e supporters. Isteria, che ha investito soprattutto giornali e televisioni, i quali, nei mesi addietro tallonavano impietosi e perentori il commissario De Gennaro.
A lume di una logica elementare, era impensabile che l’emergenza potesse sparire del tutto nei tempi indicati da Berlusconi e che oggi sono da rivalutare in chiave puramente propagandistica. C’è immondizia a Napoli e sembra crescere ogni giorno di più. Ce n’è nei dintorni della città e nelle altre province, tra le quali la più disastrata continua ad essere quella di Caserta, al momento immersa in una situazione, che sembra senza via di uscita.
Addossare tutte le responsabilità agli amministratori locali, allo scioglimento del consorzio in provincia di Caserta con gravi conseguenze organizzative, lamentare continui sabotaggi, come fa il sottosegretario Bertolaso e dichiarare incivili i cittadini, sembra a me una posizione di debolezza. La prova che il piano messo a punto non è in grado di far fronte a tutte le emergenze e impreparato a superare gli imprevisti. Né tantomeno, tramite esso, si riesce a gestire le varie sinergie, tra raccolta e smaltimento, atte a concorrere ad un perfetto funzionamento ed al raggiungimento del risultato finale ottimale. Ci si appella dunque alla solita tecnica dello scaricabarile. Ma è questa cosa stridente da parte di chi aveva fatto vanto di un efficientismo quasi miracoloso e dato l’impressione di avere tutto in pugno. Anzi di aver quasi del tutto commissariato la città e l’intera regione, con l’invasione di eserciti di imbelli volontari ad insegnarci il “vivere civile”. Noi tutti dunque, fagocitati dal “ghe pensi mi” del cavaliere e dalle sue stucchevoli incursioni napoletane.
Invece, stesse difficoltà riscontrate precedentemente da altri soggetti istituzionali e tempi lunghi ancora necessari, per dichiarare la fine dell’emergenza. Ironia della sorte vuole che uguali intralci, già riscontrati in passato e pressochè medesimo piano operativo, rispetto a quello elaborato da governo Prodi, abbiano prodotto le fortune elettorali di Berlusconi, responsabile anch'egli della situazione rifiuti in Campania, per tutti gli anni, in cui è stato Presidente del Consiglio.
Al momento quindi, si può parafrasare il detto “promesse da marinaio” in “promesse da cavaliere” e considerare nella giusta e reale misura il superamento dell’emergenza, cioè una semplice “ripulitura estiva”.
Comunque, il tutto sia un buon viatico futuro per tutti quei cittadini, che ingenuamente ci hanno creduto e che oggi di fatto si sentono turlupinati.
A lume di una logica elementare, era impensabile che l’emergenza potesse sparire del tutto nei tempi indicati da Berlusconi e che oggi sono da rivalutare in chiave puramente propagandistica. C’è immondizia a Napoli e sembra crescere ogni giorno di più. Ce n’è nei dintorni della città e nelle altre province, tra le quali la più disastrata continua ad essere quella di Caserta, al momento immersa in una situazione, che sembra senza via di uscita.
Addossare tutte le responsabilità agli amministratori locali, allo scioglimento del consorzio in provincia di Caserta con gravi conseguenze organizzative, lamentare continui sabotaggi, come fa il sottosegretario Bertolaso e dichiarare incivili i cittadini, sembra a me una posizione di debolezza. La prova che il piano messo a punto non è in grado di far fronte a tutte le emergenze e impreparato a superare gli imprevisti. Né tantomeno, tramite esso, si riesce a gestire le varie sinergie, tra raccolta e smaltimento, atte a concorrere ad un perfetto funzionamento ed al raggiungimento del risultato finale ottimale. Ci si appella dunque alla solita tecnica dello scaricabarile. Ma è questa cosa stridente da parte di chi aveva fatto vanto di un efficientismo quasi miracoloso e dato l’impressione di avere tutto in pugno. Anzi di aver quasi del tutto commissariato la città e l’intera regione, con l’invasione di eserciti di imbelli volontari ad insegnarci il “vivere civile”. Noi tutti dunque, fagocitati dal “ghe pensi mi” del cavaliere e dalle sue stucchevoli incursioni napoletane.
Invece, stesse difficoltà riscontrate precedentemente da altri soggetti istituzionali e tempi lunghi ancora necessari, per dichiarare la fine dell’emergenza. Ironia della sorte vuole che uguali intralci, già riscontrati in passato e pressochè medesimo piano operativo, rispetto a quello elaborato da governo Prodi, abbiano prodotto le fortune elettorali di Berlusconi, responsabile anch'egli della situazione rifiuti in Campania, per tutti gli anni, in cui è stato Presidente del Consiglio.
Al momento quindi, si può parafrasare il detto “promesse da marinaio” in “promesse da cavaliere” e considerare nella giusta e reale misura il superamento dell’emergenza, cioè una semplice “ripulitura estiva”.
Comunque, il tutto sia un buon viatico futuro per tutti quei cittadini, che ingenuamente ci hanno creduto e che oggi di fatto si sentono turlupinati.
